martedì 17 luglio 2012

TORINO, ABUSA PER MESI DI UN'AMICA DODICENNE DELLA FIGLIA. "FIDANZIAMOCI"


Convinse un'amica di sua figlia, che aveva 12 anni, a 'fidanzarsi' con lui e abusò di lei per alcuni mesi. Con quest'accusa, sostenuta dal pm Alessandra Provazza, un negoziante di Torino, che oggi ha 36 anni, è stato condannato dal Tribunale del capoluogo piemontese a sei anni di reclusione per violenza sessuale aggravata e continuata. La vicenda risale al 2009 ed emerse dopo che un'amica della famiglia della bambina, insospettita per la frequenza con cui lei andava nel negozio, avvisò la madre.


Fonte:Leggo

Una petizione per il compleanno di Aldro: "Firmiamo per una legge contro la tortura"



Oggi Federico Aldrovandi, il 18enne di Ferrara, ucciso la notte del 25 settembre 2005 da quattro poliziotti, condannati in Cassazione per omicidio colposo per abuso dei mezzi di contenzione, avrebbe compiuto 25 anni, e sua madre Patrizia Moretti chiede un aiuto: “Vorrei onorare la sua memoria. Firmate la petizione per una legge contro la tortura”.
“Firma la petizione - è l’appello - la consegnerò direttamente nelle mani del ministro degli Interni non appena raggiungeremo le 100mila firme”.La madre di Federico ha infatti lanciato un appello on line con una lettera accorata: “I poliziotti che hannomassacrato di botte e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. Vi prego di unirvi a me per chiedere una legge forte contro la tortura che faccia pagare le forze dell’ordine per i reati commessi e prevenga omicidi come questo”.
Perché “c’è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura. Una legge forte che spazzi via l’impunità di Stato in Italia”. La madre di Federico infatti nel suo appello sottolinea: “La morte di mio figlio non è un’eccezione: diversi abusi e omicidi commessi dalle forze dell’ordine rimangono impuniti”.
 
Patrizia Moretti cita i casi della scuola Diaz al G8 di Genova, di Stefano Cucchi, di Giuseppe Uva e Aldo Bianzino. Alcuni parlamentari - ricorda - si sono uniti all’appello, ma “per portare a casa il risultato hanno bisogno di tutti noi”. E “prima che il Parlamento vada in ferie, vi chiedo di firmare la petizione”.“Federico - ricorda la madre nella lettera - era già ammanettato quando i poliziotti lo hanno picchiato così forte da spaccare due manganelli e da mettere fine alla sua giovane vita. Dopo anni di vero e proprio calvario, la Corte di Cassazione li ha condannati per eccesso colposo a tre anni e mezzo, ma i poliziotti dovranno scontare solo 6 mesi senza farsi neanche un giorno di carcere a causa dell’indulto e incredibilmente sono ancora in servizio”.
“La perdita di mio figlio - scrive la madre - mi ha quasi distrutto, ma sono determinata a cambiare il sistema. Nessuno potrà restituirmi mio figlio, e oggi non potrò festeggiare il suo 25esimo compleanno con lui”. Ma “vorrei aiutare a prevenire la sofferenza che ho dovuto provare io per la perdita di un figlio” e “vorrei onorare la sua memoria con il vostro aiuto”.
 
“Per favore - conclude la lettera - unitevi a me e insieme costruiamo un appello assordante per una legge forte per fermare la tortura e per far espellere gli agenti responsabili di questi crimini odiosi dalle nostre forze dell’ordine. Firma la petizione e dillo a tutti i tuoi amici”. La petizione è all’indirizzo: http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bYiwgcb&v=16106

Facebook dentro le chat, contro il crimine


Una vasta operazione di monitoraggio delle conversazioni, messa in piedi da Facebook e altre piattaforme social per segnalare agli ufficiali di polizia le più disparate attività criminose. L'esclusiva ha fatto rapidamente il giro del web specializzato, a partire da un'inchiesta pubblicata dall'agenzia di stampa Reuters.

I tecnici del social network di Menlo Park avrebbero implementato uno specifico strumento software per il monitoraggio della chat interna, a caccia di un gruppo di parole chiave sospette. Il programma di sorveglianza è emerso dopo l'arresto di un cittadino statunitense che aveva programmato un appuntamento con una ragazza di appena 13 anni.

I predatori sessuali risultano infatti tra le vittime preferite dal vasto sistema di sorveglianza implementato da Facebook e altre reti sociali. Il tool procede con l'analisi del linguaggio tra i messaggi in tempo reale del sito in blu, andando ad esempio a scovare la differenza d'età tra i protagonisti della conversazione.


In caso di comunicazioni sospette, il programma procede con l'immediata segnalazione dei vari profili ai responsabili di Facebook, che possono poi contattare la polizia per denunciare il caso. Non è dato sapere se il sistema preveda l'archiviazione degli stralci di chat all'interno dei server, una problematica che farebbe insorgere gli attivisti della privacy.

Da parte degli stessi vertici del sito pare non vi sia nessuna intenzione di spiare in massa le attività degli utenti. Solo utilizzare una tecnologia capace di prevenire crimini come ad esempio l'abuso sessuale sui minori. Facebook è in grado di consegnare alle autorità le informazioni personali degli utenti, in presenza di una specifica richiesta - subpoena - da parte di un giudice.

Qui si tratta però di una consegna automatica in base all'analisi delle parole chiave all'interno di una conversazione in chat. Facebook ha sottolineato come la condivisione dei dati con la polizia si basi su "sospetti effettivi". Ovvero per prevenire un crimine arrestando un predatore sessuale prima che incontri la sua vittima. Resta da chiarire se, nonostante le buone intenzioni, la faccenda non superi una certa linea: non è che Facebook ha inventato la pre-crimine?


Fonte:Puntoinformativo

lunedì 16 luglio 2012

"SPARITE DUE CUGINETTE DI 8 E 10 ANNI".USA CHOC, RITROVATE LE BICI


Oltre 400 volontari sono alla disperata ricerca di Elizabeth Collins, 8 anni eLyric Cook-Morrissey, 10 anni, due cuginette scomparse da venerdi. Le bimbe sono state avvistate l’ultima volta in sella alle loro bici, lungo un percorso ciclabile. Erano uscite per una passeggiata, ma non sono mai rientrate. Le loro biciclette sono state ritrovate venerdì nella tarda serata, ma di Elizabeth e Lyric finora nessuna notizia. Decine di pattuglie della polizia stanno scandagliando un’area vasta 12 miglia. E da qualche ora sono intervenuti anche l’FBI e il CentroNazionale per i bambini scomparsi e sfruttati. Il timore è che le bimbe siano finite in un giro dipedofili. “Stiamo interrogando da ore i familiari e gli amici delle ragazzine”, ha detto RickAbben, vice sceriffo di Evansdale. “Escludiamo che siano finite nel lago Myers. Lo abbiamo scandagliato metro per metro senza rinvenire alcun elemento utile”. Le ricerche continuano senza sosta. E decine di persone aiutano i volontari portando cibo e bevande per sostenerli.


Fonte:Leggo

GB CHOC, TRE BAMBINI TROVATI ACCOLTELLATI NEL BOSCO


Un padre con i suoi tre figli hanno persone la vita dopo essere usciti per una tranquilla passeggiata. I bambini si chiamano Sam, Becka e Charlotte, e hanno rispettivamente12, 10 e 6 anni: sono stati ritrovati dalla polizia accoltellati e privi di vita all'interno di un bosco di Pontesbury Hill, a circa 90 chilometri dalla propria casa. I bambini erano usciti insieme al padre, Ceri Fullen per fare una passeggiata quando all'improvviso si sono perse le loro tracce. Dopo svariate ricerche da parte degli agenti, è stato ritrovato anche il cadavere del padre, che si crede essere morto dopo essere caduto dalla vicina scogliera. Attualmente sono in corso le indagini per riuscire a sciogliere numerosi dubbi legati alle dinamiche che hanno portato alla morte delle quattro persone. 


Fonte:Leggo

SEDICENNE SPOGLIATA E MOLESTATA IN STRADA DA 20 UOMINI -VIDEO CHOC


Una sedicenne indiana, che stava rincasando dopo una festa, è stata fermata da una ventina di uomini che l'hanno picchiata, spogliata e molestata in mezzo ad una delle strade principali della città di Guwathi, in India. La minore stava tornando dal party di compleanno di un'amica che si era svolto al Club Mint, quando intorno alle 21.30, ora indiana, è stata aggredita dal gruppo di uomini, davanti agli occhi di molti passanti. Nessuno dei presenti ha tentato di aiutare la ragazza, anche se in molti hanno ripreso la scena sul telefonino, postato subito il video su internet. L'attacco ha scatenato indignazione in tutta l'India, riportando a galla la difficile situazione delle donne, spesso soggette ad aggressioni e violenze. Soltanto quattro persone sono finite in manette, anche se dalle immagini sembrano molti di più gli uomini protagonisti dell'attacco.


Fonte:Leggo





DON RUGGERI, ABUSI SU UNA 13ENNE:"CAREZZE E BACI, NON ERO LUCIDO"


«Non so cosa mi sia successo, non ero lucido. Non mi sono reso conto neppure di dove mi trovavo, e non mi era mai successo prima». Don Giangiacomo Ruggeri, portavoce del vescovo di Fano e direttore dell'Ufficio delle comunicazioni sociali ora sospeso da tutti gli incarichi pastorali, ha ammesso davanti al Gip Lorena Mussoni quello che i filmati girati di nascosto dalla polizia il 10 e 12 luglio scorsi mostrano con chiarezza: un adulto di 43 anni chebacia, accarezza e palpeggia una ragazzina di 13 anni, sotto l'ombrellone e in acqua. Il difensore, l'avv. Gianluca Sposito, parla di un interrogatorio di garanzia reso «in estrema trasparenza e completezza di informazioni» da parte di «un uomo di fede» che è spesso a contatto anche «fisico e di gioco» con giovani di ogni età. Ma il sacerdote, che durante l'interrogatorio è apparso pienamente padrone di sè, una personalità forte e carismatica, ha risposto a tutte le domande con molta chiarezza. Ha detto di non essere 'innamoratò della ragazzina, e di non aver mai avuto prima pulsioni come quelle immortalate nei filmati, nè con lei in altre occasioni nè con altre ragazze. Solo in carcere ha capito la portata di quei gesti, e adesso si è dichiarato estremamente dispiaciuto per la minore. Nessun litigio con il padre di lei, ha poi precisato smentendo notizie di stampa, e anzi buoni rapporti con tutta la famiglia.

IN ISOLAMENTO Oggi don Ruggeri è stato tolto dall'isolamento e trasferito in una cella comune del carcere di Villa Fastiggi. «È sereno» afferma l'avv. Sposito, che non presenterà istanza di scarcerazione fino all'audizione della tredicenne. La ragazza dovrebbe essere ascoltata dal Gip in incidente probatorio, con l'assistenza di uno psicologo, ma è probabile che il pm Sante Bascucci (che ha assistito alla deposizione del sacerdote) voglia sentirla prima, su delega della procura dei minori. «Intendiamo lasciare agli inquirenti il tempo di completare le indagini» dice Sposito, che sottolinea l'assenza di «violenza» nei comportamenti del suo assistito. Anche se il codice penale equipara gli atti sessuali compiuti da un adulto, per di più educatore, su un minore di 14 anni proprio alla violenza. Nel frattempo, il Commissariato di Fano indaga per accertare se nel passato di don Ruggeri possano esserci altri 'giochì come quello che gli ha spalancato le porte del carcere. I 4 pc sequestrati al sacerdote sono passati al setaccio dai tecnici informatici della polizia. Mons. Armando Trasarti, che aveva subito espresso «piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso» continua a tacere, e a pregare. Ma oggi a chiamare pesantemente in causa la supposta «omertà della Curia fanese» è il blog 'Femminismi.it', che invita la magistratura a applicare l'art. 40 del Codice penale, secondo il quale non impedire un reato equivale a cagionarlo. «Il pastore - scrivono le femministe del blog - deve non punire 'dopò le pecorelle ma sorvegliarle prima». E ricordano che nel 2011 don Ruggeri si produsse in un intervento molto criticato, nel ricercare «le 'colpè» di una ragazzina di 15 anni, violentata in spiaggia da un gruppo di ragazzi durante la Notte Bianca a Fano. 


Fonte:Leggo

domenica 15 luglio 2012

UCCISE 15 MILA EBREI: PRESO IL CRIMINALE NAZISTA PIÚ RICERCATO AL MONDO



Una caccia di 15 anni si è conclusa nei giorni scorsi quanto i reporter del Sun hanno finalmente localizzato in un elegante quartiere di Budapest il «criminale nazista più ricercato»: Laslo Csizsik-Csatary, 97 anni. A darne l'annuncio è stato oggi il settimanale britannico, poco dopo da Gerusalemme è giunta anche la conferma del Centro Wiesenthal di documentazione dei criminali nazisti, che l'anno scorso aveva dato ai reporter britannici indicazioni per localizzarlo.
Le stesse informazioni erano state inoltrate allora anche alla magistratura ungherese, ha spiegato Efraim Zuroff, direttore della sezione israeliana del Centro Wiesenthal. Durante la seconda guerra mondiale Csatary era un ufficiale di polizia nella località di Kassa, Ungheria (oggi Kosice, in Slovacchia). Documenti dell'epoca dimostrano che svolse allora un ruolo di primo piano nelle reclusione di 12 mila ebrei in un ghetto, nella requisizione dei loro beni e nella supervisione, nel 1944, della loro spedizione nel campo di sterminio di Auschwitz. Solo 450 avrebbero fatto ritorno. Dopo la guerra fu condannato a morte in contumacia da un tribunale cecoslovacco. Ma Csatary sarebbe riuscito a farsi una nuova esistenza in Canada. 
La sua attività di commerciante d'arte fu interrotta nel 1997, quando la sua vera identità fu scoperta e la cittadinanza canadese gli venne revocata. Ma Csatary non si perse d'animo e di nuovo fece perdere le proprie tracce. Solo nel 2011 il Centro Wiesenthal avrebbe ricevuto (pagando 25 mila dollari) l'informazione decisiva: Csatary, «il criminale nazista più ricercato», viveva agiatamente a Budapest. Nel suo rione, spiega ora il Sun, era noto come 'Papà Csatary' e sul campanello di casa aveva scritto 'Smith-Csatary'. «Adesso ci attendiamo che sia preso in custodia dalla giustizia», ha concluso Zuroff. «È un dovere verso la nostra generazione, quella che è venuta dopo l'Olocausto».


Fonte:Leggo

LA BIMBA NASCE DEFORME, IL PADRE LA SEPPELLISCE VIVA: "ERA BRUTTA"


Una bambina pachistana, nata da appena due giorni, è stata sepolta viva dal padre nella zona di Khanewal (provincia di Punjab) perché "era brutta" a causa di unamalformazione al volto. Lo riferiscono oggi i media ad Islamabad. L'uomo, Chaand Khan, ha ammesso candidamente alla polizia l'infanticidio realizzato a metà settimana, scrive The Express Tribune, confermando di averlo fatto "perché non mi piaceva la faccia che aveva". Secondo una prima ricostruzione della vicenda Khan, dopo aver visto la bimba in ospedale, ha comunicato ai famigliari e agli amici che era morta e che si stavano organizzando i funerali. Durante la cerimonia funebre però la neonata ha cominciato a piangere sorprendendo i presenti e soprattutto il religioso che la stava celebrando e che ha ordinato al padre di farla vedere ad un dottore. Determinato a portare a termine il suo progetto l'uomo ha chiesto allora a Mohammed Farooq, medico dell'ospedale al-Shifa di Kacha Khoh, di iniettare alla piccola un veleno per ucciderla, richiesta che ovviamente è stata respinta.

AVEVA LA TESTA GRANDE Lo stesso Farooq ha indicato che la neonata aveva in effetti "una testa piuttosto grande e lineamenti fuori dal normale". A questo punto Khan si è recato al cimitero e, di nascosto da tutti compresa la moglie che era ancora in ospedale, ha messo in atto il suo piano seppellendo viva la piccola. La vicenda è divenuta di dominio pubblico quando, venutone a conoscenza, un responsabile del comune di Kacha Khoh ha presentato una denuncia alla polizia che ha fermato il padre. Il quale, sottolinea The Express Tribune, ha confermato tutto spiegando che "sarei stato disonorato se l'avessi lasciata vivere. La gente mi avrebbe chiesto sicuramente perché la bimba aveva una faccia tanto brutta e io avrei dovuto chiederne a mia moglie la ragione, Per cui ho deciso di seppellirla viva". L'uomo è stato difeso pubblicamente dal maggiore dei suoi quattro figli ma rischia la pena di morte se verrà riconosciuto colpevole di infanticidio. Si è infine appreso che un magistrato ha disposto per domani la riesumazione del cadavere della bambina.


Fonte:Leggo

Il Vaticano ritira i suoi soldi dalle banche italiane



Purtroppo nove istituti di credito italiani si sono visti sottrarre ingenti somme di capitali dallo Ior, la banca del vaticano, che ha spostato tutti i depositi in Germania, patria di Ratzinger, Sommo Pontefice nonchè unico azionista e conoscitore del reali stato dei suoi bilanci. A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo. 

Lo Ior, la banca del Vaticano, ha tolto dalle banche italiane tutti i suoi depositi. La decisione presa in seguito a quella della Banca d’Italia che ha considerato l’istituto per le opere di Religione, alla stessa stregua di una banca extra comunitaria.

All’Italia, è stata preferita la Germania, patria del Sommo Pontefice (attualmente suo unico azionista) e giudicata, in seguito alla superiore potenzialità di crescita, come zona di migliori investimenti e maggiore stabilità finanziaria.In realtà l’operazione ha avuto inizio l’anno scorso, ma solo adesso ne è stata data notizia, in seguito al controllo dei rapporti finanziari da parte della procura di Roma in seno alle attività, presunte di riciclaggio avviate dalla banca vaticana. Il tutto partito dal sequestro di 23 milioni di euro “sospetti”.

A perdere il prestigioso cliente sono stati ben nove istituti di credito tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Immediata la replica della Santa Sede che ha voluto precisare che lo Ior non è una banca ma una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto
La prova? Il fatto che non emette prestiti. Forse un po’ poco per giustificare una mossa un po’ “strana”, soprattutto in un momento di grave carenza di liquidità da parte delle banche, sempre più costrette a rifiutare mutui per carenza di garanzia, come una recente indagine della stessa Banca d’Italia ha reso noto in una sua indagine conoscitiva.

La particolarità di questo istituto di credito ordinario (infatti è giuridicamente riconosciuto come tale e non come Fondazione di diritto), creato nel 1941, è quella di non avere sportelli e bilanci molto discreti: sono infatti noti solo al Papa e a tre cardinali. Il che in tempi di necessarie trasparenze antiusura e antievasione suonano ancora molto “antiquate”. Per questo motivo più di una volta lo Ior è stato coinvolto, a vari livelli, in scandali di natura economica.

Nonostante questo ancora i dirigenti dell’Istituto si rifiutano di cambiare le disposizioni interne e di aprire i propri bilanci anche agli ispettori in fase di indagine. Delle due l’una: o è una banca extra comunitaria (quindi controllabile) o non lo è (quindi non deve amministrare capitali, né avere un’organizzazione mondiale di banche controllate). Tertium non datur


Fonte: Free Italy