lunedì 16 luglio 2012

GB CHOC, TRE BAMBINI TROVATI ACCOLTELLATI NEL BOSCO


Un padre con i suoi tre figli hanno persone la vita dopo essere usciti per una tranquilla passeggiata. I bambini si chiamano SamBecka e Charlotte, e hanno rispettivamente1210 e 6 anni: sono stati ritrovati dalla polizia accoltellati e privi di vita all'interno di un bosco di Pontesbury Hill, a circa 90 chilometri dalla propria casa. I bambini erano usciti insieme al padre, Ceri Fullen per fare una passeggiata quando all'improvviso si sono perse le loro tracce. Dopo svariate ricerche da parte degli agenti, è stato ritrovato anche il cadavere del padre, che si crede essere morto dopo essere caduto dalla vicina scogliera. Attualmente sono in corso le indagini per riuscire a sciogliere numerosi dubbi legati alle dinamiche che hanno portato alla morte delle quattro persone. 


Fonte:Leggo

SEDICENNE SPOGLIATA E MOLESTATA IN STRADA DA 20 UOMINI -VIDEO CHOC


Una sedicenne indiana, che stava rincasando dopo una festa, è stata fermata da una ventina di uomini che l'hanno picchiata, spogliata e molestata in mezzo ad una delle strade principali della città di Guwathi, in India. La minore stava tornando dal party di compleanno di un'amica che si era svolto al Club Mint, quando intorno alle 21.30, ora indiana, è stata aggredita dal gruppo di uomini, davanti agli occhi di molti passanti. Nessuno dei presenti ha tentato di aiutare la ragazza, anche se in molti hanno ripreso la scena sul telefonino, postato subito il video su internet. L'attacco ha scatenato indignazione in tutta l'India, riportando a galla la difficile situazione delle donne, spesso soggette ad aggressioni e violenze. Soltanto quattro persone sono finite in manette, anche se dalle immagini sembrano molti di più gli uomini protagonisti dell'attacco.


Fonte:Leggo





DON RUGGERI, ABUSI SU UNA 13ENNE:"CAREZZE E BACI, NON ERO LUCIDO"


«Non so cosa mi sia successo, non ero lucido. Non mi sono reso conto neppure di dove mi trovavo, e non mi era mai successo prima». Don Giangiacomo Ruggeri, portavoce del vescovo di Fano e direttore dell'Ufficio delle comunicazioni sociali ora sospeso da tutti gli incarichi pastorali, ha ammesso davanti al Gip Lorena Mussoni quello che i filmati girati di nascosto dalla polizia il 10 e 12 luglio scorsi mostrano con chiarezza: un adulto di 43 anni chebaciaaccarezza e palpeggia una ragazzina di 13 anni, sotto l'ombrellone e in acqua. Il difensore, l'avv. Gianluca Sposito, parla di un interrogatorio di garanzia reso «in estrema trasparenza e completezza di informazioni» da parte di «un uomo di fede» che è spesso a contatto anche «fisico e di gioco» con giovani di ogni età. Ma il sacerdote, che durante l'interrogatorio è apparso pienamente padrone di sè, una personalità forte e carismatica, ha risposto a tutte le domande con molta chiarezza. Ha detto di non essere 'innamoratò della ragazzina, e di non aver mai avuto prima pulsioni come quelle immortalate nei filmati, nè con lei in altre occasioni nè con altre ragazze. Solo in carcere ha capito la portata di quei gesti, e adesso si è dichiarato estremamente dispiaciuto per la minore. Nessun litigio con il padre di lei, ha poi precisato smentendo notizie di stampa, e anzi buoni rapporti con tutta la famiglia.

IN ISOLAMENTO Oggi don Ruggeri è stato tolto dall'isolamento e trasferito in una cella comune del carcere di Villa Fastiggi. «È sereno» afferma l'avv. Sposito, che non presenterà istanza di scarcerazione fino all'audizione della tredicenne. La ragazza dovrebbe essere ascoltata dal Gip in incidente probatorio, con l'assistenza di uno psicologo, ma è probabile che il pm Sante Bascucci (che ha assistito alla deposizione del sacerdote) voglia sentirla prima, su delega della procura dei minori. «Intendiamo lasciare agli inquirenti il tempo di completare le indagini» dice Sposito, che sottolinea l'assenza di «violenza» nei comportamenti del suo assistito. Anche se il codice penale equipara gli atti sessuali compiuti da un adulto, per di più educatore, su un minore di 14 anni proprio alla violenza. Nel frattempo, il Commissariato di Fano indaga per accertare se nel passato di don Ruggeri possano esserci altri 'giochì come quello che gli ha spalancato le porte del carcere. I 4 pc sequestrati al sacerdote sono passati al setaccio dai tecnici informatici della polizia. Mons. Armando Trasarti, che aveva subito espresso «piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso» continua a tacere, e a pregare. Ma oggi a chiamare pesantemente in causa la supposta «omertà della Curia fanese» è il blog 'Femminismi.it', che invita la magistratura a applicare l'art. 40 del Codice penale, secondo il quale non impedire un reato equivale a cagionarlo. «Il pastore - scrivono le femministe del blog - deve non punire 'dopò le pecorelle ma sorvegliarle prima». E ricordano che nel 2011 don Ruggeri si produsse in un intervento molto criticato, nel ricercare «le 'colpè» di una ragazzina di 15 anni, violentata in spiaggia da un gruppo di ragazzi durante la Notte Bianca a Fano. 


Fonte:Leggo

domenica 15 luglio 2012

UCCISE 15 MILA EBREI: PRESO IL CRIMINALE NAZISTA PIÚ RICERCATO AL MONDO



Una caccia di 15 anni si è conclusa nei giorni scorsi quanto i reporter del Sun hanno finalmente localizzato in un elegante quartiere di Budapest il «criminale nazista più ricercato»: Laslo Csizsik-Csatary, 97 anni. A darne l'annuncio è stato oggi il settimanale britannico, poco dopo da Gerusalemme è giunta anche la conferma del Centro Wiesenthal di documentazione dei criminali nazisti, che l'anno scorso aveva dato ai reporter britannici indicazioni per localizzarlo.
Le stesse informazioni erano state inoltrate allora anche alla magistratura ungherese, ha spiegato Efraim Zuroff, direttore della sezione israeliana del Centro Wiesenthal. Durante la seconda guerra mondiale Csatary era un ufficiale di polizia nella località di Kassa, Ungheria (oggi Kosice, in Slovacchia). Documenti dell'epoca dimostrano che svolse allora un ruolo di primo piano nelle reclusione di 12 mila ebrei in un ghetto, nella requisizione dei loro beni e nella supervisione, nel 1944, della loro spedizione nel campo di sterminio di Auschwitz. Solo 450 avrebbero fatto ritorno. Dopo la guerra fu condannato a morte in contumacia da un tribunale cecoslovacco. Ma Csatary sarebbe riuscito a farsi una nuova esistenza in Canada. 
La sua attività di commerciante d'arte fu interrotta nel 1997, quando la sua vera identità fu scoperta e la cittadinanza canadese gli venne revocata. Ma Csatary non si perse d'animo e di nuovo fece perdere le proprie tracce. Solo nel 2011 il Centro Wiesenthal avrebbe ricevuto (pagando 25 mila dollari) l'informazione decisiva: Csatary, «il criminale nazista più ricercato», viveva agiatamente a Budapest. Nel suo rione, spiega ora il Sun, era noto come 'Papà Csatary' e sul campanello di casa aveva scritto 'Smith-Csatary'. «Adesso ci attendiamo che sia preso in custodia dalla giustizia», ha concluso Zuroff. «È un dovere verso la nostra generazione, quella che è venuta dopo l'Olocausto».


Fonte:Leggo

LA BIMBA NASCE DEFORME, IL PADRE LA SEPPELLISCE VIVA: "ERA BRUTTA"


Una bambina pachistana, nata da appena due giorni, è stata sepolta viva dal padre nella zona di Khanewal (provincia di Punjab) perché "era brutta" a causa di unamalformazione al volto. Lo riferiscono oggi i media ad Islamabad. L'uomo, Chaand Khan, ha ammesso candidamente alla polizia l'infanticidio realizzato a metà settimana, scrive The Express Tribune, confermando di averlo fatto "perché non mi piaceva la faccia che aveva". Secondo una prima ricostruzione della vicenda Khan, dopo aver visto la bimba in ospedale, ha comunicato ai famigliari e agli amici che era morta e che si stavano organizzando i funerali. Durante la cerimonia funebre però la neonata ha cominciato a piangere sorprendendo i presenti e soprattutto il religioso che la stava celebrando e che ha ordinato al padre di farla vedere ad un dottore. Determinato a portare a termine il suo progetto l'uomo ha chiesto allora a Mohammed Farooq, medico dell'ospedale al-Shifa di Kacha Khoh, di iniettare alla piccola un veleno per ucciderla, richiesta che ovviamente è stata respinta.

AVEVA LA TESTA GRANDE Lo stesso Farooq ha indicato che la neonata aveva in effetti "una testa piuttosto grande e lineamenti fuori dal normale". A questo punto Khan si è recato al cimitero e, di nascosto da tutti compresa la moglie che era ancora in ospedale, ha messo in atto il suo piano seppellendo viva la piccola. La vicenda è divenuta di dominio pubblico quando, venutone a conoscenza, un responsabile del comune di Kacha Khoh ha presentato una denuncia alla polizia che ha fermato il padre. Il quale, sottolinea The Express Tribune, ha confermato tutto spiegando che "sarei stato disonorato se l'avessi lasciata vivere. La gente mi avrebbe chiesto sicuramente perché la bimba aveva una faccia tanto brutta e io avrei dovuto chiederne a mia moglie la ragione, Per cui ho deciso di seppellirla viva". L'uomo è stato difeso pubblicamente dal maggiore dei suoi quattro figli ma rischia la pena di morte se verrà riconosciuto colpevole di infanticidio. Si è infine appreso che un magistrato ha disposto per domani la riesumazione del cadavere della bambina.


Fonte:Leggo

Il Vaticano ritira i suoi soldi dalle banche italiane



Purtroppo nove istituti di credito italiani si sono visti sottrarre ingenti somme di capitali dallo Ior, la banca del vaticano, che ha spostato tutti i depositi in Germania, patria di Ratzinger, Sommo Pontefice nonchè unico azionista e conoscitore del reali stato dei suoi bilanci. A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo. 

Lo Ior, la banca del Vaticano, ha tolto dalle banche italiane tutti i suoi depositi. La decisione presa in seguito a quella della Banca d’Italia che ha considerato l’istituto per le opere di Religione, alla stessa stregua di una banca extra comunitaria.

All’Italia, è stata preferita la Germania, patria del Sommo Pontefice (attualmente suo unico azionista) e giudicata, in seguito alla superiore potenzialità di crescita, come zona di migliori investimenti e maggiore stabilità finanziaria.In realtà l’operazione ha avuto inizio l’anno scorso, ma solo adesso ne è stata data notizia, in seguito al controllo dei rapporti finanziari da parte della procura di Roma in seno alle attività, presunte di riciclaggio avviate dalla banca vaticana. Il tutto partito dal sequestro di 23 milioni di euro “sospetti”.

A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Immediata la replica della Santa Sede che ha voluto precisare che lo Ior non è una banca ma una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto
La prova? Il fatto che non emette prestiti. Forse un po’ poco per giustificare una mossa un po’ “strana”, soprattutto in un momento di grave carenza di liquidità da parte delle banche, sempre più costrette a rifiutare mutui per carenza di garanzia, come una recente indagine della stessa Banca d’Italia ha reso noto in una sua indagine conoscitiva.

La particolarità di questo istituto di credito ordinario (infatti è giuridicamente riconosciuto come tale e non come Fondazione di diritto), creato nel 1941, è quella di non avere sportelli e bilanci molto discreti: sono infatti noti solo al Papa e a tre cardinali. Il che in tempi di necessarie trasparenze antiusura e antievasione suonano ancora molto “antiquate”. Per questo motivo più di una volta lo Ior è stato coinvolto, a vari livelli, in scandali di natura economica.

Nonostante questo ancora i dirigenti dell’Istituto si rifiutano di cambiare le disposizioni interne e di aprire i propri bilanci anche agli ispettori in fase di indagine. Delle due l’una: o è una banca extra comunitaria (quindi controllabile) o non lo è (quindi non deve amministrare capitali, né avere un’organizzazione mondiale di banche controllate). Tertium non datur


Fonte: Free Italy

sabato 14 luglio 2012

ANCONA, BIMBO DI 15 MESI MALATO DI CUORE. COLLETTA DA 20MILA EURO LO SALVA


Storia a lieto fine per Alket, il bambino albanese di 15 mesi, orfano e malato di cuore, che lascia oggi l'ospedale di Torrette di Ancona dove era stato operato al cuore il 3 luglio scorso, grazie ad una raccolta fondi delle Patronesse del presidio pediatrico 'Salesì. Il piccolo, che è apparso in mattinata per pochi minuti all'incontro stampa sul buon esito dell'iniziativa, rimarrà ad Ancona - ha spiegato Clementina Merlo, presidente de Servizio polifunzionale per l'Adozione internazionale (Spai) - giusto i due mesi necessari a completare la terapia farmacologica e sarà ospitato e accudito nel centro di accoglienza delle Patronesse. Poi tornerà a Tirana, in Albania, per i pochi giorni necessari a sbrigare le pratiche per la suaadozione in Italia. Due giorni fa è stato infatti dichiarato ufficialmente in stato di abbandono, e quindi adottabile, dalle autorità albanesi. 

UNA FAMIGLIA ITALIANA Alket dunque tornerà definitivamente nel nostro Paese per far parte di una famiglia italiana, considerata la più idonea a riceverlo tra le molte che hanno fatto domanda di adozione. Marco Pozzi, direttore dell'Unità di Cardiologia pediatrica dell'Azienda Ospedali riuniti, che l'ha operato, ha detto che Alket ora «è un bambino sano, con un'aspettativa di vita normale. Potrà fare tutto quello che fa un bambino della sua età». Per guarirlo da una grave malattia congenita - un foro tra i due ventricoli ed un'ulteriore ostruzione nella parte destra del cuore che spingeva il sangue verso i polmoni - ci sono volute tre ore di di intervento (più un'ora per la sedazione) ed altre 24 in terapia intensiva. Un'operazione relativamente semplice per un'unità avanzata come quella di Cardiologia pediatrica: se non fosse stata effettuata in tempi brevi Alket sarebbe morto.

RACCOLTI 20MILA EURO Il piccolo era arrivato ad Ancona il 26 giugno scorso, ma la raccolta di firme era già partita 15 giorni prima, su richiesta della Spai, che aveva lanciato una sottoscrizione per raccogliere i 20 mila euro necessari. In pochissimo tempo le donazioni anche di 10, 20 o 50 euro di cittadini anonimi (il primo è stato un pensionato) si sono moltiplicate, insieme a quelle più cospicue di alcuni imprenditori. «Attualmente disponiamo di un fondo di 29 mila euro - ha detto Milena Fiore, presidente dell'Associazione Patronesse -, con circa 11 mila euro d'avanzo. Lasceremo questo conto aperto nel caso Alket avesse bisogno di ulteriori cure, oppure lo destineremo ad altri casi simili». Ad un giornalista che chiedeva conferma della grossa donazione annunciata sui giornali dall'imprenditore anconetano Massimo Virgili, la Fiore ha risposto: «A tutt'oggi dal signor Virgili non è arrivato neppure un euro, ma il nostro conto è sempre aperto». 


Fonte:Leggo

MILANO: ARRESTATO STUPRATORE SERIALE,ACCUSATO DI 11 AGGRESSIONI


Sono complessivamente 11 gli episodi di rapina e violenza sessuale che vedrebbero protagonista il 28enne egiziano, Sameh E.M., lo stupratore seriale bloccato mercoledì scorso in corso Lodi dai carabinieri della Compagnia Duomo. Nei confronti del nordafricano, con precedenti per reati contro il patrimonio e saltuariamente impiegato come elettricista, mercoledì era stato eseguito un provvedimento di fermo in cui venivano contestati soltanto tre episodi. I militari, coordinati dal sostituto procuratore Gianluca Prisco, nelle ultime ore hanno però accertato la sua responsabilità in altri 5 casi e stanno svolgendo verifiche su ulteriori tre violenze. 

Nel corso delle indagini, coordinate dal pm dott. Gianluca Prisco, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Milano, è emerso che l'egiziano compiva i suoi raid girando su una bici con un parafango posteriore simile a un alettone. Questo dettaglio, confermato da diverse testimoni, ha stretto il cerchio attorno all'arrestato, definitivamente incastrato dai reperti biologici, dai filmati delle telecamere di sorveglianza, e dal ritrovamento di cellulari sottratti alle vittime e trovati nel suo appartamento. Oltre a violentare le donne, infatti, le rapinava del telefono e delle carte di credito, talvolta sotto la minaccia di un coltello. Gli episodi su cui si sta lavorando, alcuni dei quali già con riscontri oggettivi, sono 11, dieci dei quali avvenuti a Milano quest'anno, mentre uno risale al 7 maggio 2009 nella stazione metropolitana di San Donato Milanese. Il primo è del 12 marzo 2012 a piazza San Pietro in Gessate; l'11 aprile in via Boncompagni; il 17 aprile in via Nervesa; il 4 maggio in via Gentilino; il 19 maggio in via Romolo; il 30 maggio in via Custodi; il 10 giugno in via Imperia; il 23 giugno a Largo Schuster; il 3 luglio in via Urbano III; e il 4 luglio in via Pietro Mascagni. Questi ultimi due, e quello in via Gentilino, sono i casi per cui è stato convalidato il fermo in carcere per El Melegy. Gli investigatori sperano che altre persone possano farsi avanti e denunciare l'aggressione, ricordando che anche nel caso in cui la violenza non fosse stata completa, il reato si configura ugualmente. Come esempio raccontano la storia di una ragazza di vent'anni, riuscita a sottrarsi allo stupratore seriale grazie allo spray al peperoncino. L'episodio risale al 30 maggio, quando la giovane è stata avvicinata in via Custodi attorno alle 3: come al solito, l'egiziano l'ha aggredita da dietro nel tentativo di violentarla, ma la ragazza è riuscita a spruzzare lo spray urticante (che aveva già tra le mani in via precauzionale), divincolandosi dalla presa dell'uomo. Escluso questo episodio, in tutti i casi c'è stato un rapporto sessuale, e non solo palpeggiamenti.


Fonte:Leggo

CHARLEY, LA GATTA EROINA:SALVA LA VITA ALLA PADRONA DIABETICA


E' una gattina bianca e nera e si chiama Charley. Una micia come tante se non fosse che è diventata famosa per aver salvato la vita alla sua padrona. L'eroe a quattro zampe sta facendo parlare la Gran Bretagna. La proprietaria, Susan March-Armstrong, una diabetica di 47 anni, è stata colpita in piena notte da un attacco ipoglicemico potenzialmente fatale. 
La donna era svenuta sul pavimento del bagno di casa, ad Haltwhistle, mentre il marito Kevin dormiva nella stanza accanto. Charley, però, evidentemente aveva capito che qualcosa non andava: è saltata sul letto e ha leccato il volto dell'uomo, tirandogli la mano, finchè non si è svegliato. Poi lo ha convinto a seguirla in bagno, dove Kevin si è reso conto della situazione e ha potuto praticare un'iniezione di glucosio che ha salvato la vita della moglie. Un'impresa che ha reso celebre il felino: l'eroica gatta è stata nominata per concorrere al premio della Cat Protection League britannica 'Hero Cat', e insieme alla padrona parteciperà alla cerimonia, prevista al Savoy di Londra in agosto. 
«È stata assolutamente incredibile - ha detto la padrona al 'Daily Mail- si è sentito già di cani che hanno fatto cose simili, ma non di gatti. Non mi ricordo nulla di ciò che è successo dopo che ero entrata in bagno, ma quando mi sono ripresa Charley e Kevin erano vicino a me. Lui mi ha spiegato che lei l'ha svegliato e ha dato l'allarme, quindi mi è rimasta sempre accanto». E se il premio non è stato ancora assegnato, «in ogni caso Charley è il mio piccolo eroe», ha assicurato la donna.


Fonte:Leggo 

FANO: PARROCO ARRESTATO PER ABUSI: "HO SBAGLIATO, NON MI SONO RESO CONTO"


 «Ho sbagliato, ho sbagliato...non mi sono reso conto...». Gli occhi pieni di lacrime, lo sguardo perso nel vuoto, sono state queste le parole di don Giangiacomo Ruggeri subito dopo l'arresto per abusi sessuali su una ragazzina di 13 anni. Nonostante i suoi 43 anni, «sembrava un bambino», ha detto un investigatore.

L'impressione maturata in chi collabora alle indagini è che il portavoce del vescovo di Fano, l'assistente spirituale degli scout, il giornalista esperto in web tv, non fosse affatto preoccupato per l'arresto, anzi consapevole di dover finire in cella, ma devastato dall'angoscia. Non avrebbe tentato alcuna difesa o diversivo, nessuna domanda sul perchè i poliziotti erano andati a prenderlo. Spetterà all'avvocato difensore chiedere un'eventuale perizia sul grado di maturità psicologica del sacerdote, ma in queste ore c'è chi si domanda se realmente don Ruggeri non si fosse reso conto che un uomo di 43 anni, per di più prete, non può 'innamorarsì di una bambina di 13 e scambiare con lei effusioni come un fidanzatino. O se invece, agendo alla luce del sole, in una spiaggia piena di gente, volesse proprio farsi scoprire. Come dire al mondo 'ho questo problema, fate qualcosà.

Il portavoce del vescovo di Fano, don Giangiacomo Ruggeri, 43 anni, direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, è stato arrestato con l'accusa di aver abusato di unaragazzina di 13 anni. Immediata la reazione del vescovo mons. Armando Trasarti, che ha espresso «sconcerto e dolore per la gravità» dell'accaduto, e «piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso, con l'impegno di essere disponibile all'incontro e all'ascolto». Anche se le ipotesi di reato «andranno opportunamente verificate», il vescovo ha sospeso don Ruggeri «da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale», e prega per tutti, «perchè il Signore illumini e conforti». Sotto choc la città, in cui don Ruggeri, aspetto piacevole e modi affabili, era fino ad oggi 'il' sacerdote dei ragazzi. Parroco a Orciano, giornalista collaboratore di 'Avvenirè, già vice direttore del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della Cei, Giangiacomi è assistente ecclesiastico dell'Associazione cattolica guide e Scout d'Europa, branca Scolte. Esperto di new media, docente di teologia nell'Istituto teologico marchigiano, è un volto noto per la stampa locale, e le radio ed emittenti tv. Secondo il pm di Pesaro Manfredi Palumbo però avrebbe approfittato di una quasi bambina, probabilmente una delle tante che frequentano i vari centri di aggregazione giovanile in cui don Ruggeri è di casa. Pare che a segnalare che qualcosa nel modo di fare del prete non andava siano state persone che l'hanno visto in compagnia della ragazzina. E che già in passato, a Orciano, il sacerdote avesse avuto un diverbio molto acceso con il padre di una giovanissima. 

IL BAGNINO CHE HA DENUNCIATO: «HO DOVUTO FARLO» «Sono un padre di famiglia anche io, non potevo lasciar passare sotto silenzio atteggiamenti come quelli di don Giangiacomo Ruggeri, non certo consoni al suo ruolo. Così ho avvisato la polizia». Marco Mandolini, titolare con il fratello Mauro dei 'Bagni Torrettè di Fano (Pesaro Urbino), è la persona che con la sua testimonianza ha fatto arrestare il portavoce quarantatreenne del vescovo di Fano con un'accusa gravissima: atti sessuali consumati in spiaggia, su una ragazzina di 13 anni, e atti osceni in luogo pubblico. Anche altri clienti, conoscenti o parrocchiani a Orciano di don Ruggeri, che fino a ieri era anche direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, hanno assistito alle effusioni sotto l'ombrellone, successivamente filmate di nascosto (come anticipa oggi il Resto del Carlino) dagli agenti del commissario Silio Bozzi. Una prova schiacciante, che ha indotto il gip Lorena Mussoni a firmare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il sacerdote. Rinchiuso in isolamento a Villa Fastiggi. Verrà interrogato lunedì, mentre la polizia sta cercando di ricostruire se nel suo passato ci siano episodi di molestie o abusi su altre ragazzine. La tredicenne verrà ascoltata dal sostituto procuratore della Repubblica dei minori di Ancona Sante Bascucci, che raccoglierà anche le testimonianze di ragazze e ragazzi della parrocchia, e dei gruppi scout e giovanili di cui don Ruggeri, sospeso ieri da ogni incarico pastorale da mons. Armando Trasarti, è stato assistente spirituale. Nell'alloggio del sacerdote e in parrocchia, la polizia ha sequestrato un pc e supporti informatici.

«FACEVA SPEGNERE I TELEFONI ALLE RAGAZZE» Oggi una donna racconta ai cronisti che quando portava i gruppi al mare, il don faceva spegnere i telefonini delle ragazze, «per non avere interferenze». Voci di paese, tutte da confermare. Ora l'inchiesta - sequestrati il pc e vari documenti e supporti informatici nell'alloggio dell'indagato - dovrà accertare anche se vi siano stati altri comportamenti anomali da parte del prete. Dell'indagine è stata informata per competenza anche la procura dei minori di Ancona. Quando la polizia è andata a prenderlo per rinchiuderlo in isolamento in una cella del carcere di Villa Fastiggi, la notizia dell'arresto di don Ruggeri ha fatto il giro della città in pochi minuti. «Stiamo cercando di capire cosa sta succedendo, di metterci la testa», dice il fratello Giovanni, anche lui giornalista, interpellato al telefono. «Non c'era alcun sospetto, non posso crederci» mormora Domenico, un laico seduto, affranto, nella sala d'attesa della Curia arcivescovile insieme ad altri collaboratori di mons. Trasarti, mentre il vicario mons. Giuseppe Tintori liquida i cronisti con un «non so nulla, arrivederci». Poi, poco prima delle 20, con un messaggio diffuso attraverso l'Ansa, mons. Trasarti rompe gli indugi. Una presa di posizione rispettosa di tutte le parti in causa ma molto netta. Nessuna difesa d'ufficio, in una vicenda che porta nuovamente in primo piano uno dei nodi in parte ancora irrisolti della Chiesa contemporanea: come affrontare il coinvolgimento di preti e religiosi nelle inchieste penali per pedofilia. Trasarti, un vescovo che ha autorizzato il funerale in chiesa di un imprenditore suicida per la crisi, «perchè la Chiesa sa la fatica degli uomini», e ha progettato una casa di accoglienza per padri separati, ha scelto: solidarietà con i più deboli e piena fiducia nella giustizia degli uomini. Sperando, che le accuse a don Ruggeri non trovino conferma. 


Fonte:Leggo