martedì 18 settembre 2012

VIOLENTAVA E PICCHIAVA CON CALCI E PUGNI LA MOGLIE E LA FIGLIA 14ENNE. ARRESTATO




Calci, pugni e testate contro la moglie e i quattro figli, fino ad arrivare alla violenza sessuale prima sulla moglie e poi sulla figlia che all'epoca dei fatti aveva meno di 14 anni. Una storia drammatica interrotta dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina che hanno arrestato un cittadino marocchino, K.E.C., di 42 anni, conosciuto in tutta la provincia di Catanzaro perchè svolge funzioni pubbliche di rappresentanza in una organizzazione di categoria a difesa dei diritti degli extracomunitari.
L'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale aggravata. Le indagini, coordinate dal pm di Catanzaro Emanuela Costa, sono partite dalla denuncia delle vittime e si sono basate su riscontri concreti, compreso gli accertamenti di uno psicologo e la consulenza di una ginecologa. I fatti risalgono al 2011, quando la donna ha denunciato le vessazioni subite e le attenzioni rivolte dal marito anche nei confronti della figlia che non aveva ancora compiuto 14 anni.
I carabinieri hanno ricostruito un episodio di violenza sessuale ai danni della moglie e diversi atti nei confronti della ragazzina, con il padre che approfittava dell'assenza della moglie. L'uomo, inoltre, ha picchiato più volte le due donne, colpendole anche a testate.
Le violenze si sono ripetute nel tempo, anche quanto la donna era in attesa dei quattro figli, tanto da costringerla a cure delicate per non interrompere le gravidanze. Alla luce dei riscontri dei carabinieri, il pm ha chiesto al gip l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita oggi.
«L'arresto del cittadino marocchino - ha sostenuto il capitano Giovanni De Nuzzo, comandante della Compagnia dei carabinieri di Sellia Marina - evidenzia come sia fondamentale la denuncia di simili vessazioni, presenti talvolta in contesti famigliari ritenuti 'normalì e che all'esterno non destano sospetto. È importante che le donne vittime di violenza escano dal muro del silenzio e decidano di rivolgersi ai carabinieri per fare piena luce e punire i responsabili».

Fonte:Leggo

lunedì 17 settembre 2012

E' morto Salvo, vittima del Kosovo "Lo Stato mi ha abbandonato"

                           
                            
                                                                    Visualizzazione ingrandita della mappa


E' morto Salvo Cannizzo, il soldato catanese a contatto con l'uranio impoverito in Kosovo. Il suo grido di dolore: "Lo Stato ci ha abbandonato".


CATANIA- Si è spento Salvo Cannizzo, il militare catanese malato di cancro dopo essere stato in Kosovo a contatto con l'uranio impoverito. Pochi mesi addietro aveva iniziato lo sciopero della fame gridando: “Lo Stato mi ha abbandonato”. Nel 2009 ha fatto da guida alle telecamere di Report nel quartiere di Librino, portando alla luce incompiute e disservizi del comune di Catania. Sempre attento alle istanze dei più deboli, Salvo Cannizzo, appena tornato dal Kossovo, ha iniziato un percorso al fianco dei ceti meno abbienti. Irriverente, ribelle, ma soprattutto leale.

Salvo Cannizzo si è spento all'improvviso confidando a Salvatore Privitera, suo caro amico attivista nel settore sociale, un messaggio da comunicare nel caso in cui il cancro lo avesse stroncato. “Bisogna fare qualcosa per evitare che i miei compagni del battaglione S.Marco, che erano con me a contatto con l'uranio impoverito, muoiano nel silenzio dello Stato che ci ha abbandonato”. Lo stesso Stato è rimasto indifferente allo sciopero della fame di Cannizzo, che chiedeva aiuto, essendo costretto sulla sedia a rotelle da un tumore al cervello devastante . Un tumore che ha invaso il suo corpo dopo il contatto con l'uranio impoverito. L'ex militare lascia tre bambine, i funerali si svolgeranno domani martedi 18 settembre alle 16 presso la chiesa di S.Leone.( CT )

Fonte:LiveSicilia

PAURA A WASHINGTON, BIMBO UCCISO DA SUPER BATTERIO: È LA SETTIMA VITTIMA


Paura negli Stati Uniti, in particolare all 'ospedale del 'National institute of health'(Nih) a Bethesda alle porte di Washington: un batterio letale, che non risponde ad alcun tipo di antibiotici, ha ucciso un bambino ricoverato nel nosocomio da aprile per complicazioni derivate da un trapianto di midollo osseo. Il batterio in sigla 'KPC' - della polmonite 'klebsiellà - ha già fatto 7 vittime nell'ultimo anno nella clinica dell'Nih, ma l'ultimo decesso sta scatenando forti preoccupazioni in quanto è il primo nuovo caso dal gennaio 2012. Gli esperti speravano di averne sradicato la presenza. Il ragazzino che ha appena perso la vita è la 19esima vittima del super-batterio: la mini-epidemia è stata scatenata da un singolo paziente che ha portato il germe nell'estate del 2011 nell'ospedale. I medici precisano che 'KPC' è pericoloso solo per pazienti con un sistema immunitario compromesso e non per la popolazione generale. Precisamente quelli che vengono ricoverati all'Nih, spesso ultima spiaggia per malati che non rispondono alle terapie tradizionali. «L'ospedale - aveva spiegato di recente Tara Palmore, epidemiologo dell'Nih - ha messo in atto nell'ultimo anno misure di prevenzione di trasmissione dell' infezione draconiane, permettendo l'accesso ai pazienti colpiti solo a personale speciale»

Fonte:Leggo

STAMINALI, ACCOLTO RICORSO PER DANIELE:A BREVE RIPRENDERANNO LE CURE



Il giudice del lavoro di Matera Roberto Spagnuolo ha accolto il ricorso presentato dalla famiglia Tortorelli contro la decisione del Tar di Brescia che aveva sospeso le cure con cellule staminali per Daniele, di cinque anni e mezzo, affetto dal morbo di Niemann-Pick. Le cure con le staminali potranno quindi riprendere.

IL RICORSO Il ricorso ex art. 700 era stato presentato dagli avvocati Vincenzo Pizzilli del foro di Matera e Marco Vorano e Dario Bianchini del foro di Venezia. I legali avevano motivato il ricorso con la necessità di continuare le cure per il piccolo Daniele, che aveva tratto giovamento dalle prime somministrazioni di cellule staminali. Le cure erano state sospese lo scorso 5 settembre dopo la decisione del Tar di Brescia.

Fonte:Leggo

CASSAZIONE: IL SALUTO ROMANO È REATO.CONDANNATO UN 50ENNE NEOFASCISTA



Confermata, dalla Cassazione, la condanna nei confronti di un neofascista che in una riunione pubblica, insieme ad altri, faceva il saluto romano e scandiva slogan inneggianti al razzismo e al regime fascista. La Suprema corte, infatti - con la sentenza 35549 -, ha dichiarato «inammissibile» il ricorso con il quale Lorenzo F. (di 50 anni) cercava di scrollarsi di dosso la pena (la cui entità non è specificata) inflittagli dalla Corte d'appello di Firenze il 3 novembre del 2010. Proprio nel capoluogo toscano si era svolta la manifestazione del gruppetto neofascista, il 23 aprile del 2005.
L'imputato era noto dal 1990 alla Digos e alle questure della Toscana per cui, facilmente, era stato riconosciuto ed identificato anche se aveva il viso parzialmente coperto da una sciarpa. L'uomo era pluripregiudicato e, dunque, secondo la Suprema corte in maniera corretta la Corte d'appello ha ritenuto legittimo il suo riconoscimento da parte di uno degli agenti di polizia chiamato a deporre in dibattimento.

Fonte:Leggo

domenica 16 settembre 2012

PROTESTA : DUE ORE SENZA USARE 'L'ELETTRICITA'



19 SETTEMBRE - MERCOLEDI' - DALLE ORE 20 ALLE 22
FACCIAMO GIRARE!!!!!!
Diamo un segno tangibile della nostra unione e compattezza.
NON E' UNA PROTESTA CONTRO LE TARIFFE DELL'ELETTRICITA', MA UN SEGNALE DI UNIONE!
Per partecipare: nella foto, cliccare sul link dell'evento, cliccare su "Parteciperò", invitare tutti gli amici e condividere nelle bacheche. Grazie.

DISOBBEDIENZA CIVILE ATTIVA!!
Ai tempi di Pinochet, i cileni tutti insieme alla stessa ora, interrompevano il consumo di ogni forma di energia elettrica nelle loro case: frigoriferi, televisori, frullatori, lavastoviglie ... Black out!
Il 19 settembre per 2 ore, manifesteremo il nostro DISSENSO contro questo sistema fatiscente, che continua imperterrito ad esser sordo al malumore dilagante nel Paese...
Si tratta di un piccolo sacrificio di una sera soltanto(che tra l'altro farà bene anche al portafogli) che, se saremo in tanti, potrebbe tradursi in un forte segnale a chi di dovere...
L'hanno fatto i cileni, possiamo farlo benissimo anche noi!
Non credete?

Non usiamo corrente per due ore IL 19 SETTEMBRE DALLE 20,00 ALLE 22,00, facciamogli andare sotto terra i contatori elettrici. Spegnamo TV, pc, luci, scaldabagni, stacchiamo le spine il più possibile, e dimostriamogli che non stiamo solo nello sfogatoio di Facebook a cliccare "mi piace".

Ci siamo, siamo tanti, tantissimi, uniamoci!
Qualunque ideologia, nord, sud, vecchi, giovani, donne, uomini, dipendenti, imprenditori, tutti nella stessa barca che affonda.

Accantoniamo le divisioni che ci hanno inculcato nel cervello per governare meglio e fare il comodo loro, ed estendiamo questo evento al di fuori della rete.

POSSIAMO FARLO, NON E' COMPLICATO, NON COSTA NULLA (anzi risparmiamo), NON DOBBIAMO SPOSTARCI E LORO SI ACCORGERANNO CHE IL POPOLO ITALIANO E' CAPACE DI COMPATTARSI.
Non usiamo corrente per due ore IL 19 SETTEMBRE DALLE 20,00 ALLE 22,00, facciamogli andare sotto terra i contatori elettrici. Spegnamo TV, pc, luci, scaldabagni, stacchiamo le spine il più possibile, e dimostriamogli che non stiamo solo nello sfogatoio di Facebook a cliccare "mi piace".

Ci siamo, siamo tanti, tantissimi, uniamoci!
Qualunque ideologia, nord, sud, vecchi, giovani, donne, uomini, dipendenti, imprenditori, tutti nella stessa barca che affonda.

Accantoniamo le divisioni che ci hanno inculcato nel cervello per governare meglio e fare il comodo loro, ed estendiamo questo evento al di fuori della rete.

POSSIAMO FARLO, NON E' COMPLICATO, NON COSTA NULLA (anzi risparmiamo), NON DOBBIAMO SPOSTARCI E LORO SI ACCORGERANNO CHE IL POPOLO ITALIANO E' CAPACE DI COMPATTARSI.

EVENTO SU FACEBOOK : DUE ORE SENZA USARE CORRENTE

STUPRATO PER 12 ANNI UCCIDE I SUOI AGUZZINI.CONDANNATO A MORTE, SI INVOCA LA GRAZIA



Ha ucciso due uomini quando aveva solo 18 anni, ma ad armargli la mano è stata la sete di giustizia contro coloro che lo avevano violentato più volte da quando era solo un bambino. Ora Terry Williams deve affrontare la condanna più estrema, quella a morte.

Il caso di Williams, violentato dai 6 ai 18 anni, ha sollevato l'opinione pubblica americana e sono in molti a chiedere clemenza. Tra questi, anche la vedova di uono degli uomini uccisi. “Fategli scontare la pena ma non uccidetelo” è la richiesta del “Pennsylvania Board of Pardons”. A sostenere la grazia per Williams anche un Sito Web, in cui si sostiene a favore dell'omicida la sua traumatica esperienza. Nonostante gli abusi, infatti, nessuna autorità è intervenuta in sua difesa, e anche per la corte che l'ha condannato la sua vicenda personale non è servita come attenuante.

FIRMA LA PETIZIONE:CLICCA QUI

Fonte:Leggo

LA DISTROFIA MUSCOLARE LO UCCIDE A 7 ANNI. "AMAVA SENTIRE I BAMBINI GIOCARE"



Una malattia che non dà speranze e la forza di una mamma che non si è mai data per vinta, questi gli elementi che hanno accompagnato la breve vita di Alex Di Sette, il bambino stroncato a sette anni dalla distrofia muscolare che gli fu diagnosticata quando aveva sei mesi.

La mamma di Alex, Annunziata Palladino, 32 anni, ha raccontato al Gazzettino le tappe della sua battaglia e ha ringraziato quanti le sono stati vicini in questi sette anni. Anche il comune, che le ha assicurato un alloggio popolare al pianterreno in via Toronto a Caonada di Montebelluna e un supporto assistenziale ed economico per l'utilizzo di macchinari molto sofisticati e delicati. Proprio in quella casa, Alex sembrava essere più sereno. «Da quando ci eravamo trasferiti in via Toronto, in un appartamento al primo piano, mio figlio aveva trovato una certa tranquillità. Sentiva le voci dei bambini che giocavano nel cortile e gli si illuminavano gli occhi. Perchè Alex parlava con gli occhi. Era il suo unico mezzo di comunicazione, io ero le sue braccia, le sue gambe e la sua voce. La sua mente era prigioniera in un corpo che non gli trasmetteva segnali. Voleva soprattutto sentire le voci dei suoi coetanei che evidentemente lo stimolavano sopra ogni cosa, come se si sentisse partecipe dei loro giochi».

I giochi degli altri bambini dovevano essere davvero molto importanti, tanto che la mamma ricorda: «Un giorno chiusi la porta finestra dell'appartamento pensando che le grida dei bambini potessero dargli fastidio e lui come risposta si è messo a piangere disperatamente, non era mai successo prima. Ho capito che aveva bisogno di comunicare e i suoi occhi, così vivi, sereni, mi hanno dato la forza di lottare e di affrontare una battaglia già persa in partenza».

Fonte:Leggo

MICHELA, LA 22ENNE ROMENA BRUCIATA VIVA:"NON DITE A MAMMA CHE MI PROSTITUIVO"




Fiamme e terrore sono ancora nei suoi occhi e ricorda tutto quello che è successo ma, impaurita, ha detto di non conoscere i suoi aggressori. È ancora sotto choc la prostituta romena di 22 anni che l'altro ieri notte è stata picchiata a sangue e bruciata in strada nel quartiere della Borghesiana, a Roma. Le sue condizioni migliorano lentamente, mentre continuano le indagini dei carabinieri negli ambienti della prostituzione.

GENITORI INCONSAPEVOLI. Michela, così come è conosciuta la ragazza qui in Italia, ha ricevuto oggi in ospedale anche la visita del ministro per l'Integrazione e la Cooperazione Andrea Riccardi. La giovane ha avuto un primo breve colloquio con gli investigatori, che quando starà meglio la riascolteranno per avere così un quadro più chiaro e verificare con maggiore attendibilità le sue dichiarazioni. Michela resta in gravi condizioni e con ustioni su oltre il 50% del corpo, ma è vigile e si dice molto preoccupata che la madre in Romania scopra il lavoro che faceva in Italia. Per i carabinieri a pestare e dare fuoco alla ragazza sono stati «criminali di spessore e pronti a tutto», anche per «l'efferatezza» del gesto.

PAURA TRA LE SUE AMICHE. A temere ritorsioni sono ore le altre prostitute, che pure ora sono al sicuro, le quali hanno assistito all'aggressione e prestato i primi soccorsi, diventate testimoni-chiave della vicenda. I militari hanno inoltre acquisito le immagini delle telecamere della zona: le più vicine non si troverebbero comunque sulla strada dove è avvenuta l'aggressione. La vicenda ha scosso Roma e non solo. Oggi il ministro per l'Integrazione e la Cooperazione Andrea Riccardi ha fatto visita alla giovane, ricoverata all'ospedale Sant'Eugenio. «Sono venuto qui per testimoniare la presenza del governo e la mia personale condanna per questo gravissimo attentato alla vita e al corpo di una giovanissima ragazza straniera - ha spiegato Riccardi -. Dobbiamo dire basta a episodi come questo, che avvengono a Roma come in altre parti del Paese». «Uomini senza scrupoli hanno giocato con il suo corpo e poi l'hanno bruciato come fosse non una persona ma una cosa. È poco più di una bambina - ha detto il ministro uscendo dall'ospedale -, ha gli occhi grandi e gli atteggiamenti di una bimba». Riccardi si è fermato a parlare con i medici a lungo, in particolare con il primario del Centro grandi ustionati dove è ricoverata la giovane.

Fonte:Leggo

lunedì 10 settembre 2012

DIRITTO ALLA SOPRAVVIVENZA: DAL POSSONO AL DEBBONO


INVITO CONFERENZA STAMPA 


Si svolgerà a Roma, Mercoledì 12 Settembre, alle 12,00, presso la Sala Rosi del Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma in Viale Manzoni 16, la Conferenza Stampa di presentazione di un sit-in di protesta indetto da un gruppo spontaneo, il “Comitato 14 Settembre”.
Proprio in quel giorno, infatti, il Comitato riunirà in Piazza Montecitorio i disabili, le loro famiglie, i caregiver familiari, il mondo associazionistico e tutta la società civile che deciderà di aderire, allo scopo di ottenere dal Governo, l’approvazione di quattro punti fondamentali onde evitare il massacro economico e sociale di una delle fasce più fragili della popolazione.
I quattro punti verranno esplicati ed approfonditi nel corso della Conferenza Stampa che sarà presieduta da Michele Colangelo, Portavoce del Coordinamento delle Consulte Handicap di Roma e Presidente della Consulta Handicap del XIII Municipio di Roma, e moderata da Maria Simona Bellini, Presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi.
I colleghi giornalisti e le Associazioni sono vivamente pregati di intervenire.

Info:
Michele Colangelo, Presidente Comitato “14 Settembre”, tel. 3348400885, email colangelomichele@fastwebnet.it
Paola Fanzini, Segreteria Organizzativa, tel. 3381888351, email fanzinipaola@yahoo.it

Nel corso della Conferenza Stampa verranno ufficializzate le adesioni pervenute da parte delle Associazioni e di tutto il mondo civile. Per dare la propria adesione scrivere una mail alla Segreteria Organizzativa, fanzinipaola@yahoo.it

Evento Facebook:https://www.facebook.com/events/434306069939340/?ref=ts