martedì 30 ottobre 2012
ANNA, MALATA E DESTINATA A MORIRE A 18 ANNI. L'APPELLO DELLA MADRE: "AIUTATEMI"
Dignità, questo tutto quello che chiede la signora Angela Ambrosio, mamma di Anna. Sua figlia, 18 anni compiuti ad agosto, soffre di Klippel Trenaunay Weber, una sindrome tanto rara quanto letale: 10 casi conosciuti al mondo e nessuna cura, morte certa e inevitabile.
«Aiutatemi a prendermi cura della mia Anna». Angela lancia un appello che non significa elemosina, ma una richiesta di assistenza lecita in una società civile.
MALE INCURABILE Attualmente Anna sta attraversando una fase della malattia paragonabile a quella di un malato terminale di cancro. Dolori atroci, necrosi, sanguinamenti, infezioni, linfoangite, metastasi in tutto il corpo e aggressività in momenti dolorosissimi. Soffre di afasia Anna, ma nonostante ciò «è perfettamente consapevole di cosa le accade». A prendersi cura di lei sono la madre Angela e la sorella maggiore Pina, 22 anni. L'assistenza rischiesta è costante, così la mamma, abbandonata dal padre di Anna e dalla famiglia incapace di sostenere un simile peso, non ha mai potuto lavorare come avrebbe desiderato, mentre Pina ha rinunciato agli studi per occuparsi della sorella.
DIRITTO ALLA VITA Le tre donne sopravvivono solo grazie a un assegno di accompagnamento da 490 euro arrivato dopo una lunga trafila e a qualche lavoretto saltuario di Angela. Per le spese mensili, tra affitto e medicinali, se ne vanno 360 euro circa. Il resto basta a malapena a sopravvivere e in Campania non esistono strutture che possano dare un sostegno alla famiglia. Le autorità sono rimaste insensibili al dolore delle tre donne, e solo il Presidente Giorgio Napolitano ha teso una mano indirizzando Angela verso una cooperativa per fornire assistenza ai minori. Il lavoro è durato poco, perché lo stipendio arrivava ogni cinque mesi mentre le spese erano quotidiane. Ora che Anna ha compiuto 18 anni potrà finalmente avere diritto alla pensione di invalidità, per la quale sono in corso le lunghe pratiche burocratiche del caso.
Angela si è anche affidata alla solidarietà della società civile, ma tutto quello che chiede è il diritto alla vita e alla morte per una figlia tanto amata.
Fonte:Leggo
MADAGASCAR, VITTORIO TROVATO MORTO:RA SCOMPARSO UNA SETTIMANA FA
Non ce l'ha fatta Vittorio Di Gennaro, il turista 69enne di Rimini scomparso martedì scorso, 23 ottobre, durante un'escursione nella riserva naturale di Ankarana, in Madagascar. Una sua parente rende noto che Di Gennaro è stato trovato morto. Il corpo non presenta segni di violenza.
Causa della morte secondo gli inquirenti malgasci potrebbe essere stata un malore. Sul cadavere sarà eseguita l'autopsia. Di Gennaro era in Madagascar con un viaggio organizzato. Durante un'escursione nella riserva con tre compagni e una guida locale si era fermato perché stanco, dicendo agli altri che li avrebbe attesi al ritorno. Dopo un'ora la comitiva non l'aveva più trovato e aveva chiamato la polizia.
Fonte:Leggo
RAVENNA, DONNA INCINTA SEQUESTRATA E STUPRATA DAL BRANCO IN UN CASOLARE
È stata fissata per oggi davanti al Gip del Tribunale di Ravenna l'udienza di convalida per i tre romeni di 22, 41 e 42 anni arrestati domenica sera dai carabinieri con l'accusa di avere sequestrato, in casolare abbandonato alle porte della città romagnola, e violentato una giovane forlivese incinta. La ragazza - come afferma oggi la stampa locale - ha riferito di essere stata affiancata da uno dei tre, di essere stata fatta salire in auto e di essere stata portata in quel casolare che si trova nella zona artigianale Bassette e che in passato era sede di un locale pubblico.
Una volta rinchiusa a chiave in una stanza, ha invocato aiuto agli altri due, zio e nipote, i quali invece di aiutarla avrebbero cercato di tranquillizzarla dicendole che tanto non le sarebbe accaduto nulla. Ma a quel punto - prosegue l'accusa - è entrato il terzo, quello che l'aveva portata in auto, che l'ha spogliata e violentata. La giovane a un certo punto è però riuscita a scappare seminuda determinando così l'intervento dei carabinieri che verso le 20.30 hanno fatto irruzione nel casolare e arrestato i tre. Per tutti - senza fissa dimora, disoccupati - l'accusa è di violenza sessuale di gruppo in concorso. Per quello che l'ha fatta salire in auto, c'è anche il sequestro di persona aggravato. I tre, già interrogati a lungo ieri pomeriggio dal Pm di turno Angela Scorza titolare del fascicolo, hanno fornito versioni differenti respingendo però tutte le accuse. In particolare l'uomo che l'avrebbe stuprata ha detto di conoscerla già da un paio di settimane e di avere avuto con lei in passato rapporti consensuali; ma di non averla toccata quella sera. La ragazza è stata visitata in ospedale.
Fonte:Leggo
lunedì 29 ottobre 2012
Omicidio Scazzi: "Sabrina e Cosima andarono al pozzo"
Depositata lunedì mattina presso il tribunale di Taranto, dove è ricominciato il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana trovata morta in un pozzo, una relazione dei carabinieri del Ros che gioca un punto a favore dell’accusa.
Il lavoro degli uomini guidati del colonnello Vincenzoni smentisce la parole di Valentina, la sorella di Sabrina, che aveva raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla madre e dalla sorella il 27 settembre mentre erano nei loro campi fuori città.
I tabulati dimostrano che quella telefonata c'è stata. Ma le due donne non erano nelle loro campagne: la cella telefonica agganciata è quella invece che fa riferimento al pozzo, il luogo dove Michele Misseri aveva nascosto il cadavere di Sarah.
In carcere, con l’accusa di omicidio, sono finite la cugina Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano. Il processo inizia la sua fase decisiva. In aula, infatti, comparirà Michele Misseri, zio di Sarah, nonché reo confesso dell’omicidio. Ma la procura lo ritiene responsabile solo della soppressione di cadavere. In aula non ci sono la madre e il fratello della 15enne, mentre sono presenti Sabrina e Cosima.
Prima dell’avvio dell’udienza, l’avvocato di Sabrina, Fausto Coppi, ha chiesto di dichiarare inutilizzabili le parti del verbale dell'incidente probatorio del 19 novembre 2010 nelle quali Michele Misseri accusa del delitto la figlia Sabrina.
Secondo Coppi, nell’interrogatorio a cui fu sottoposto Michele, il gip avrebbe rivolto un avvertimento troppo sintetico sulle conseguenze che avrebbero potuto provocare le dichiarazioni accusatorie verso terzi. Nello specifico, Michele Misseri non sarebbe stato avvertito del fatto che, accusando terzi, sarebbe diventato anche testimone del processo, oltre che imputato. In subordine, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale. L'udienza è stata sospesa per mezz'ora in attesa delle controdeduzioni dell'accusa e di reperire il verbale riassuntivo dell'incidente probatorio, che non è agli atti. Martedì, invece, sarà la volta invece della cugina Sabrina e della zia Cosima, accusate dell'omicidio.
Il pm Pietro Argentino ha chiesto di rigettare la richiesta dell'avvocato Coppi, difensore di Sabrina, di dichiarare inutilizzabili le parti dei verbali dell'incidente probatorio del 19 novembre 2010 nelle quali Misseri accusa la figlia. Il pm ha inoltre chiesto alla Corte di Assise di dichiarare "manifestamente infondata" la questione di legittimità costituzionale posta in subordine dallo stesso Coppi. Secondo il rappresentante della Procura, le ipotesi di dichiarazione di inutilizzabilità dei verbali o di loro parti sono indicate in maniera tassativa nel codice di procedura penale, e l'eccezione sollevata dall'avvocato Coppi non rientrebbe tra queste.
Fonte:Pupia
domenica 28 ottobre 2012
OLTRE 70 DISABILI IN SCIOPERO DELLA FAME. "DAL GOVERNO INDIFFERENZA"
Lamanna: ''Cosa vogliono, il morto? Se continua così lo avranno”. Incontri con i prefetti in tutta Italia, interrogazione Udc. La parlamentare Pd Argentin: “Date un segnale. Se costretta mi unirò alla protesta''
Ma quale è la risposta, o l'atteggiamento delle istituzioni e della politica di fronte a questa protesta? "Il silenzio, l'assenza", risponde Lamanna. L'unico a dare un cenno è il parlamentare Udc Teresio Delfino che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri di Salute e Welfare. Il documento sprona il governo ad "approvare subito il Piano nazionale sulla non autosufficienza" che i disabili in sciopero chiedono da due anni. Dice Lamanna: "Abbiamo 945 parlamentari, ma i segnali sono ben pochi". Il Comitato ha ricevuto la solidarietà dell'associazione Luca Coscioni e di Rifondazione comunista ("e per questo ci hanno chiamato comunisti"). La dottoressa Lamanna si chiede "se la non risposta, l'assenza istituzionale, sia legata alla nostra partecipazione al No Monti day del 27 ottobre". E parrebbe una ipotesi assurda: "Questa è una battaglia civile a cui tutte le forze - politiche, religiose, etc - dovrebbero sentirsi vicine. Noi non ci fermiamo. Cosa voglio il morto? Se continua così lo avranno". Le interlocuzioni del Comitato con il governo in queste settimane ci sono state e hanno riguardato rappresentanti di tutti i ministeri competenti (Salute, Economia, Welfare). Il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo è in queste ore impegnato sulla legge di stabilità, come ribadisce il suo ufficio stampa, e non si pronuncia, pur essendo "molto sensibile su questo tema", sul quale pare abbia anche interloquito via Twitter con il Comitato 16 novembre onlus. Anche il direttore dell'ufficio di gabinetto del ministero dell'Economia e della finanze Lorenzo Quinzi, con cui il Comitato ha avuto contatti, al momento non si pronuncia.
La protesta buca poco, anzi per niente, i grandi e tradizionali media, ma corre sui social network, percepiti dalle persone in sciopero della fame e dei farmaci come un ultimo baluardo di informazione libera. E attraverso la rete interviene la parlamentare Pd Ileana Argentin, donna disabile, sollecitando un'attenzione da parte del governo e prospettando la scelta di unirsi alla protesta: "E' inconcepibile - scrive Argentin - che di fronte a scelte così drastiche nessuno del governo reagisca. Dove sono la Fornero e Balduzzi e mi chiedo: il premier Monti, a cui ho dato la fiducia, insieme al mio partito, per responsabilità politica, che fa? Vogliono vedere il morto? No, non è possibile, mi vergogno di essere un deputato. Qui parliamo di vite umane, date un segnale e non fatemi usare la mia forza contrattuale in modo demagogico e strumentale... Io sono prima disabile e poi un politico, ma non vorrei arrivare ad unirmi allo sciopero della fame, anche se costretta, a questo punto, perché so che diverrebbe "il caso del deputato handicappato"... Fate qualcosa, io ho già gridato insieme a tutta la Commissione welfare e sanità. Vergogna!"
Fonte:SuperAbile INAIL
sabato 27 ottobre 2012
STANOTTE TORNERÀ L'ORA SOLARE, LANCETTE INDIETRO DI 1 ORA: SI DORMIRÀ 60 MINUTI IN PIÙ
Torna l'ora solare. Alle 3 di questa notte si dovranno spostare un'ora indietro le lancette dell'orologio e si dormirà quindi per sessanta minuti in più: sonno che si «perderà» di nuovo nella notte tra il 29 e il 30 marzo del 2013, quando tornerà l'ora legale. Nei circa sette mesi (l'ora legale è scattata il 25 marzo scorso) in cui l'ora legale è stata in vigore, l'Italia ha risparmiato 102 milioni di euro, grazie ai minori consumi di elettricità per 613 milioni di kilowattora, un valore pari al consumi medio annuo di 205mila famiglie.
Fonte:Leggo
'NO MONTI DAY': SCONTRI IN STRADA,CHIUSA LA TANGENZIALE A ROMA
Il 'corteo selvaggiò, formato da studenti e centri sociali, che si era staccato a piazza San Giovanni da quello principale del 'No Monti day' è terminato poco dopo le 19.
All'uscita dalla tangenziale i manifestanti del 'corteo selvaggiò hanno lanciato fumogeni, petardi e bottiglie contro un cordone delle forze dell'ordine schierato al lato della strada. A quel punto la polizia è avanzata e i manifestanti si sono ritirati dirigendosi verso piazza Santa Croce in Gerusalemme.
TENSIONE NEL CORTEO Momenti di tensione a Roma e un fuori programma durante la manifestazione del 'No Monti day'. Lontano dal corteo, qualcuno ha appiccato fuoco a 3 cassonetti della raccolta differenziata di rifiuti in via dello Statuto. Qualche attimo di paura tra i negozianti della zona, che però non si sono persi d'animo e hanno iniziato a spegnere il fuoco con i loro estintori, fino all'arrivo di una squadra dei vigili del fuoco, all'incirca 5 minuti dopo, che ha provveduto a sistemare la situazione. Via dello Statuto, si ricorda, è limitrofa al percorso del corteo, non inserita nel percorso.
IL CAMBIO DI PERCORSO DI STUDENTI E CENTRI SOCIALI Lo spezzone del corteo degli studenti e dei centri sociali una volta giunto a piazza San Giovanni ha deviato imboccando via Carlo Felice, una strada non prevista nel percorso della manifestazione No Monti Day. I manifestanti sono decisi ora a sfilare, come hanno spiegato ai megafoni, in un «corteo selvaggio».
I book block sono passati avanti al camioncino e hanno preso quindi loro la testa del corteo. Quasi tutti i ragazzi hanno il volto semi coperto. Chi non ha sciarpe o passamontagna copre comunque il viso con i 'librì. Qualcuno ha indossato il casco. Il corteo procede comunque tranquillamente con le forze dell'ordine che presidiano a distanza.
I manifestanti del 'corteo selvaggiò che si è staccato, hanno bloccato per alcuni minuti la bretella che porta all'autostrada A/24. Successivamente i manifestanti sono tornati sulla tangenziale est, in direzione San Giovanni, bloccando nuovamente il traffico sulla carreggiata opposta rispetto al precedente blocco.
TANGENZIALE BLOCCATA I manifestanti del 'corteo selvaggiò hanno bloccato la tangenziale est. Il corteo composto da migliaia di studenti e esponenti dei centri sociali, ha imboccato la tangenziale all'altezza dello scalo di San Lorenzo, in direzione Tiburtina. Il traffico, in quella direzione, è bloccato.
Lungo il percorso i ragazzi battono contro il guard rail con dei sassi. Rassegnati gli automobilisti bloccati, mentre qualcuno nel senso di marcia inverso suona il clacson in segno di solidarietà e saluta sorridendo.
PETARDI CONTRO LE BANCHE Alcuni manifestanti che stanno partecipando a Roma al corteo No Monti day hanno lanciato uova, vernice, petardi e bottiglie di vetro contro la filiale della banca Unipol in via Cavour, all'altezza di Santa Maria Maggiore. Alcuni manifestanti autori del blitz erano a volto coperto, altri a volto scoperto. Sul muro vicino alla filiale hanno scritto «Monti e Fornero al cimitero» e poi «rapinami».
Intanto cresce il numero dei partecipanti al corteo: «Secondo una prima stima siamo 150.000 in piazza». A riferirlo alcuni organizzatori del No Monti Day. «La testa del corteo è in via Merulana mentre la coda si trova ancora in piazza della Repubblica - hanno aggiunto - siamo davvero in tanti».
NEGOZI CHIUSI PER PAURA BLACK BLOC Negozi chiusi e saracinesche abbassate in via Merulana e dintorni. I commercianti della zona, interessata dal passaggio del corteo 'No Monti day', impauriti dalle voci di una possibile 'guerriglia urbanà dei black bloc, hanno deciso di chiudere le loro attività. «Meglio non rischiare - ha commentato un pizzaiolo mentre chiudeva il suo locale - i black bloc sono pericolosi e non vorrei ritrovarmi la pizzeria distrutta». «Oggi ho lavorato solo mezza giornata - ha spiegato il proprietario dello storico panificio Panella in via Merulana - non sono il solo ad aver preso questa decisione, siamo in tanti, quasi tutti. L'anno scorso diversi negozi sono stati danneggiati, dal fioraio alla profumeria più avanti. Hanno avuto vetri rotti e saracinesche spaccate».
PRESE DI MIRA LE BANCHE Lanci di uova, scritte 'banca mortà, 'spread your ragè, bancomat imbrattati. Il corteo del No Monti Day segna così il suo passaggio lungo il percorso da via Cavour a via Merulana: ogni banca incontrata viene segnata dai manifestanti con lanci di uova e di vernice colorata. Per il resto il corteo procede pacificamente in direzione di San Giovanni. Il servizio d'ordine interno invita a proseguire e a non eccedere nello sfregio degli istituti bancari.
L'INIZIO DEL CORTEO È partito da piazzale Aldo Moro il corteo degli studenti per il No Monti Day. "Centinaia di studenti delle università e delle scuole di Roma", riferisce una nota del Fronte della Gioventù Comunista, sono diretti a Piazza della Repubblica per partecipare alla giornata di protesta contro le politiche del governo Monti organizzata dal 'Comitato No Debito'.
CHIUSE METRO MANZONI E SAN GIOVANNI «Come disposto dalla Questura le stazioni metro B Manzoni e san Giovanni sono state chiuse alle ore 14 in previsione della manifestazione »No Monti Day«, promosso dal Comitato No Debito, Usb, Cobas, Cub e Partito della Rifondazione Comunista, che prevede un corteo che partirà da piazza della Repubblica con destinazione piazza san Giovanni. Trentanove le linee bus e tram interessate a deviazioni o limitazioni delle corse. I viaggiatori possono utilizzare le stazioni Vittorio Emanuele e Re di Roma». Lo comunica l'Agenzia per la mobilità.
MISURE DI SICUREZZA Per l'occasione cassonetti dell'immondizia rimossi e divieto di sosta per le auto lungo tutto il percorso del corteo. Forze dell'ordine già mobilitate. Si presenta così il centro di Roma in vista del corteo che nel pomeriggio sfilerà da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. Il pericolo è l'infiltrazione di black bloc che provochino scontri e devastazioni, come al corteo degli Indignati dell'ottobre 2011. Analogo il percorso della manifestazione, che partirà alle 14.30 da piazza della Repubblica e passando per l'Esquilino si concluderà in piazza San Giovanni, dove si terranno gli interventi dal palco. Sono attese decine di migliaia di persone provenienti da tutta Italia, nonostante la pioggia prevista. Saranno chiuse le stazioni metro San Giovanni e Manzoni, deviate diverse linee di autobus. La questura di Roma ha fatto sapere che usarà la linea dura contro eventuali violenti non appena dovessero mettersi in azione. Gli organizzatori hanno predisposto un servizio di autotutela di 300 persone, riconoscibili dalle pettorine. Studenti e centri sociali si ritroveranno alle 12.30 in piazzale Aldo Moro, davanti all'Università La Sapienza, per poi raggiungere il concentramento del corteo in piazza della Repubblica. Da quest'ultima è partito stamani un altro corteo, quello dei medici, che sfilano fino al Colosseo contro i tagli alla Sanità.
Fonte:Leggo
COMUNICATO STAMPA - Coordinamento Famiglie Disabili
Dopo 18 anni di attesa il Coordinamento Famiglie Disabili vuole dare uno schiaffo alla politica.
Questa mattina, 27 Ottobre 2012, nel corso dell’incontro promosso dal quotidiano La Discussione con lo scopo di individuare percorsi e progetti per una politica sana e pulita, il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi ha annunciato che sarà - entro brevissimo tempo - avviata un’azione legale per il riconoscimento giuridico della figura del caregiver in Italia, attraverso rivendicazioni di carattere economico-previdenziali.
Il caregiver, colui che segue ed assiste persone disabili gravi e gravissime in ambito familiare, è una figura alla quale, nei principali Paesi dell’Unione Europea, vengono rivolti compensi specifici e strumenti di tutela che riconoscono legalmente l’elevato valore sociale del lavoro di cura che essi compiono quotidianamente, il più delle volte senza soluzione di continuità.
L’azione legale verrà seguita da un prestigioso team di professionisti tra i quali il Prof. Paolo Cendon, creatore in Italia dell’istituto dell’Amministrazione di Sostegno, e dall’Avv. Marco Vorano, attualmente impegnato nei ricorsi rivolti al riconoscimento delle cure con cellule staminali.
La decisione di seguire le vie legali è sortita dall’evidente mancanza di volontà politica di rendere norma applicabile un provvedimento che si trascina nel Parlamento italiano da 18 anni e diverse legislature, quale proposta di legge con il più lungo iter parlamentare della nostra Repubblica, volta al prepensionamento dei caregiver, ai quali – con il sostegno di prove scientifiche inoppugnabili – è purtroppo riservata una sensibile riduzione delle aspettative di vita a causa dell’elevato stress al quale sono continuamente sottoposti.
La causa verrà promossa e sostenuta anche attraverso una serie di azioni ed eventi per sensibilizzare il mondo scientifico e l’opinione pubblica su una fascia di popolazione fino a questo momento trascurata pesantemente dai legislatori nonostante il fondamentale apporto – finora totalmente gratuito e disconosciuto - offerto da questi al settore sociale del Paese. Tra gli strumenti individuati è previsto un Convegno, in una sede istituzionale di altissimo livello e con relatori di prestigio internazionale- che analizzerà la figura del caregiver dal punto di vista giuridico, medico e sociologico - pubblicazioni volte alla diffusione di una cultura del rispetto nei confronti delle disabilità gravissime e un blog dedicato sia alla stessa azione legale che ai contatti tra ricorrenti e sostenitori dell’azione legale.
Tutti coloro che si riconoscono nella figura del caregiver potranno prendere contatto con il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi per partecipare attivamente al ricorso legale, tramite il Gruppo Facebook: Comitato Prepensionamento per i Familiari di Disabili Gravi e Gravissimi o la mail: .info@famigliedisabili.org
Autore:Maria Simona Bellini Profilo Facebook
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GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE
venerdì 26 ottobre 2012
BERLINO, BIMBI TORTURATI DALLA MAESTRA: "COSTRETTI A MANGIARE IL LORO VOMITO"
Bambini maltrattati, «torturati», dicono i genitori, dalla loro insegnante in un asilo privato cattolico, in Germania. Le presunte violenze sono state scoperte, racconta il tabloid Bild, per lo strano comportamento che i piccoli manifestavano a casa: incontinenza, inappetenza, attacchi di panico. Dalle testimonianze dei bambini sarebbe emerso che la maestra 30enne, dipendente dell'asilo St. Elisabeth di Herne, in Nordreno-Vestfalia, li avrebbe costretti a mangiare anche contro la loro volontà. Chi non ce la faceva, e rimetteva, sarebbe stato obbligato a mangiare il proprio vomito, denunciano i genitori alla Bild. I bambini puniti venivano inoltre tenuti per ore in un angolo e quelli che si facevano la pipì addosso erano costretti a cambiarsi davanti ai compagni di classe. Una delle vittime, Joel, è anche finito in ospedale: «Se la faceva sotto due o tre volte al giorno, vomitava e non mangiava più - ha raccontato la madre, Randa Houbban -, l'hanno dovuto mettere sotto flebo».
Sulla vicenda la procura locale ha aperto un'inchiesta: «Le accuse alla maestra - ha spiegato a Bild un portavoce della polizia - riguardano il presunto uso di violenza fisica e psichica sui bambini». Il responsabile della scuola, padre Christian Groene, è rimasto scioccato per le accuse che sono state rivolte alla donna: «L'insegnante e la direzione dell'asilo sono stati licenziati».
Fonte:Leggo
CHOC A NY, LA BABY SITTER MASSACRA A COLTELLATE DUE BIMBI DI 2 E 6 ANNI
La mamma era andata ad accompagnare una delle sue figlie alla lezione di nuoto, il papà era fuori città per lavoro, così Leo, 2 anni, e Lulu, 6, erano rimasti a casa con la tata cinquantenne. Tornata a casa, un condomionio di lusso a New York che affaccia su Central Park, Marina Krim è rimasta sorpresa dal trovare tutte le luci spente. Pensava che i suoi bimbi fossero usciti con la baby sitter, e invece li ha ritrovati in bagno, uccisi nella vasca, la donna riversa in una pozza di sangue con una ferita alla gola ma ancora viva.
A dare l'allarme sarebbe stata una vicina di casa dopo aver sentito le forti grida della donna nel pomeriggio. Sui corpi dei bambini, dichiarati morti sulla scena del crimine, c'erano numerose ferite da taglio inflitte con un coltello da cucina. La tata è stata ricoverata in stato di arresto e le sue condizioni sono critiche.
Fonte:Leggo
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