domenica 28 ottobre 2012

OLTRE 70 DISABILI IN SCIOPERO DELLA FAME. "DAL GOVERNO INDIFFERENZA"


Lamanna: ''Cosa vogliono, il morto? Se continua così lo avranno”. Incontri con i prefetti in tutta Italia, interrogazione Udc. La parlamentare Pd Argentin: “Date un segnale. Se costretta mi unirò alla protesta''

Cresce di ora in ora il numero di coloro che, disabili gravi e gravissimi, aderiscono allo sciopero della fame, forma estrema di protesta iniziata il 21 ottobre dal Comitato 16 novembre onlus per richiamare l'attenzione sulla mancanza del Piano per la non autosufficienza. Le ultime notizie sui malati, di Sla e non solo, che stanno facendo lo sciopero dell'alimentazione e dei farmaci nelle loro abitazioni, assistiti dai proprio medici, sono allarmanti: "Qualcuno ha cominciato ad avere problemi specie a livello di pelle con piaghe da decubito - ci dice la dottoressa Mariangela Lamanna per il Comitato -, inoltre sono frequenti gli sbalzi di pressione che, nelle condizioni già compromesse, rischiano di essere molto critici". Al momento il numero delle persone in sciopero è di oltre 70, mentre è di poche ore fa l'adesione dell'associazione "Sicilia risvegli onlus". E Mariangela Lamanna è stata ricevuta dal prefetto di Taranto Claudio Sammartino: "Il prefetto si è fatto carico di trasmettere al governo le nostre richieste. Nelle prossime ore allerteremo i prefetti di tutta Italia".

Ma quale è la risposta, o l'atteggiamento delle istituzioni e della politica di fronte a questa protesta? "Il silenzio, l'assenza", risponde Lamanna. L'unico a dare un cenno è il parlamentare Udc Teresio Delfino che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri di Salute e Welfare. Il documento sprona il governo ad "approvare subito il Piano nazionale sulla non autosufficienza" che i disabili in sciopero chiedono da due anni. Dice Lamanna: "Abbiamo 945 parlamentari, ma i segnali sono ben pochi". Il Comitato ha ricevuto la solidarietà dell'associazione Luca Coscioni e di Rifondazione comunista ("e per questo ci hanno chiamato comunisti"). La dottoressa Lamanna si chiede "se la non risposta, l'assenza istituzionale, sia legata alla nostra partecipazione al No Monti day del 27 ottobre". E parrebbe una ipotesi assurda: "Questa è una battaglia civile a cui tutte le forze - politiche, religiose, etc - dovrebbero sentirsi vicine. Noi non ci fermiamo. Cosa voglio il morto? Se continua così lo avranno". Le interlocuzioni del Comitato con il governo in queste settimane ci sono state e hanno riguardato rappresentanti di tutti i ministeri competenti (Salute, Economia, Welfare). Il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo è in queste ore impegnato sulla legge di stabilità, come ribadisce il suo ufficio stampa, e non si pronuncia, pur essendo "molto sensibile su questo tema", sul quale pare abbia anche interloquito via Twitter con il Comitato 16 novembre onlus. Anche il direttore dell'ufficio di gabinetto del ministero dell'Economia e della finanze Lorenzo Quinzi, con cui il Comitato ha avuto contatti, al momento non si pronuncia.

La protesta buca poco, anzi per niente, i grandi e tradizionali media, ma corre sui social network, percepiti dalle persone in sciopero della fame e dei farmaci come un ultimo baluardo di informazione libera. E attraverso la rete interviene la parlamentare Pd Ileana Argentin, donna disabile, sollecitando un'attenzione da parte del governo e prospettando la scelta di unirsi alla protesta: "E' inconcepibile - scrive Argentin - che di fronte a scelte così drastiche nessuno del governo reagisca. Dove sono la Fornero e Balduzzi e mi chiedo: il premier Monti, a cui ho dato la fiducia, insieme al mio partito, per responsabilità politica, che fa? Vogliono vedere il morto? No, non è possibile, mi vergogno di essere un deputato. Qui parliamo di vite umane, date un segnale e non fatemi usare la mia forza contrattuale in modo demagogico e strumentale... Io sono prima disabile e poi un politico, ma non vorrei arrivare ad unirmi allo sciopero della fame, anche se costretta, a questo punto, perché so che diverrebbe "il caso del deputato handicappato"... Fate qualcosa, io ho già gridato insieme a tutta la Commissione welfare e sanità. Vergogna!"

Fonte:SuperAbile INAIL

sabato 27 ottobre 2012

STANOTTE TORNERÀ L'ORA SOLARE, LANCETTE INDIETRO DI 1 ORA: SI DORMIRÀ 60 MINUTI IN PIÙ


Torna l'ora solare. Alle 3 di questa notte si dovranno spostare un'ora indietro le lancette dell'orologio e si dormirà quindi per sessanta minuti in più: sonno che si «perderà» di nuovo nella notte tra il 29 e il 30 marzo del 2013, quando tornerà l'ora legale. Nei circa sette mesi (l'ora legale è scattata il 25 marzo scorso) in cui l'ora legale è stata in vigore, l'Italia ha risparmiato 102 milioni di euro, grazie ai minori consumi di elettricità per 613 milioni di kilowattora, un valore pari al consumi medio annuo di 205mila famiglie.

Fonte:Leggo

'NO MONTI DAY': SCONTRI IN STRADA,CHIUSA LA TANGENZIALE A ROMA




Il 'corteo selvaggiò, formato da studenti e centri sociali, che si era staccato a piazza San Giovanni da quello principale del 'No Monti day' è terminato poco dopo le 19.

All'uscita dalla tangenziale i manifestanti del 'corteo selvaggiò hanno lanciato fumogeni, petardi e bottiglie contro un cordone delle forze dell'ordine schierato al lato della strada. A quel punto la polizia è avanzata e i manifestanti si sono ritirati dirigendosi verso piazza Santa Croce in Gerusalemme.

TENSIONE NEL CORTEO Momenti di tensione a Roma e un fuori programma durante la manifestazione del 'No Monti day'. Lontano dal corteo, qualcuno ha appiccato fuoco a 3 cassonetti della raccolta differenziata di rifiuti in via dello Statuto. Qualche attimo di paura tra i negozianti della zona, che però non si sono persi d'animo e hanno iniziato a spegnere il fuoco con i loro estintori, fino all'arrivo di una squadra dei vigili del fuoco, all'incirca 5 minuti dopo, che ha provveduto a sistemare la situazione. Via dello Statuto, si ricorda, è limitrofa al percorso del corteo, non inserita nel percorso.

IL CAMBIO DI PERCORSO DI STUDENTI E CENTRI SOCIALI Lo spezzone del corteo degli studenti e dei centri sociali una volta giunto a piazza San Giovanni ha deviato imboccando via Carlo Felice, una strada non prevista nel percorso della manifestazione No Monti Day. I manifestanti sono decisi ora a sfilare, come hanno spiegato ai megafoni, in un «corteo selvaggio».
I book block sono passati avanti al camioncino e hanno preso quindi loro la testa del corteo. Quasi tutti i ragazzi hanno il volto semi coperto. Chi non ha sciarpe o passamontagna copre comunque il viso con i 'librì. Qualcuno ha indossato il casco. Il corteo procede comunque tranquillamente con le forze dell'ordine che presidiano a distanza.
I manifestanti del 'corteo selvaggiò che si è staccato, hanno bloccato per alcuni minuti la bretella che porta all'autostrada A/24. Successivamente i manifestanti sono tornati sulla tangenziale est, in direzione San Giovanni, bloccando nuovamente il traffico sulla carreggiata opposta rispetto al precedente blocco.

TANGENZIALE BLOCCATA I manifestanti del 'corteo selvaggiò hanno bloccato la tangenziale est. Il corteo composto da migliaia di studenti e esponenti dei centri sociali, ha imboccato la tangenziale all'altezza dello scalo di San Lorenzo, in direzione Tiburtina. Il traffico, in quella direzione, è bloccato.
Lungo il percorso i ragazzi battono contro il guard rail con dei sassi. Rassegnati gli automobilisti bloccati, mentre qualcuno nel senso di marcia inverso suona il clacson in segno di solidarietà e saluta sorridendo.

PETARDI CONTRO LE BANCHE Alcuni manifestanti che stanno partecipando a Roma al corteo No Monti day hanno lanciato uova, vernice, petardi e bottiglie di vetro contro la filiale della banca Unipol in via Cavour, all'altezza di Santa Maria Maggiore. Alcuni manifestanti autori del blitz erano a volto coperto, altri a volto scoperto. Sul muro vicino alla filiale hanno scritto «Monti e Fornero al cimitero» e poi «rapinami».
Intanto cresce il numero dei partecipanti al corteo: «Secondo una prima stima siamo 150.000 in piazza». A riferirlo alcuni organizzatori del No Monti Day. «La testa del corteo è in via Merulana mentre la coda si trova ancora in piazza della Repubblica - hanno aggiunto - siamo davvero in tanti».

NEGOZI CHIUSI PER PAURA BLACK BLOC Negozi chiusi e saracinesche abbassate in via Merulana e dintorni. I commercianti della zona, interessata dal passaggio del corteo 'No Monti day', impauriti dalle voci di una possibile 'guerriglia urbanà dei black bloc, hanno deciso di chiudere le loro attività. «Meglio non rischiare - ha commentato un pizzaiolo mentre chiudeva il suo locale - i black bloc sono pericolosi e non vorrei ritrovarmi la pizzeria distrutta». «Oggi ho lavorato solo mezza giornata - ha spiegato il proprietario dello storico panificio Panella in via Merulana - non sono il solo ad aver preso questa decisione, siamo in tanti, quasi tutti. L'anno scorso diversi negozi sono stati danneggiati, dal fioraio alla profumeria più avanti. Hanno avuto vetri rotti e saracinesche spaccate».
 
PRESE DI MIRA LE BANCHE Lanci di uova, scritte 'banca mortà, 'spread your ragè, bancomat imbrattati. Il corteo del No Monti Day segna così il suo passaggio lungo il percorso da via Cavour a via Merulana: ogni banca incontrata viene segnata dai manifestanti con lanci di uova e di vernice colorata. Per il resto il corteo procede pacificamente in direzione di San Giovanni. Il servizio d'ordine interno invita a proseguire e a non eccedere nello sfregio degli istituti bancari.

L'INIZIO DEL CORTEO È partito da piazzale Aldo Moro il corteo degli studenti per il No Monti Day. "Centinaia di studenti delle università e delle scuole di Roma", riferisce una nota del Fronte della Gioventù Comunista, sono diretti a Piazza della Repubblica per partecipare alla giornata di protesta contro le politiche del governo Monti organizzata dal 'Comitato No Debito'.

CHIUSE METRO MANZONI E SAN GIOVANNI  «Come disposto dalla Questura le stazioni metro B Manzoni e san Giovanni sono state chiuse alle ore 14 in previsione della manifestazione »No Monti Day«, promosso dal Comitato No Debito, Usb, Cobas, Cub e Partito della Rifondazione Comunista, che prevede un corteo che partirà da piazza della Repubblica con destinazione piazza san Giovanni. Trentanove le linee bus e tram interessate a deviazioni o limitazioni delle corse. I viaggiatori possono utilizzare le stazioni Vittorio Emanuele e Re di Roma». Lo comunica l'Agenzia per la mobilità.

MISURE DI SICUREZZA Per l'occasione cassonetti dell'immondizia rimossi e divieto di sosta per le auto lungo tutto il percorso del corteo. Forze dell'ordine già mobilitate. Si presenta così il centro di Roma in vista del corteo che nel pomeriggio sfilerà da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. Il pericolo è l'infiltrazione di black bloc che provochino scontri e devastazioni, come al corteo degli Indignati dell'ottobre 2011. Analogo il percorso della manifestazione, che partirà alle 14.30 da piazza della Repubblica e passando per l'Esquilino si concluderà in piazza San Giovanni, dove si terranno gli interventi dal palco. Sono attese decine di migliaia di persone provenienti da tutta Italia, nonostante la pioggia prevista. Saranno chiuse le stazioni metro San Giovanni e Manzoni, deviate diverse linee di autobus. La questura di Roma ha fatto sapere che usarà la linea dura contro eventuali violenti non appena dovessero mettersi in azione. Gli organizzatori hanno predisposto un servizio di autotutela di 300 persone, riconoscibili dalle pettorine. Studenti e centri sociali si ritroveranno alle 12.30 in piazzale Aldo Moro, davanti all'Università La Sapienza, per poi raggiungere il concentramento del corteo in piazza della Repubblica. Da quest'ultima è partito stamani un altro corteo, quello dei medici, che sfilano fino al Colosseo contro i tagli alla Sanità.

Fonte:Leggo

COMUNICATO STAMPA - Coordinamento Famiglie Disabili



Dopo 18 anni di attesa il Coordinamento Famiglie Disabili vuole dare uno schiaffo alla politica.

Questa mattina, 27 Ottobre 2012, nel corso dell’incontro promosso dal quotidiano La Discussione con lo scopo di individuare percorsi e progetti per una politica sana e pulita, il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi ha annunciato che sarà - entro brevissimo tempo - avviata un’azione legale per il riconoscimento giuridico della figura del caregiver in Italia, attraverso rivendicazioni di carattere economico-previdenziali. 

Il caregiver, colui che segue ed assiste persone disabili gravi e gravissime in ambito familiare, è una figura alla quale, nei principali Paesi dell’Unione Europea, vengono rivolti compensi specifici e strumenti di tutela che riconoscono legalmente l’elevato valore sociale del lavoro di cura che essi compiono quotidianamente, il più delle volte senza soluzione di continuità. 

L’azione legale verrà seguita da un prestigioso team di professionisti tra i quali il Prof. Paolo Cendon, creatore in Italia dell’istituto dell’Amministrazione di Sostegno, e dall’Avv. Marco Vorano, attualmente impegnato nei ricorsi rivolti al riconoscimento delle cure con cellule staminali. 

La decisione di seguire le vie legali è sortita dall’evidente mancanza di volontà politica di rendere norma applicabile un provvedimento che si trascina nel Parlamento italiano da 18 anni e diverse legislature, quale proposta di legge con il più lungo iter parlamentare della nostra Repubblica, volta al prepensionamento dei caregiver, ai quali – con il sostegno di prove scientifiche inoppugnabili – è purtroppo riservata una sensibile riduzione delle aspettative di vita a causa dell’elevato stress al quale sono continuamente sottoposti.

La causa verrà promossa e sostenuta anche attraverso una serie di azioni ed eventi per sensibilizzare il mondo scientifico e l’opinione pubblica su una fascia di popolazione fino a questo momento trascurata pesantemente dai legislatori nonostante il fondamentale apporto – finora totalmente gratuito e disconosciuto - offerto da questi al settore sociale del Paese. Tra gli strumenti individuati è previsto un Convegno, in una sede istituzionale di altissimo livello e con relatori di prestigio internazionale- che analizzerà la figura del caregiver dal punto di vista giuridico, medico e sociologico - pubblicazioni volte alla diffusione di una cultura del rispetto nei confronti delle disabilità gravissime e un blog dedicato sia alla stessa azione legale che ai contatti tra ricorrenti e sostenitori dell’azione legale.

Tutti coloro che si riconoscono nella figura del caregiver potranno prendere contatto con il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi per partecipare attivamente al ricorso legale, tramite il Gruppo Facebook: Comitato Prepensionamento per i Familiari di Disabili Gravi e Gravissimi o la mail: .info@famigliedisabili.org

Autore:Maria Simona Bellini Profilo Facebook

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venerdì 26 ottobre 2012

BERLINO, BIMBI TORTURATI DALLA MAESTRA: "COSTRETTI A MANGIARE IL LORO VOMITO"



Bambini maltrattati, «torturati», dicono i genitori, dalla loro insegnante in un asilo privato cattolico, in Germania. Le presunte violenze sono state scoperte, racconta il tabloid Bild, per lo strano comportamento che i piccoli manifestavano a casa: incontinenza, inappetenza, attacchi di panico. Dalle testimonianze dei bambini sarebbe emerso che la maestra 30enne, dipendente dell'asilo St. Elisabeth di Herne, in Nordreno-Vestfalia, li avrebbe costretti a mangiare anche contro la loro volontà. Chi non ce la faceva, e rimetteva, sarebbe stato obbligato a mangiare il proprio vomito, denunciano i genitori alla Bild. I bambini puniti venivano inoltre tenuti per ore in un angolo e quelli che si facevano la pipì addosso erano costretti a cambiarsi davanti ai compagni di classe. Una delle vittime, Joel, è anche finito in ospedale: «Se la faceva sotto due o tre volte al giorno, vomitava e non mangiava più - ha raccontato la madre, Randa Houbban -, l'hanno dovuto mettere sotto flebo».
Sulla vicenda la procura locale ha aperto un'inchiesta: «Le accuse alla maestra - ha spiegato a Bild un portavoce della polizia - riguardano il presunto uso di violenza fisica e psichica sui bambini». Il responsabile della scuola, padre Christian Groene, è rimasto scioccato per le accuse che sono state rivolte alla donna: «L'insegnante e la direzione dell'asilo sono stati licenziati».

Fonte:Leggo

CHOC A NY, LA BABY SITTER MASSACRA A COLTELLATE DUE BIMBI DI 2 E 6 ANNI



La mamma era andata ad accompagnare una delle sue figlie alla lezione di nuoto, il papà era fuori città per lavoro, così Leo, 2 anni, e Lulu, 6, erano rimasti a casa con la tata cinquantenne. Tornata a casa, un condomionio di lusso a New York che affaccia su Central Park, Marina Krim è rimasta sorpresa dal trovare tutte le luci spente. Pensava che i suoi bimbi fossero usciti con la baby sitter, e invece li ha ritrovati in bagno, uccisi nella vasca, la donna riversa in una pozza di sangue con una ferita alla gola ma ancora viva.

A dare l'allarme sarebbe stata una vicina di casa dopo aver sentito le forti grida della donna nel pomeriggio. Sui corpi dei bambini, dichiarati morti sulla scena del crimine, c'erano numerose ferite da taglio inflitte con un coltello da cucina. La tata è stata ricoverata in stato di arresto e le sue condizioni sono critiche.

Fonte:Leggo

giovedì 25 ottobre 2012

SALUTE, LA METÀ DEGLI ITALIANI CHIEDE PRIMA A GOOGLE E POI AL DOTTORE




Quasi un italiano su due, nell'affrontare un problema di salute, si rivolge a Internet prima ancora di andare dal medico. Emerge dal sondaggio 'Salute e informazione: tu come la pensi?', promosso dall' associazione 'Peripato' in collaborazione con il Corriere.it. Il sondaggio, basato su un campione di 2454 lettori del quotidiano online, quindi non rappresentativo della popolazione nazionale, dà comunque un'idea del rapporto che esiste fra pazienti e Internet, tanto che secondo i risultati, la fonte di informazione più consultata, per ben l'86% è ancora il web. Basso il ricorso a radio e tv (5,7%), in caduta libera la vecchia enciclopedia medica, col 7,7%. Resta il fatto che davanti a pazienti più autonomi il ruolo del medico è più complesso: cresce il bisogno di dialogo (62%) per cercare nella figura del medico rassicurazione verso ansie spesso suscitate dal sovraffollamento di notizie trovate proprio su Internet. Sono dati che mettono nero su bianco un concetto già noto ai fondatori di Peripato, neonata associazione presieduta da Sergio Harari, direttore della Pneumologia all' Ospedale San Giuseppe di Milano, per «stimolare – dice il medico – la sensibilità del pubblico verso il sapere biomedico e sociosanitario, rifondando il rapporto tra popolazione e cultura della salute». Una delle prime iniziative di Peripato è la promozione a Milano nel settembre del 2013, di un 'Festival della Salutè incentrato proprio su questi temi. Iniziativa che non poteva non trovare collaborativo l'assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino «anche per capire – ha detto – come le risorse economiche e umane possano essere utilizzate nel migliore dei modi». La presentazione di Peripato è stata anche l'occasione per illustrare il progetto di Humanitas Gavazzeni 'ComunicAnimare la salutè, quattro cartoni animati firmati da Bruno Bozzetto incentrati sulla prevenzione e la tutela della salute. «Un modo con cui la medicina – ha detto Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Istituto – può costruire ponti per trasmettere i valori della cultura scientifica».

Fonte:Leggo

CATARINA, 20 ANNI, VENDE LA SUA VERGINITÀ PER 600.000 €. "MI PAGHERÒ GLI STUDI"



Una studentessa brasiliana di 20 anni, Catarina Migliorini, ha venduto la sua verginità per 780.000 dollari (600.000 euro circa) a un giapponese, attraverso un'asta su un sito internet australiano, virginswanted.com.au.
Alla gara hanno partecipato 15 uomini da India, Brasile, Usa e Giappone. Il sito ha messo all'asta anche la verginità di un 21enne russo, Aleksandr: in questo caso una brasiliana se l'è aggiudicata, ma per l'illibatezza maschile sono bastati 3.000 dollari (2.300 euro).
Catarina ha detto alla stampa del suo paese di volersi finanziare gli studi di medicina in Argentina. «La vedo come un'impresa - ha raccontato alla stampa britannica -. Mi permette di viaggiare, di girare un film e di avere subito del denaro».
Secondo i media australiani, la ragazza brasiliana sarà condotta in aereo in Australia. Nelle settimane seguenti si incontrerà in un luogo segreto con il vincitore giapponese dell'asta, chiamato Natsu. Quest'ultimo ha dovuto stipulare un contratto con la giovane nel quale si impegna a sottoporsi a un test sulle malattie sessualmente trasmissibili. «Se fai questo una sola volta nella vita, non sei una prostituta», ha commentato Catarina, «non è che facendo una sola foto diventi un fotografo».

Fonte:Leggo

UNO SQUALO NEL MARE ADRIATICO:CARCASSA DA 200 KG A BRINDISI


Pesa oltre 200 chili la carcassa di uno squalo trovata ieri pomeriggio dai militari della guardia costiera nel porto interno di Brindisi. Secondo quanto accertato, con l'ausilio degli esperti del servizio veterinario della Asl, l'animale sarebbe stato ucciso durante il passaggio di una nave. Il predatore presentava, infatti, profondi tagli ed era privo della coda. Con tutta probabilità è stato tranciato dalle eliche di qualche imbarcazione mentre cercava cibo nelle acque del porto. Il ritrovamento è stato fatto durante controlli disposti per scovare pescatori di tonno rosso.

Fonte:Leggo

ANGELA RENDO - Intervista:Legge di stabilità 2012 in Sicilia



La legge di stabilità proposta in questi giorni dal governo Monti contiene decisioni che lasciano senza parole. Fra le più eclatanti colpisce la volontà di tassare le pensioni di invalidità civile e le relative indennità di accompagnamento, già ridotte al lumicino. Il 31 ottobre la Fish (federazione italiana per il superamento dell'handicap) ha fissato una manifestazione a Roma per cercare di indurre il Parlamento a rivedere certe scelte.

Il Comitato 14 settembre, sostenuto dal Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi gravissimi, si è subito riunito davanti ai palazzi del potere in presidio permanente protestando anche attraverso lo sciopero della fame. La situazione della disabilità in Italia è grave. Un malato divenuto cronico e spinto in fase terminale con gli interventi tutt'altro che curativi degli ultimi governi. In meridione la situazione è persino peggiore. Ce lo racconta Angela Rendo, mamma siciliana che ha un figlio affetto da malattia rara e referente per la sua regione del citato coordinamento.

Esordisce raccontando come si è dovuta informare sulla disabilità negli anni, contando solo sulle proprie forze. Non c'è informazione e oggi sono in tanti a ricorrere a lei. La sua esperienza sul territorio è smisurata. Una delle lotte per cui si è impegnata di più è stata quella per la legge sul prepensionamento per chi assiste persone con grave disabilità, che in Sicilia esisteva già per gli impiegati regionali, e che "è stata abrogata senza che non si sia fatto buon uso". L'assistenza domiciliare viene garantita, continua a raccontare, "più che altro in forma diretta che non in quella indiretta, violando il diritto sacrosanto, secondo me, di poter scegliere da chi essere assistiti. Inoltre vengono ridotte le ore d'assistenza offerte perché, ci rispondono, non ci sono soldi".

Dal suo punto di vista manca anche un supporto psicologico. A scuola scarseggia il personale specializzato, così "i genitori si ritrovano ad inizio anno a fare dure lotte e molti finiscono per desistere. Per non parlare dell'iter burocratico. Spesse volte per sapere che fine fa un verbale d'invalidità passa un anno e più e, non di rado, l'Inps dichiara di aver perso il verbale, un documento senza il quale sovente non si può accedere a determinate domande (bandi per disabili,  scuola…). Posso testimoniare personalmente. Si fanno infiniti viaggi e attese di cui non si finisce mai di stancarsi. È come se le persone disabili fossero una pratica o un numero: poca sensibilità e poca considerazione da parte della società!”.

Sul lavoro afferma che “la legge sul collocamento obbligatorio è il nulla come messa in pratica, infatti ci sono persone che ne hanno diritto e attendono anche da vent’anni”. Secondo lei  “le leggi non vengono quasi mai applicate correttamente, nessuno organo si fa carico davvero della famiglia. Per non aprire il discorso sui centri riabilitativi, pochissimi e mal gestiti, purtroppo, con ore ridotte ai minimi termini. I genitori devono affidarsi alla competenza esterna (pagando) per garantire almeno una buona riabilitazione”. Non va meglio per chi è in grado di poter avere una vita indipendente: “c'è poco o nulla, a parte qualche associazione che offre qualche servizio ricreativo. Sembra quasi che in questa società Siciliana si ometta il fatto che vi siano disabili.

Certo, "pagando si riesce ad accedere a qualche attività tipo la piscina, ma ben poco è gratuito". Angela offre una soluzione per migliorare questo desolante panorama, ma è fatta di risorse date alle famiglie, di controlli, di decentramento dei servizi per una maggior personalizzazione che riduca gli sprechi e migliori la qualità, di confronto fra le parti e di abbattimento delle barriere mentali. Il contrario di ciò che sta facendo il governo, avviandoci verso una desertificazione della società che non ci rende degni di nessuna appartenenza all’Europa e, men che meno, di essere annoverati fra i Paesi civili.

Intervistata:Angela Rendo Profilo Facebook

Intervista fatta da:Antonio Giuseppe Malafarina Profilo Facebook.
Classe 1970, un diploma e una specializzazione nell'ambito della contabilità. Collaboro con il gruppo Headnet del Besta, sulla salute pubblica e sulla disabilità. Opero in questo campo dai primi degli anni '90 e mi occupo di tutto quanto concerne le persone con disabilità: le leggi, la cultura, la storia, il divertimento