giovedì 21 febbraio 2013

RICHIESTA DI AIUTO PER BRENDA ( UGANDA ) - URGENTE

SALVIAMO BRENDA

Care amiche e amici, vi rivolgiamo questo appello per Brenda. Brenda è una bambina ricoverata presso il reparto pediatrico dove operiamo noi, ha una grave malattia, sindrome nefrosica, che a causa dei pochi mezzi a disposizione dell'ospedale, la sta portando alla morte.Vista la gravità stiamo organizzando, appena sarà possibile far muovere Brenda, il suo trasferimento a Kampala. Aiutateci a salvare Brenda.Come sapete anche un solo euro fa la differenza.

TESTIMONIANZA DI UN OPERATORE VOLONTARIO

Avevo scritto su questa foto scattata penso una decina di giorni fa che Brenda è sempre sorridente, ma ahimè oggi non è così. la sua malattia (non ho ben capito il nome della sua malattia) la porta a gonfiarsi. oggi sono andato all'ospedale e non volevo credere ai miei occhi. ho domandato tre volte se la bimba che avevo davanti fosse brenda oppure una altra bimba. ha lo stomaco, faccia e gambe gonfissime. non ho pianto perche' gia' lei piangeva e pensavo che se avessi pianto anche io non le sarei stato di aiuto. le sono stato vicino una mezzoretta. le tenevo la mano, la accarezzavo sulle guance e scacciavo le mosche che si posavano sulle sue gambe.

BRENDA ORA

Care amiche e amici, nonostante le condizioni di salute, oggi Brenda ha voluto regalarci un sorriso.
Anche Valerio si è rincuorato, oggi ha portato a Brenda uova, carne e un dolcetto. I medici hanno detto che la cura sarà lunga e molto costosa, l'infermiera Prossi, domani andrà a Kampala a prendere le medicine.
Vi chiediamo di aiutarci ad acquistare i farmaci e  finanziare una visita specialistica a Kampala.
Inutile sottolineare che senza l'aiuto della nostra associazione Brenda, e la sua famiglia, non avrebbero alcuna possibilità.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono già attivati nella raccolta fondi.
Grazie di cuore a tutti

PER DONARE: 
CODICE I.B.A.N.   IT39O 0100503220000000028232

Sito Web:  A.I.C.O. Associazione " Il Caprifoglio" Onlus
Profilo Facebook: Il Caprifoglio onlus


Grazie a tutti. Vi prego di farla girare a tutte le vostre amicizie é URGENTE

giovedì 10 gennaio 2013

Appello per gli italiani in Nord e Centro America - FATE GIRARE

   


"Mi chiamo Simone Lolli e mi rivolgo a voi italiani che abitate in America del Nord e Centrale iscritti regolarmente all'AIRE. Abbiamo bisogno del vostro contributo per sottoscrivere la nostra lista per presentarci alle prossime elezioni politiche. In questo modo avremo la possibilità di scardinare questa vecchia partitocrazia e mandare a casa questi politici che in 20 anni hanno pensato solamente a curare i propri interessi a discapito del cittadino. Come fare questo? E' molto semplice: alla lista dei consolati attivi trovate quello più vicino alla vostra città, recatevi con il passaporto e apponete la firma alle nostre liste sia alla Camera sia al Senato. Il tempo stringe. Abbiamo bisogno di 50 sottoscrizioni entro la fine della settimana. Confido in voi. Grazie per il contributo!" Simone Lolli

Ps: Il vice consolato di Tucuman si rifiuta di rilasciare certificati elettorali collettivi con la scusa di avere l'anagrafe bloccata. In quel vice consolato abbiamo 9 firme per la Camera e 7 per il Senato. Potrebbero essere decisive.

Mappa dove recarsi per le firme: CLICCA QUI

martedì 1 gennaio 2013

AUGURIO DI FINE ANNO DI BEPPE GRILLO - CON PROGRAMMA.

             

Per il programma cliccate sul link:http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

Fonte: BLOG DI BEPPE GRILLO

IN NOME DI DIO, ANDATEVENE



Se ne devono andare tutti, dove non ha importanza. In un'isola delle Barbados, nell'appartamento monegasco del cognato, in un ospizio, nella tipografia romana del suocero, in Vaticano a pregare per lo Ior, in Europa al posto di Van Rompuy, a insegnare alla Bocconi a studenti inconsapevoli, in un tribunale a esercitare la loro professione, in uno dei loro studi legali a incassare milioni di euro. Se ne devono andare. Non li regge più nessuno. Loro non capiscono. Si credono intoccabili perché garanti di interessi economici delle lobby del cemento, delle cooperative, dei concessionari, della Bce, delle banche internazionali, di Stati esteri. Vivono in un mondo a parte, fatto di studi televisivi, di giornalisti proni, di incontri istituzionali a discettare del nulla al quadrato con la rituale foto di gruppo, circondati da commessi, servi, maggiordomi, amanti. Onorevoli disonorati. Facce di bronzo, facce di merda, facce da impuniti, facce da dimenticare se si vuole riacquistare un minimo di serenità. Facce di responsabili dello sfacelo economico e sociale che si fanno il lifting, i sorrisi tirati ormai in un ghigno, l'incedere da uomini di potere che si credono statisti in scatola. Si ripresentano ancora, riverginati, innocenti, candidi come se non fossero colpevoli del più piccolo errore. Loro che hanno disfatto l'economia, l'informazione, la giustizia, la scuola, il tessuto produttivo, lo stesso Stato. Mantenuti nelle loro posizioni privilegiate per decenni, pagate dalle tasse degli italiani a suon di vitalizi mai rinnegati, di leggi ad personam, ad partitum, per gli amici, per i concessionari, per le mafie. Parassiti, pidocchi, mignatte, zecche. Virus che si spacciano per miracolosi medicinali mentre infettano il corpo della Nazione, certi della copertura vigliacca dei media e confidando nella memoria breve degli italiani. Se ne devono andare. In Parlamento non li vuole neppure l'italiano più mite, il più tollerante, il più distaccato dalla politica. L'Italia è in overdose dei Bindi, Finocchiaro, Cicchitto, Berlusconi, Monti, Bersani, Fini, Alfano, Casini, Maroni e delle centinaia di compari si ostinano a imporre la loro presenza. Non capiscono che sono come Ceaucescu al balcone, Mussolini nel camion verso la Svizzera vestito da soldato tedesco, Hitler nel bunker di Berlino mentre da ordini a divisioni che non esistono più. E' questione di tempo, ma la loro avventura politica è terminata. La campanella del 2013 è suonata, la ricreazione a spese di generazioni di italiani è finita. "Voi siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese come Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C'è almeno un vizio che non avete preso? Chi fra voi non baratterebbe la vostra coscienza in cambio di soldi? E' rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene della Repubblica? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l'intera Nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie ed ora siete voi l'ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene! (*)"

(*) Dal discorso di Oliver Cromwell al Parlamento inglese nel 1653

Fonte:http://www.beppegrillo.it/?s=n2009-10-25

giovedì 22 novembre 2012

EVENTO:LA LOCANDA DEI GIRASOLI - CONFERMA NUMERO PARTECIPANTI



CHI HA CLICCATO PARTECIPA O FORSE, E' PREGATO DI DARE CONFERMA IN TEMPI BREVI  NELL'EVENTO,PER MOTIVI ORGANIZZATIVI, CON IL NUMERO DI PERSONE CHE SONO CON VOI. Esempio( TIZIO + 2).GRAZIE ANTICIPATAMENTE.

NELL'EVENTO C'E' IL MENU' FISSO CON LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE.

CONDIVIDETE IN MODO CHE ARRIVI A TUTTI I PARTECIPANTI....SONO GRADITE NUOVE PARTECIPAZIONI

EVENTO FACEBOOK:TUTTI INSIEME PER SOSTENERE LA LOCANDA DEI GIRASOLI - CENA SOLIDALE

PER NOTIZIE PIU' DETTAGLIATE LEGGETE IL POST PRECEDENTE O ENTRATE NELL'EVENTO: http://tuttosulsocialeenon.blogspot.it/2012/11/richiesta-di-aiuto-leggete-e-condividete.html

sabato 17 novembre 2012

RICHIESTA DI AIUTO - LEGGETE E CONDIVIDETE





A Roma c’è un ristorante la Locanda dei Girasoli. E’ nato dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per dare una prospettiva lavorativa ai loro figli Claudio,Valerio, Emanuela e Viviana che già oggi ci lavorano come camerieri. Purtroppo non è in una via molto frequentata di Roma (in zona Quadraro) ed è molto difficile farlo conoscere. Però se non riusciamo a farlo in fretta, le prospettive non sono molto allegre. La pizza è buona, il locale è carino ed economico e vale la pena di dar loro una mano, non vi pare? Un primo aiuto può essere far girare questo messaggio al maggior numero di amici possibile; se poi conoscete persone o uffici nella zona Appio-Tuscolano è ancora meglio o se avete un amico giornalista che può pubblicizzare la loro esperienza, ancora meglio.
Cu ♥ re ♥♥

Questa è una di quelle volte che vi chiedo CONDIVIDETE AMICHE AMICI...

Si sei de Roma
e alla
LOCANDA DEI GIRASOLI
nun vai
nun fa gnente :)
ma si ce vai
grazie a te
loro
tanto faranno :)

e si ce annate portateje er saluto mio diteje
ER CORE SCRIVE L'AMORE ve abbraccia no co' 1 ma co' 2 cori :)

LA LOCANDA DEI GIRASOLI RISCHIA LA CHIUSURA



Via dei Sulpici 117/h - 00174 Roma 
Tel - Fax 06.76.10.194

Sito web:LA LOCANDA DEI GIRASOLI

Evento Facebook partecipate:TUTTI INSIEME PER SOSTENERE LA LOCANDA DEI GIRASOLI - CENA SOLIDALE

     
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venerdì 16 novembre 2012

DENISE PIPITONE, ACCERTAMENTI NEGATIVI SU UNA BIMBA ROM. LA POLIZIA: "NON È LEI"



Niente da fare nemmeno questa volta. Non è Denise Pipitone la ragazzina rom portata oggi in commissariato. "Gli esami hanno dato esito negativo", ha detto il dirigente della squadra mobile di Gela, Giovanni Giudice. La ragazzina, ha spiegato il funzionario, è figlia di una coppia di rom che da diversi anni risiede a Gela. Secondo gli investigatori, che hanno controllato i documenti e i certificati di nascita, non sarebbe necessario l'esame del Dna. Tuttavia, per maggiore sicurezza, hanno chiesto alla procura di Marsala di poter compiere anche questo accertamento.

SEGNALAZIONE A "LA VITA IN DIRETTA". Denise Pipitone è scomparsa all'età di quattro anni nel settembre 2004 a Mazara del Vallo (Trapani). Lanotizia degli accertamenti sulla piccola rom è stata riferita dalla  rasmissione di Raiuno La vita in diretta, che nell'edizione di oggi delle 18 ha dedicat un approfondimento alla notizia, in occasione di un'udienza del processo alla sorellastra di Denise accusata di concorso in sequestro di minorenne e del suo ex fidanzato imputato di false dichiarazioni al pm. Alcune auto degli agenti sarebbero uscite un paio di ore dopo dal commissariato alla ricerca di un'altra ragazzina della comunità Rom stanziale.

Fonte.Leggo

LACRIMOGENI, IL QUESTORE: "SONO STATI DEVIATI, NOI AGGREDITI MILITARMENTE" -VIDEO




Se ci sono «eventuali responsabilità dei singoli verranno verificate»: ma le forze dell'ordine «hanno reagito perchè aggredite militarmente». E i lacrimogeni al ministero della Giustizia 'piovuti dal cielo', come hanno sostenuto decine di testimoni? «Le capsule di gas sparate dal basso potrebbero aver urtato gli edifici, deviando la traiettoria».
A due giorni dagli scontri sul Lungotevere, il questore di Roma Fulvio La Rocca difende la gestione dell'ordine pubblico. «In piazza c'erano molti ragazzini e abbiamo cercato di garantire la sicurezza - spiega Della Rocca - Se ad un certo punto veniamo aggrediti militarmente è chiaro che dobbiamo reagire, perchè siamo qui anche per questo: per tutelare la legge, questo è il nostro compito». Per il Questore, «se ci sono stati eccessi agiremo e verificheremo di conseguenza. Accerteremo eventuali responsabilità dei singoli. Ma la gestione dell'ordine pubblico non ha avuto problemi». Il problema maggiore resta però quei lacrimogeni che sembrerebbero esser sparati dal ministero della Giustizia sulle teste dei ragazzi. Il Racis esaminerà il video, ed anche il ministero dell'Interno, tramite il Dipartimento di pubblica sicurezza, sta lavorando per capire da dove è stato sparato il gas.
La versione di Della Rocca è che «i lacrimogeni potrebbero essere stati lanciati da agenti di polizia: sono stati sparati a 'parabolà e non diretti sui manifestanti. La traiettoria è stata deviata perchè hanno urtato sull'edificio» e si sarebbero infranti cadendo. Dagli studenti arrivano invece versioni diverse. «In via Arenula un lacrimogeno è cascato verticalmente davanti a me, così come altri due più distanti: piovevano dal cielo. Mi sono voltata e, sia davanti a me che indietro, dalla strada non c'erano agenti che sparavano il gas», ha spiegato una studentessa di Psicologia di 25 anni, che il 14 era alla manifestazione. E a difendere il ruolo delle forze dell'ordine è anche uno storico agente del Reparto Mobile, Gianluca Salvatori. È chiamato 'Dragò dai suoi colleghi e ha ispirato il personaggio interpretato dall'attore Favino nel film 'Acab'. «Un conto è fronteggiare una manifestazione con padri di famiglia disperati come i lavoratori di Alcoa e Ilva, un altro è trovarsi di fronte a chi, come gli studenti due giorni fa, rappresenta le proprie idee in maniera sbagliata. È chiaro che c'è un atteggiamento differente anche da parte nostra. Stare in piazza adesso è veramente pesante. Ho presidiato l'Hotel Rafael ai tempi di Craxi e di tangentopoli e ne ho viste tante, ma gli studenti dovrebbero sapere che noi siamo le stesse persone che si buttano in acqua a salvare gli extracomunitari a Lampedusa».

LA SEVERINO APRE UN'INDAGINE Il ministro della Giustizia, Paola Severino, visionato il video pubblicato sul sito di Repubblica.it che ritrae il lancio di lacrimogeni dal palazzo del ministero durante lo «sciopero europeo», ha immediatamente disposto un'indagine interna ed esprime «inquietudine e preoccupazione».
A partire da un video amatoriale girato con un telefonino, di cui è venuta in possesso, Repubblica descrive oggi in un articolo il contenuto delle immagini. Nel video - secondo quanto riporta il giornale - si vedono i manifestati «senza maschere, caschi né scudi» in fuga in via Arenula. Poi «dal palazzo di fronte, che è la sede del ministero della Giustizia, in rapida successione vengono sparati due lacrimogeni. Sulla folla. Subito dopo un terzo».
Nell'articolo ci si chiede come sia possibile che dal palazzo del ministero possano essere partiti dei lacrimogeni e si fa anche notare che «all'interno del ministero lavorano alcune guardie penitenziarie» domandandosi se possano essere state loro a «sparare sulla folla in fuga».
«Dai primi accertamenti, è stato verificato che lacrimogeni a strappo, come quelli che sembrerebbero essere stati lanciati dal Ministero» durante lo sciopero europeo, «non sono in dotazione al reparto di polizia penitenziaria di via Arenula», fa sapere il ministro della Giustizia Paola Severino, assicurando che «le verifiche proseguiranno con il massimo impegno, con il dovuto rigore e con la massima tempestività».

FonteLeggo
  

VIOLENTA E METTE INCINTA LA FIGLIA, IN MANETTE 46ENNE "PROTETTO" DALLA FAMIGLIA




Choc a Palermo per l'ennesimo caso di violenza su dei minori. Ha costretto la figlia minorenne ad avere rapporti sessuali con lui. La ragazza ora maggiorenne è rimasta anche incinta ed ha recentemente dato alla luce un bambino. Una turpe vicenda quella scoperta a Palermo dagli agenti della polizia di Stato che hanno disposto una misura cautelare per un 46enne accusato di avere violentato e maltrattato la figlia.
All'uomo è stato imposto l'allontanamento dal domicilio e il divieto di vedere la ragazza. Le indagini sono state ostacolate dall'atteggiamento omertoso degli altri familiari che intendevano evitare «scandali» e volevano costringere la loro congiunta ad abortire. Gli investigatori dopo alcuni accertamenti hanno dimostrato che il neonato era figlio del padre della ragazza. La storia è stata scoperta dagli agenti in seguito alla segnalazione giunta loro da una fonte confidenziale.

L'ARRESTO L'uomo successivamente è stato arrestato. Una misura affermano gli investigatori scattata dopo che è stato accertato che l'indagato avrebbe tentato di incontrare la figlia per tentare di condizionarla psicologicamente.

Fonte:Leggo

giovedì 15 novembre 2012

IN STATO VEGETATIVO DAL 2010, LA MOGLIE IMPLORA: "STAMINALI O EUTANASIA"



In stato vegetativo dopo un banale intervento alla bocca. É la storia di Giuseppe Marletta che dopo aver riportato gravi danni al cervello a seguito di un'operazione è in coma dal 2010.
Da allora la moglie, Irene Sampognaro, ha intrapreso una battaglia per permettere al marito di essere sottoposto a cure a base di staminali mesenchimali, cellule il cui uso per fini terapeutici non è ancora consentito nel nostro Paese.
«É l'unica speranza per Giuseppe», ha dichiarato la donna a TgCom24, «se non mi daranno il permesso chiederò l'eutanasia». La moglie ha espresso tutta la sua rabbia nei confronti delle istituzioni: «Se questo fosse un paese civile mio marito non sarebbe finito in coma per un intervento banalissimo e per di più inutile. E poi avrebbe accesso all'unica cura che forse può migliorare la sua condizione». Giuseppe, infatti era stato sottoposto ad un intervento per rimuovere due punti metallici dalla mandibola inseriti per curare la sinusite e lenire i disturbi che da tempo avvertiva. Ma durante l'operazione ci sono state delle complicazioni e oggi, anche se è ancora vivo, non riesce più a comunicare  e non è più cosciente.

LA BATTAGLIA DELLA MOGLIE La moglie, che vive con un solo stipendio da insegnante e due figli da mantenere, sta portando avanti una battaglia legale per fare in modo che qualcuno paghi per quanto accaduto a suo marito, ma sta cercando di condurre anche la battaglia per la vita del marito e chiede di sottoporlo a una terapia a base di cellule staminali somministrata dalla Stamina Foundation presso gli Spedali Civili di Brescia. Non è ancora stato possibili iniziare le cure perché il pm di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un'inchiesta contro la fondazione bresciana,dopo un'indagine del Ministero della Salute e dell'Aifa, il 5 novembre è arrivato lo stop da parte dell'Istituto superiore di Sanità e dell'Aifa. La terapia è stata considerata pericolosa per la salute e i laboratori dove veniva praticata inadatti.
La donna denuncia anche la totale mancanza di attenzione da parte delle autorità: «Ho scritto al ministro Fazio, all’assessorato alla Salute della Regione Sicilia e al presidente Napolitano che non mi ha mai degnato di risposta. Lo Stato è rimasto indifferente: si proclama in favore della vita ma poi non la tutela».
Ora la donna vuole dare fine a questa situazione e minaccia di ricorrere all'eutanasia: «Giuseppe non avrebbe mai voluto vivere in questo modo. Adesso la sua vita è sospesa in un limbo così come la mia e quella di tutta la famiglia. A volte solo la morte può essere la cessazione della sofferenza».

Fonte:Leggo