giovedì 19 marzo 2015

DOMANI L'ECLISSI DI SOLE: ECCO COME VEDERLA IN MODO SICURO SENZA DANNEGGIARE LA VISTA





Domani sarà il grande giorno dell'eclissi totale di Sole. Ecco come assistere e godersi il fenomeno naturale in modo sicuro per la nostra salute. Ci sono alcuni metodi da sfruttare, senza dover per forza spendere dei soldi per acquistare i famosi 'occhialini'. Ma quali sono questi strumenti? Fanno parte della nostra vita quotidiana, ve ne proponiamo 5.

Creare un proiettore Potete farlo utilizzando due pezzi di carta bianca. Dando le spalle al sole, praticate un forellino su uno dei due fogli e alzatelo in direzione dell'eclissi. L'altro foglio usatelo come 'schermo', per proiettare la luce del sole.

Utilizzare un binocolo Si, anche con un binocolo potete osservare l'eclissi di sole, utilizzandolo con un metodo simile a quello appena citato: potete proiettare la luce su un pezzo di carta bianca, facendola passare all'interno di uno degli oculari e otturando l'altro. E' possibile mettere a fuoco l'immagine con le apposite rotelline collegate al binocolo.

Specchiare l'eclissi Anche con un semplicissimo specchio si può osservare l'eclissi di sole.Come? Usando sempre il solito foglietto di carta bianca, applicando un forellino non superiore di 5 millimetri e facendo passare la luce del sole attraverso esso per proiettare tutto sulla superficie dello specchio.

Usare uno scolapasta Si può utilizzare esattamente come abbiamo illustrato per il primo metodo, andando a sostituire il foglio di carta bianca proprio con lo scolapasta. I suoi forellini proietteranno la luce del sole sul secondo foglio, utilizzato come schermo.

Munitevi di secchio Ebbene si, anche con un semplicissimo secchio potrete assistere all'eclissi di sole. Come? Riempitelo d'acqua e guardate il riflesso di luce sulla sua superficie. Semplice davvero.


Fonte : Leggo

DAVID, SGOZZATO DA UN MAROCCHINO A TERNI: AGGREDITO IL FRATELLO DEL SUO KILLER




TERNI - Si sapeva che dopo l'omicidio di David Raggi, il ventisettenne brutalmente sgozzato a Terni a un clandestino marocchino, ci sarebbero state delle reazioni.

 

David Raggi sgozzato da un marocchino a Terni


Ebbene, il fratellastro del marocchino arrestato a Terni sarebbe stato vittima di un'aggressione, nei giorni scorsi: a parlarne oggi è l'imam del centro culturale islamico di Terni, Mimoun El Hacmi che in giornata incontrerà il padre di David.

L'aggressione non è stata denunciata né alla polizia né ai carabinieri e il giovane, che ha circa 20 anni, non si sarebbe rivolto alle cure del pronto soccorso di Terni. Sull'episodio sono stati al momento riferiti pochi particolari. Il giovane, figlio della stessa madre del presunto omicida di David Raggi, ma di padre diverso, si troverebbe attualmente in Marocco.

La famiglia Raggi, sin dalle prime ore dopo l'uccisione del congiunto, avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì scorsi, ha sempre tenuto un atteggiamento di grande dignità, chiedendo di non alimentare la catena dell'odio.

«Non voglio che la vicenda di David venga strumentalizzata. Non voglio che mio fratello diventi il simbolo della lotta all'immigrato», aveva detto, fra l'altro, il fratello Diego, che al termine dei funerali di David ha anche donato dei fiori ad alcuni immigrati.


Fonte: Leggo

martedì 17 marzo 2015

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Quando chiamate dite che l'avete visto su TUTTO SUL SOCIALE E NON


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Costruire l'alternativa partendo dal conflitto sociale.


L'attacco portato in questi ultimi anni al lavoro, all'occupazione, allo stato sociale, al diritto e alla democrazia non ha eguali in questo paese e nell'intero continente europeo.
Tutto è prima teorizzato, poi presentato e infine realizzato come se non esistessero alternative.
Sembra sia ineluttabile che giorno dopo giorno si perdano quote di lavoro ed aumentino disoccupazione e precarietà, che milioni di persone vivano lo spettro della povertà, che altrettanti non riescano più a curarsi o ad affrontare una minima spesa imprevista senza indebitarsi, che perda casa chi è in affitto come chi sta pagando un mutuo perché perde il lavoro, che migliaia di migranti muoiano nei nostri mari.
E intanto le borse aumentano i loro guadagni e la forbice tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri si allarga in modo abnorme e i problemi sociali si affrontano in termini di ordine pubblico. Se muoiono migliaia di migranti sulle nostre belle coste si mandano le cannoniere. Se in mezzo mondo scoppiano contraddizioni sociali, culturali e religiose, tutte figlie però dell'eterno squilibrio economico tra i paesi ricchi e quelli poveri, allora si ricorre alla retorica e alla guerra.

“Tutto inevitabile! Tutto naturale! Tutto ascrivibile al mercato che si autoregola e che prima o poi troverà un suo equilibrio”: questa la sintesi di chi detiene il potere economico e politico.

E invece non è così! Ci sarebbe bisogno di un forte scossone culturale, sociale e politico per ribaltare proprio queste “certezze” che certezze non sono.
Si dovrebbe “rovesciare il tavolo” anche in questo paese dove sembra che il berlusconismo non si sia fermato a Berlusconi, ma si sia trasformato nel renzismo. La stessa politica spettacolo con forme meno eccessive ma che porta avanti contenuti ancor più devastanti dal punto di vista sociale.

Ma è possibile mai che sia scomparsa la politica, quella che serve la gente e non quella che serve a se stessa ed ai poteri economici e finanziari?

Ma è possibile mai che l'unica opposizione credibile a questo stato di cose sia ormai quella di USB e di poco altro sindacalismo, di qualche piccola e spezzettata formazione politica che non riesce a coagulare consenso anche perché in larga misura vede ancora possibile alleanze con chi ha fortemente contribuito a determinare l'attuale situazione, di un arcipelago di piccoli movimenti che hanno in se potenziali significativi ma che spesso vivono nella retorica del conflitto ma non si pongono il problema dell'alternativa?

Eppure esistono le motivazioni ma anche le condizioni per costruire quella forte alternativa sociale che sola può determinare una radicale inversione di tendenza.
Un'alternativa che però deve essere reale e non fondata sulla retorica, che deve vivere ed agire il conflitto sociale, che deve essere plurale ed aperta ma non un insieme indistinto di posizioni ideologiche unite soltanto dall'essere contro qualche cosa: si deve costruire l'alternativa per cambiare sistema e non contro il Berlusconi o il Renzi di turno!

E noi di USB questo stiamo facendo e ci accorgiamo giorno dopo giorno che è possibile praticare questo obiettivo sul piano sindacale e sociale. La crescita del nostro sindacato, l'importante affermazione nelle elezioni delle RSU del pubblico impiego, le lotte di tutti i giorni a fianco dei lavoratori, dei senza casa, dei migranti e dei disoccupati, dimostrano che non è più tempo di enunciare il conflitto e l'alternativa: ora è tempo di praticarli con determinazione e caparbietà.
Per questo riteniamo che lo sviluppo e la crescita di USB non siano finalizzati soltanto alla sacrosanta difesa dell'esistente, del posto di lavoro, del salario e delle pensioni, ma sono condizioni indispensabili per cominciare a costruire concretamente una opzione sociale diversa.
Dare forza, partecipare, iscriversi e lavorare con USB: questo è quello che chiediamo oggi a chi ancora ci guarda con interesse ma non fa il passo conseguente.

Il 20, 21 e 22 marzo saremo impegnati nella nostra Conferenza di Organizzazione: un momento importante di riflessione e di analisi sulle forme organizzative necessarie per migliorare il nostro intervento sindacale ma anche di concreta individuazione degli strumenti politici, sindacali e culturali indispensabili alla costruzione dell'alternativa sociale in questo paese.

Fonte: USB

giovedì 17 luglio 2014

AMA - LA VERITA' SUI DISSERVIZI AI CITTADINI DI ROMA

IL SINDACO MARINO IN PREDA ALLO SCONFORTO SPARA A ZERO SUI LAVORATORI


Comunicato stampa

USB: su AMA Marino straparla

Il problema non è l’assenteismo ma la mancanza di personale operativo
“Le dichiarazioni del sindaco Marino sulle presunte responsabilità dei lavoratori dell’AMA – dichiara Teresa Pascucci della Federazione romana di USB – sono inaccettabili e testimoniano una totale incomprensione di quello che sta accadendo a Roma nel settore dei rifiuti”.
“La mancata raccolta di quantità enormi di rifiuti - prosegue Pascucci - è frutto di due fattori, oltre che del taglio del contratto di servizio del Comune ad Ama. Il primo è il trasferimento di una grande parte del personale operativo – a settembre arriveremo alla cifra di 2400 lavoratori – sul servizio Porta a Porta, che notoriamente abbisogna di un numero ben superiore di operatori della raccolta indifferenziata. Questo ha aperto degli enormi vuoti nel servizio di raccolta, che non vengono colmati a causa del blocco delle assunzioni”.
“L’altro fattore – continua Pascucci – è il ricatto di Cerroni che sfrutta l’esiguità degli impianti a disposizione per lo smaltimento per tenere AMA sotto scacco. Attualmente sono in funzione gli impianti AMA del Salario e Rocca Cencia più il tritovagliatore e gli impianti di Malagrotta di Cerroni. Guasti tecnici, casuali o voluti, producono continui rallentamenti, con file interminabili di camion che non possono scaricare”.
“Accusare i lavoratori – incalza Pascucci – di essere la vera causa del disservizio a Roma è una scelta grave e irresponsabile. Il Sindaco non può non sapere che in Ama ci sono centinaia di lavoratori assunti con contratti che li obbligano a lavorare tutte le domeniche di ogni anno e che il continuo ricorse alle cooperative esterne è stato funzionale a tagliare salari e condizioni di lavoro”.
“Quello che serve – conclude la sindacalista di Usb – è un serio piano industriale che preveda l’apertura di nuovi impianti, utilizzando anche i Fondi strutturali europei, e un piano occupazionale che metta l’Ama in condizioni di rispondere alle nuove esigenze di servizio. Che in questi anni le politiche clientelari abbiano ingolfato l’azienda di personale amministrativo non cambia la realtà che il settore operativo è sottodimensionato ed ha bisogno di centinaia di nuove assunzioni”.
Per contatti: Usb AMA Giovanni Belluomo 339 291 6156
UNIONE SINDACALE di BASE
Sede Provinciale di Roma, Via dell'Aeroporto, 129, 00175 Roma
Tel: 06 762821 - Fax: 06 7628233


Gruppo Facebook : USB AMA ROMA
Pagina Facebook : Unione Sindacale di Base

mercoledì 2 ottobre 2013

ALEKSANDRA PANOSZEWSKA - SCOMPARSA



Data della scomparsa: 18/09/2013

Età al momento della scomparsa: 21 anni

Occhi: verde
Altezza: 176

Segni particolari: manca
Ultima volta era vista a Varsavia in Polonia



Ola era uscita della casa nel 18.09.2013 alle 17:00 per l'ultima volta ha contatto al telefono con amici. Non era indicazione che non tornerà a casa. Sulla spiaggia Varsavia - Zoliborz trovato cose di Aleksandra tra cui il suo telefono.
Ola può bisogna di aiuto un mediche!
Si chiede tutti coloro che possono conoscere il luogo o il destino di questa persona contattarci con noi via e-mail: mzaginieni@gmail.com oppure avvisare la stazione di polizia più vicina!

Fonte:MissingZaginieni


sabato 27 luglio 2013

NOI E NICOLETTA - UN MODO PER DAR VOCE A CHI NON NE HA! - LETTERA APERTA

NICOLETTA


La lettera di Rita Cantucci

Non so a chi sia rivolta la mia lettera,
vorrei potessero leggerla tutti,vorrei riuscire a toccare i sentimenti e la coscienza di molti,ma non so se ci riusciro’.
Vi chiedo di farla girare,di spedirla a tutti i vostri conoscenti,con la speranza che arrivi a qualcuno che possa aiutare me,e con me,tutte le persone che si trovano nella mia stessa situazione,tutte quelle persone che non sanno piu’ a chi rivolgersi ma che non possono far altro che chiedere aiuto.
Mi chiamo Rita,sono la sorella piu’ piccola di una ragazza disabile grave.
Non smettete di leggere vi prego,so che queste cose fanno paura,ma ci sono,esistono,vi chiedo solo di ascoltarmi.
Quando parlo di disabile grave,non parlo di una persona che ha qualcosa che non va,ma di una persona che non ha nulla o quasi che va.
Mia sorella si chiama Nicoletta,una crisi epilettica all’eta’ di 3 mesi le ha compromesso per sempre l’evoluzione.
Parlero’ chiaro e schietto,perche’ io sono cosi’,chi mi conosce lo sa.
Le sue funzioni vitali sono normali,fisicamente e’ normale,ma il suo cervello e’ quello di una bambina di tre mesi.
Nicoletta dorme in un letto con le sbarre,come quello dei neonati.Va alzata,lavata,imboccata e seguita 24 ore su 24.Non parla,non comunica,non ti dice ne se ha fame,ne sete, ne sonno,ne dolore,ne gioia,ne se le scappa la pipi’ o altro.Non sa leggere,ne scrivere,non sa nemmeno che si possa, leggere e scrivere.
Cammina,ma non sa dove va’,se ci sono scale,pericoli nulla!
Mia madre e mio padre l’hanno sempre tenuta in casa con loro,accontendandosi di vivere con lo stipendio da operaio di mio padre e la misera pensione che lo stato le passava,ora non sto a dirvi la cifra precisa, non la ricordo ma a grandi linee 260 euro piu’ l’accompagnamento 470.
Io lavoro e fin’ora ce l’abbiamo fatta,ma ora mio padre e mia madre hanno 70 anni,e hanno bisogno d’aiuto.Io ho 45 anni,dovro’ lavorare ancora per molto e i soldi che le passano non bastano a garantirle un’assistenza.
Mia madre ha sacrificato tutta la sua vita per lei e per noi.
Ripeto questa lettera non e’ solo per lei,purtroppo ci sono altri casi come il suo,ma lo stato italiano
Garantisce l’aiuto solo per chi mette i propri figli in istituto. Voi direte”si ma qui siamo noi a pagare”,ma io vi dico, fate qualcosa perche’ i vostri,i nostri soldi, vengano spesi nella maniera piu’ giusta per questi ragazzi. Un ragazzo disabile in istituto,costa 150 euro al giorno,questo significa 4600 euro al mese che voi pagate.
Ci sono troppe cose ingiuste che la gente non sa e dovrebbe sapere.
Un esempio:un Cieco totale prende 260 euro di pensione piu’ 900 euro di accompagno, ma lui con l’alfabeto brail puo’ leggere,lei no,ma a lei spettano 260 euro di pensione piu’460 euro perche’ i suoi occhi sono sani,con un cane guida un cieco puo’ camminare,ma lei no,perche’ lei non sa tenere un guinzaglio e non sa cos’e’ un cane e nemmeno cos’e’ una strada o un marciapiede.
Nicoletta oggi ha 46 anni,un anno piu’di me,io le voglio bene,e’ mia sorella e non l’abbandono.
Non la mettero’ mai in un’istituto,se dovro’ smettere di lavorare per stare con lei faremo la fame insieme,ma i sacrifici di mia madre io non li buttero’ via.
Secondo la legge italiana,lei ha tutto quello che gli spetta,secondo me no!
E’ da un’anno che giro in lungo e in largo per la provincia per ottenere degli aiuti in più,ma nessuno mi sa aiutare,nessuno che ti indichi con chi parlare ….dove andare a chi rivolgersi.
Ne il dottore,ne l’assistente sociale nessuno!
Ma non e’ giusto!
Non e’ giusto che queste famiglie vengano abbandonate a se stesse,
non e’ giusto che se il paese e’ in crisi,comincino a risparmiare cominciando dai pannoloni di questi ragazzi.

Non e’ giusto chiedere alle famiglie di vivere cosi’ e di morire sapendo di lasciare i propri figli in preda alla disperazione. Qualcuno ci aiuti!

Rita

Contatti profilo Facebook di RITA CANTUCCI


FATE GIRARE CERCHIAMO DI SENSIBILIZZARE IL PIU' POSSIBILE - GRAZIE A TUTTI

lunedì 15 luglio 2013

NONNA UCCIDE LA NIPOTINA DI OTTO ANNI DOPO MESI DI VIOLENZE. CHOC NEGLI USA


Un'altra storia di violenza e maltrattamenti familiari sconvolge l'America: Helen M. Ford, 51enne di Chicago, è accusata di aver strangolato la nipotina di otto anni Gizzell Kiara Ford. E prima di essere uccisa, la bambina avrebbe subito mesi di abusi e violenze. 
Secondo quanto riportato dalla polizia ai media, il degrado era tale che in una ferita alla testa non curata della piccola sono stati trovati alcuni vermi. Gli agenti hanno ricevuto una segnalazione intorno alle ore 11:15 di venerdì mattina, e quando sono arrivati nell'abitazione dove la vittima viveva con il padre - malato e costretto a letto - e la nonna, l'hanno trovata senza vita.

Secondo il Chicago Tribune entrambi i parenti erano in casa quando Gizzell è morta. Inizialmente la nonna ha detto che la nipote si era suicidata, ma i poliziotti hanno trovato sul suo corpo diversi segni di contusioni, ustioni e tagli. Non solo, poichè tra gli orribili abusi che la bambina ha dovuto subire prima di essere uccisa c'erano anche profondi tagli sulle natiche, il segno di una corda legata intorno a caviglie e polsi, e altri segni che sembravano bruciature di sigaretta.

Lo zio della bambina, Osvaldo Mercado, ha raccontato al Tribune che la donna la teneva lontana dalla famiglia e dagli amici. «Helen non la faceva parlare con nessuno - ha spiegato Mercado - Diceva, 'Gizzell non può parlare, è sotto la doccia', oppure 'è in punizione'. Ogni volta aveva una scusa diversa».

Fonte:Leggo

INDIA, ANCORA UNO STUPRO DI GRUPPO. GIOVANE SUORA VIOLENTATA PER 7 GIORNI


Il branco colpisce ancora in India e, stavolta, si è accanito su una suora cattolica di 28 anni. La religiosa è stata violentata per una settimana da un gruppo, di cui faceva parte anche un cugino, nell'Orissa.

L'aggressione è avvenuta dal 5 all'11 luglio scorsi, ma la notizia è stata data oggi da AsiaNews.
«È una vergogna: i colpevoli devono essere assicurati alla giustizia e la legge deve fare il suo corso», ha commentato l'arcivescovo John Barwa condannando l'episodio.

Fonte:Leggo

IMPRENDITORE SUICIDA IN CIOCIARIA DOPO AVER RICEVUTO UNA CARTELLA ESATTORIALE


È stato ritrovato morto Roberto Nirchi, l’imprenditore 64enne di Pofi scomparso il 3 luglio scorso. Il suo corpo è stato trovato in aperta campagna a ridosso del monastero di Santa Scolastica a Subiaco dai carabinieri della locale compagnia.
Il 64enne, stando alla ricostruzione dei militari, si sarebbe suicidato con una pistola utilizzata per l’abbattimento del bestiame. Ancora non chiare le cause del gesto, sul caso indagano gli investigatori dell'Arma. Sul posto nei pressi del monastero è giunto anche il medico-legale.

Per la sua scomparsa era stato lanciato un appello anche alla trasmissione di Rai 3, Chi l'ha visto?. A quanto risulta era in difficoltà economica con la sua azienda e aveva ricevuto anche la notifica di una cartella esattoriale: per questo si sarebbe suicidato davanti al monastero di Santa Scolastica a Subiaco.

Fonte:Leggo