sabato 16 giugno 2012

MUORE DI CANCRO PER FAR NASCERE IL FIGLIO.ADDIO A CHIARA, 28ENNE ROMANA - VIDEO E FOTO



                    

Chiara Corbello e Enrico Petrillo erano una coppia come tante. Entrambi molto credenti, si erano conosciuti a Medjugorie e nel 2008 si sono sposati. Dopo poco Chiara, 28 anni, è rimasta incinta di Maria. Alla piccola, sin dalle prime ecografie, è stata diagnosticata una anencefalia (malformazione congenita grave dove il nascituro appare privo totalmente o parzialmente dell’encefalo). La mamma e il papà hanno deciso di farla nascere ugualmente, ma la bimba è morta dopo soli 30 minuti. 
Dopo pochi mesi, un'altra gravidanza. Stavolta si tratta di un maschietto, anche lui sfortunato: anche qui le ecografie svelano da subito che il piccolo non ha le gambe e, verso il settimo mese, l’ecografia ha evidenziato delle malformazioni viscerali con assenza degli arti inferiori e incompatibilità con la vita. Anche stavolta il bimbo, Davide, è nato e deceduto in pochissimo tempo. 


Nonostante le sofferenze provocate dalla morte dei due bambini, Chiara e Enrico mostrano ancora grande forza e voglia di vita, tanto da provare ancora una volta ad avere un figlio. Francesco, questo il nome scelto per un bimbo tanto desiderato. Stavolta la gravidanza procede serena per il nascituro, ma al quinto mese è Chiara ad avere un problema: dopo una grave lesione alla lingua, i medici le diagnosticano un carcinoma.
I neogenitori non hanno avuto dubbi e hanno deciso di portare avanti la gravidanza mettendo a rischio la vita della mamma. Chiara, infatti, solo dopo il parto si è potuta sottoporre a un nuovo intervento chirurgico più radicale e poi ai successivi cicli di chemio e radioterapia.


Chiara non ce l'ha fatta, mercoledì a mezzogiorno il suo cuore ha smesso di combattere, lasciando soli Enrico e il piccolo Francesco. Oggi i suoi amici, anche quelli con una fede diversa dalla sua, l'hanno salutata per l'ultima volta. E un messaggio testimonianza che ha fatto il giro del web. «Il Signore ha sempre qualcosa di diverso per noi. Non tutto va come noi pensiamo - racconta Chiara ad un microfono - Avevo visto con la dottoressa, attraverso l’ecografia, che la scatola cranica della nostra bambina non si era formata. Anche se lei si muoveva perfettamente, per lei non c’erano possibilità. Io non me la sentivo proprio di andare contro di lei, mi sentivo di sostenerla come potevo, e non di sostituirmi alla sua vita. Ora non sapevo come dirlo a mio marito. Ho passato una notte terribile, e ho detto: «Signore, mi vuoi donare questa cosa, ma perché non me lo hai fatto scoprire insieme a mio marito? Perché mi chiedi di dirglielo?».
E ancora: «A quel punto ho pensato alla Madonna, che anche a lei il Signore aveva donato un figlio e gli aveva chiesto di annunciarlo a suo marito. Anche a lei il Signore aveva donato un figlio che non era per lei, che sarebbe morto e lei avrebbe dovuto vedere morire sotto la croce. Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non potevo pretendere di capire tutto e subito, e forse il Signore aveva un progetto che io non riuscivo a comprendere. Ma già avviene il primo miracolo: il momento in cui lo dico a Enrico è stato un momento indimenticabile. Mi ha abbracciato e mi ha detto: «E’ nostra figlia e la terremo così com’è». Nonostante tutto è stata una gravidanza stupenda, in cui abbiamo potuto apprezzare ogni singolo giorno, ogni piccolo calcio di Maria è stato un dono. Il figlio dona la vita alla madre... Il parto è stato naturale, veloce e indolore. Il momento in cui l’ho vista è un momento che non dimenticherò mai. Ho capito che eravamo legati per la vita. L’abbiamo battezzata, ed è stato il dono più grande che il Signore potesse farci».


Fonte: Leggo

UOMO PIENO DI BOLLE SI MOSTRA IN UN VIDEO "VOGLIO UNA CURA PER I MIEI FIGLI" - VIDEO


La vita di Wisnu Chandra, indonesiano di 57 anni, è stata stravolta per sempre da quando, a 19 anni, ha scoperto di essere affetto da una rara malattia della pelle che provoca la comparsa di grandi bolle su tutto il corpo. L’uomo vive segregato in casa, nascosto dagli sguardi della gente, ma non ha mai perso l’amore per i suoi figli ed è per loro che ha deciso di uscire allo scoperto, per incoraggiare la ricerca a trovare una cura. I figli, infatti, cominciano a mostrare i segni della malattia.
Le rare volte che esce di casa si copre con tre giacche, un passamontagna e occhiali da sole per non spaventare la gente che incontra per strada. “La gente ha paura, è spaventata dalla mia faccia orribile e ha paura di contrarre la stessa malattia - ha dichiarato l’uomo a "News.com.au" - quindi cerco di evitare la gente ed esco raramente di casa, tranne quando vado a prendere mia figlia a scuola. E quando lo faccio mi copro completamente perché non voglio che sia presa in giro dai bulli della scuola’”.
Chandra è stato visitato da molti dottori e dermatologi: alcuni ritengono che si tratti di una malattia genetica probabilmente causata da un’anomalia nel sistema nervoso. Nessuna cura prescritta ha mai fatto effetto.
L’uomo purtroppo non si può permettere di pagare le costose visite dagli specialisti e spera che rivelarsi al pubblico possa garantire ai sui figli l’aiuto di cui hanno bisogno. Come riportato dall’"Huffington Post" Chandra apparirà in un documentario della TLC intitolato “Bubble Skin Man” in onda a partire dal 20 giugno.

Fonte: Leggo

INIETTAVA EROINA NELLA FIGLIA DI 14 ANNI, INDAGATA UNA DONNA DI 38 ANNI



 Una donna della Pensilvania è accusata di aver iniettato eroina nella figlia di 14 anni.
Gli investigatori sostengono che la donna, Brandi Baumgardner di 38 anni, ha cominciato a fumare marijuana con la figlia quando la ragazza aveva appena 12 anni.
L'adolescente ha confessato alle autorità di aver iniziato a consumare droghe più pesanti subito dopo cominciando ad essere tossicodipendente a 14.
Gli inquirenti, come riporta il Daily Mail,  stanno cercando di far luce anche sul ruolo di un giovane, Robert Thomas Hannick, 22 anni, di Beaver Springs, arrestato perché accusato di aver fornito la droga alla ragazza in cambio di sesso.

Fonte: Leggo

CATANZARO: BOMBA DAVANTI ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE, SI INDAGA MATRICE POLITICA



Una bomba artigianale è stata fatta esplodere nella notte davanti all'ingresso della nuova sede dell'Agenzia delle Entrate di Lamezia Terme. La deflagrazione dell'ordigno di medio potenziale costruito con polvere pirica, ha provocato danni alla vetrata d'ingresso rompendo anche la parte in alluminio della porta. Sull'episodio indaga la polizia. Al momento non c'è stata alcuna rivendicazione, nè sono state trovate scritte o segni di alcun genere sulle pareti.

LE INDAGINI Potrebbe avere una matrice politica, sulla cui natura gli investigatori non si sbilanciano, legata agli episodi avvenuti di recente contro strutture periferiche del fisco, l'attentato della notte scorsa alla sede dell'Agenzia delle Entrate di Lamezia Terme e dove a breve dovranno essere ubicati gli uffici di Equitalia. La polizia, che ha avviato le indagini, non esclude alcuna pista anche se quella della 'ndrangheta viene ritenuta, al momento, tra le meno percorribili. Gli investigatori stanno esaminando alcune immagini riprese da telecamere poste nella zona. L'edificio dell'Agenzia fiscale, inaugurato da pochi mesi, e ubicato in una zona centrale della città, ma non è dotato di sistema di videosorveglianza.

I RILIEVI- L'edificio che ospita gli uffici territoriali di Lamezia Terme dell'Agenzia delle Entrate si trova in una zona centrale della città. All'interno dell'immobile che è stato inaugurato da pochi mesi, entro breve tempo, dovrebbero essere ubicati anche gli uffici locali di Equitalia. L'esplosione dell'ordigno artigianale che ha mandato in frantumi la vetrata d'ingresso, avvenuto intorno alle tre, è stato avvertito distintamente. Sul posto sono immediatamente intervenuti i poliziotti e gli specialisti della scientifica che hanno effettuato tutti rilievi.

Fonte: Leggo

«L’Aulin è tossico e letale». L’Italia continua a venderlo


Irlanda, Spagna e Finlandia ritirano il medicinale dal commercio

IRLANDA. C’è chi lo usa per un banale mal di testa, chi per alleviare spasmi o infiammazioni. Ancora in pochi sanno che l’analgesico più conosciuto, l’Aulin, è tossico.

A dare l ’allarme, anni addietro, sono stati 16 Paesi europei tra cui Spagna, Finlandia ed Irlanda che lo hanno addirittura ritirato dal commercio. Non sembra, invece, che l’Italia abbia recepito la pericolosità del farmaco che continua a popolare gli scaffali delle nostre farmacie.
Il principio attivo Nimesulide, alla base di numerosi medicinali in commercio, comporterebbe effetti devastanti per il fegato, talvolta anche letali. Il Nimesulid è commercializzato in vari Paesi ed in Italia è la molecola alla base di diversi farmaci: Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex.

«6 TRAPIANTI DI FEGATO POST NIMESULIDE»
I primi a ritirare dal commercio farmaci contenenti il nimesulide sono stati Spagna, Finlandia ed Irlanda allertati dalla sua tossicità epatica, nel 2002. Cinque anni più tardi, il 15 maggio 2007, l’Irlanda si accoda, dopo che sei pazienti in cura con l’Aulin sono stati costretti al trapianto di fegato per grave insufficienza epatica. E’ proprio il documento ufficiale del della Irish Medical Board (il massimo organo di Salute) a fugare ogni dubbio.
In Irlanda il Nimesulide è un anti-infiammatorio autorizzato dal 1995 per il trattamento del dolore acuto, il trattamento sintomatico dell'osteoartrite dolorosa e della dismenorrea primaria. E’ disponibile solo su prescrizione medica. I prodotti contenenti il principio attivo nel Paese erano Aulin, Mesulid 100mg granuli granuli 100mg; Mesulid compresse 100 mg; Mesine compresse 100mg, e Aulin 100 mg compresse.
«Il danno epatico», ha dichiarato l’Irish Medical Board, «è un raro ma grave effetto collaterale del nimesulide. Tuttavia abbiamo ricevuto dati provenienti dall'Unità Nazionale di trapianto di fegato del St Vincent University Hospital, i quali parlano di sei pazienti che hanno richiesto trapianto di fegato dopo il trattamento con il nimesulide. Da quando il prodotto ha fatto ingresso in Irlanda nel 1995, si sono registrati un totale di 53 segnalazioni. Tra queste nove casi di insufficienza epatica, sei dei quali provenivano da l'Unità Nazionale trapianto di fegato e tre casi mortali di insufficienza epatica.


IL CASO ITALIA
Non sembra però che l’allarme abbia in qualche modo preoccupato l’Italia. Il nostro Paese consuma il 60% della produzione mondiale di nimesulide.
Sembra che nel maggio 2008 un’inchiesta guidata dal magistrato torinese Raffaele Guariniello abbia portato allo scoperto un sistema illecito che potrebbe avere arrecato danni alla salute dei cittadini. Un alto funzionario dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) avrebbe intascato mazzette per evitare i controlli sul prodotto.
In manette sarebbero finiti 2 funzionari dell’Aifa, Pasqualino Rossi ed Emanuela Bove.
Nel maggio 2008 la SIF (Società Italiana di Farmacologia) avrebbe riportato che i benefici sono superiori ai rischi legati al principio attivo. «Se essa (nimesulide) resta in commercio oltre che in Italia in ben altri 16 Paesi europei», ha dichiarato, «fra cui Francia, Portogallo, Svizzera, Ungheria, è perché l’Agenzia regolatoria europea ha ritenuto che, nonostante quanto autonomamente stabilito da alcuni Paesi, il suo profilo di beneficio/rischio rimanga ancora favorevole».
Sul sito dell'Agenzia per il farmaco (Aifa) si trovano le note informative relative al 2012 , al 2010 e la nota 66

Fonte: PrimaDaNoi.it

venerdì 15 giugno 2012

GRILLO NON SI FERMA: MOVIMENTO 5 STELLE È IL SECONDO PARTITO NEI SONDAGGI



Aumenta il consenso per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Arriva al 21% con una crescita dello 0,8% rispetto alla scorsa settimana. I dati, come riporta il Corriere,it, sono stati riportati da un sondaggio sulle intenzioni di voto condotto dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. In calo sembra essere, invece, il consenso nei confrnti del premier Monti. Il Pd è stato votato dal 24% degli italiani e scende, invece il Pdl che si attesta al 15%. Udc al 5,7% e l'Idv al 5,5% registra un calo dello 0,6%.
Il 60% degli italiani si è detto convinto di volersi recare alle urne, ma ben il 40% ha affermato di non sentirsi rappresenatato adeguatamente dalla classe politica. Coloro che dichiarano di volersi astenere dal voto, inoltre, crescono dal 42,2% al 45,8%.

Fonte: Leggo

STUDENTESSA STUPRATA A ROMA DA 5 CINESI CONOSCIUTI IN CHAT. CONDANNATI A 8 ANNI


Sono stati condannati, con rito abbreviato, ad 8 anni di reclusione i cinque ragazzi cinesi che il 24 ottobre dello scorso anno stuprarono a Roma una studentessa di 21 anni conosciuta in una chat su internet. Nei loro confronti il pm Bice Barborini aveva sollecitato una pena a 5 anni e 4 mesi. Il gup Donatella Pavone ha stabilito che gli imputati dovranno risarcire il Comune di Roma che si è costituito parte civile. I cinque erano accusati di sequestro di persona e violenza sessuale aggravata e di gruppo. Lo stupro avvenne in una stanza di una pensione del centro di Roma. Dopo un periodo di sporadici scambi di messaggi con il ragazzo conosciuto in rete, la giovane decise di incontrarlo la sera del 24 ottobre, ma all' appuntamento si presentarono anche gli altri quattro. Il gruppo si recò prima a cena in un ristorante cinese e quindi in un disco pub. Approfittando dello stato di ebbrezza della ragazza, che forse aveva assunto anche droghe a sua insaputa, la ragazza fu portata in un'affittacamere nel quartiere Esquilino dove venne violentata. Dopo la denuncia della giovane gli autori della violenza furono rintracciati ed arrestati dai carabinieri.

Fonte: Leggo

ANZIANA STUPRATA E STRANGOLATA IN AUSTRIA. I KILLER SONO FIDANZATINI ROMENI



 La polizia austriaca ha arrestato una giovane coppia rumena con l'accusa di aver violentato e ucciso una donna di 87 anni durante un furto in una casa a Hoetting, in Tirolo. Si tratta di un uomo di 25 e una ragazza di 22 anni. Durante il furto, avvenuto domenica notte definito «maldestro» dagli inquirenti, l'anziana non autosufficiente era distesa a letto e aveva iniziato a gridare. A questo punto l'uomo l'avrebbe strangolata e abusato di lei. La coppia è stata arrestata la scorsa notte proprio nella casa del delitto, mentre tentava un furto nell'appartamento di un'altra anziana. Lui ha già confessato, mentre lei nega ogni responsabilità.

Fonte: Leggo

Emanuela Orlandi: drogata e morta in mano a pedofili di rango molto alto? Leggete



L’unica pista che non è stata ancora almeno ufficialmente battuta nel caso di Emanuela Orlandi è quella della morte per una overdose di droga, durante un festino spinto un po’ troppo oltre i limiti. Si tratta della conclusione naturale dell’ipotesi-rivelazione dell’esorcista padre Gabriele Amorth, cui ha aderito anche Pietro Orlandi, fratello della ragazza sparita, una sera di giugno di quasi trent’anni fa e mai più ritrovata. Pietro Orlandi ha aderito a differenti ipotesi sulla scomparsa della sorella, anche contraddittorie fra loro ma non ha smentito la sua ultima convinzione, quella del delitto sessuale, attribuitagli dal Tg della 7.
L’esorcista padre Amorth, intervistato dalla Stampa, ha detto che secondo lui Emanuela Orlandi è stava vittima di un “delitto a sfondo sessuale”. Amorth ha anche citato l’archivista vaticano monsignor Simeone Duca, secondo il quale, a detta di Amorth, “venivano organizzati festini nei quali era coinvolto come “reclutatore di ragazze” anche un gendarme della Santa Sede”.
Merita ricordare il disappunto investigativo del sostituto procuratore generale Giovanni Malerba, titolare della pubblica accusa nel primo troncone dell’istruttoria sul caso, conclusosi nell’agosto 1997 con un nulla di fatto, per come era sfumata la pista che portava a Raoul Bonarelli, già numero due della sicurezza vaticana, prima chiamato in causa e poi scagionato dalla madre di Mirella Gregori, altra ragazza scomparsa, giusto un mese prima di Emanuela.i.
Può trattarsi, da parte di Amorth, di una rimasticatura di vecchie notizie: tutto è disponibile nei due libri da me scritti sul tema e anche nei documenti giudiziari ufficiali.
Però fino a oggi nessuno si era espresso così: “Ritengo che Emanuela sia finita vittima di quel giro. Non ho mai creduto alla pista internazionale, ho motivo di credere che si sia trattato di un caso di sfruttamento sessuale con conseguente omicidio poco dopo la scomparsa e occultamento del cadavere”.
Ultima bomba: “Nel giro era coinvolto anche personale diplomatico di un’ambasciata straniera presso la Santa Sede”.
Questo sembra anche quadrare con quanto mi ha scritto, ancora di recente, un ex carabiniere, Antonio Goglia, il quale, in mezzo a tesi di cui ho motivo di dubitare, conferma una rivelazione da me ricevuta anni fa che Emanuela sarebbe morta il giorno stesso della scomparsa, in salita Monte del Gallo, nei pressi del Vaticano, sulla collina che da via Gregorio VII porta alla stazione ferroviaria di San Pietro, una zona ad alta intensità di residenze religiose.
La tesi che la morte di Emanuela sia avvenuta quella stessa sera è sostenuta anche da dottor Malerba, secondo il quale tutti i presunti rapitori erano o depistatori o sciacalli.
Quello che si sta delineando, tra rivelazioni recenti, rilettura delle vecchie carte e esclusione di piste ormai incongrue, è un nuovo caso Montesi gestito però da mani più abili.
Il caso Montesi prese le mosse la mattina di sabato 11 aprile 1953, quando il manovale Fortunato Bettini, mentre faceva colazione sulla spiaggia di Torvajanica, a ovest di Roma, tra Ostia e Anzio, notò un cadavere, parzialmente vestito, senza scarpe, gonna, calze e reggicalze e gli abiti erano zuppi d’acqua. Era quello di una bella ragazza romana, Wilma Montesi.
Le indagini appurarono che non era stata uccisa, ma che era morta forse per congestione o sincope a causa di un bagno a mare notturno. Soprattutto fu appurato che la sera prima aveva partecipato a un festino molto spinto, qualcuno parlò di orgia, in una tenuta di Capocotta, e che tra i partecipanti c’era il figlio Piero, destinato a diventare un importante musicista, del ministro degli Esteri democristiano Attilio Piccioni. Ne nacquero scandali a catena e un lungo processo, il ministro fu costretto a dimettersi, la sua carriera politica venne stroncata e il figlio assolto. E’ evidente che se il cadavere della ragazza non fosse stato trovato lo scandalo politico non ci sarebbe stato.
Nel caso di Emanuela come in quello di Mirella, se di morte si è trattato, non si è trattato cadavere alcuno e quindi siamo in un aperto mare di ipotesi e congetture. Ma tutto si tiene e se si comincia a parlare apertamente di orge e di festini in cui queste povere ragazze sono state irretite, si deve anche cominciare a pensare che vi circolasse anche della droga. Oggi la droga costituisce un consumo quasi popolare, una volta era merce per le élites, ma erano anche tempi in cui i controlli erano meno severi e gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine erano più semplici di oggi. Chi aveva soldi se ne poteva procurare in quantità: se poi pensiamo che potevano esserci coinvolti diplomatici o alti prelati, la libertà di procacciamento e di movimento era massima.
Sento sussurrare da qualche settimana dell’ipotesi overdose. “C’è un uomo che prima di morire ha confessato a una donna che Emanuela è morta perché “pippava” (cocaina? eroina?) e una volta ha esagerato. Il suo cadavere è poi stato fatto sparire”: questa è infatti l’indiscrezione che circolava poco prima del botto “di Boston” e l’una cosa non esclude l’altra. Anche se appare da escludere che la Orlandi facesse abituale uso di droga, non è invece da escludere che ne facessero uso, e gliela facessero anche assumere, i suoi maturi seduttori. Può non esserci un collegamento ferreo tra il giro dei pedofili, americani o meno, e il cardinale Law citato dall’ex carabiniere Goglia. Ma certamente i gusti di chi sceglieva come preda ragazzine di 15 – 16 anni non si possono definire esattamente normali e sani, anzi sono molto contigui a quelli dei pedofili.
La scena potrebbe essere una di quelle “comitive di amici” frequentate con fin troppa libertà da Emanuela, come ebbe a dichiararmi l’avvocato Gennaro Egidio, legale degli Orlandi, nelle telefonate le cui registrazioni ho consegnato ai magistrati e che Blitz ha messo in rete pubblicandone anche la trascrizione.
Più che la sagrestia della basilica di don Vergari, la scena potrebbe però essere situata nella zona di via Monte del Gallo o dell’omonima Salita, zona a ridosso della Città di S. Pietro e affollata, oltre che di preti e prelati, anche di istituzioni, ritrovi, uffici e iniziative di vario tipo facenti capo al Vaticano. Mi dicono che nell’83 in quella zona vi avesse un ufficio anche uno stretto collaboratore di Wojtyla, in seguito caduto in disgrazia.
C’è da rilevare che l’ipotesi di una morte per droga nel corso di un festino è il logico punto di arrivo di una serie di “piste” fino ad oggi seguite dagli inquirenti e soprattutto dai mezzi di informazione:
- il “rapimento politico”, per scambiare Emanuela col terrorista turco Alì Agca, ipotesi che è stata scartata dalla magistratura inquirente  già 15 anni or sono; altrettanto poco credito è stato prestato alle altre ipotesi di rapimento come:
- il “rapimento della banda della Magliana”, per riavere i soldi prestati a papa Wojtyla per finanziare l’opposizione anticomunista nella natia Polonia;
- il “rapimento dei servizi segreti”, con annessa “pista di Londra” ed Emanuela “chiusa in un manicomio del centro londinese”;
- il “trasferimento nella reggia del Liechtenstein”, con dito puntato contro l’attuale principe regnante Hans Adam;
- la serie di piste che danno Emanuela viva o in Turchia o comunque in Oriente, dopo essere stata man mano avvistata a Bolzano, Parigi, Europa dell’Est, Mosul in Iraq….
- lo stupro con esito mortale opera dell’allora rettore della basilica di S. Apollinare, don Piero Vergari. Ipotesi lanciata da una lettera anonima dell’agosto 2008, ma presa di colpo in considerazione da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, solo dopo il fallimento del blitz sui resti mortali di De Pedis. Il quale, secondo l’anonimo del 2008, avrebbe provveduto a togliere a don Vergari l’ingombro del cadavere;
- l’unica alternativa credibile al parallelo del caso Montesi è quella della “tratta delle bianche”, ipotizzata a suo tempo dalla buonanima del cardinale Silvio Oddi e che può trovare un sostegno anche nelle parole dell’avvocato Gennaro Egidio, legale degli Orlandi e della mamma di Mirella, quando, escludendo il rapimento, ha fatto riferimento alla irrequietezza tipica dell’età delle due ragazzine, che implica una particolare inclinazione a cadere vittime di raggiri e adescamenti; se fosse valida questa tesi, non sarebbero stati però solo due i casi come Emanuela e Mirella, nell’arco di tutti questi anni;
per concludere con le ultime che si sono incalzate in questa metà del 2012:
- il rito satanico sessuale con morte finale, ipotesi lanciata di recente da don Gabriele Amorth, noto anche come esosrcista ufficiale del Vaticano;
- le orge ad uso e consuno di diplomatici con ragazzine arruolate da una guardia svizzera d’Oltretevere, ipotesi anch’essa lanciata da Amorth;
- ultima in ordine di tempo, la “pista di Boston”, detta anche dei”preti pedofili”, varata il giorno 4 di questo mese di giugno dal Corriere della Sera.
Sono teorie che si intrecciano una con l’altra e trovano un riscontro complessivo con quella elaborata in questo articolo: ragazzine le cui fantasie adolescenziali le portano nella rete degli adescatori, entrano, ancora quasi bambine, nel wild side della vita degli adulti, intrappolate in giochi di uomini adulti, potenti, ricchi, corrotti e viziosi, pedofili, maniaci, satanisti e anche protetti dal rischio di scandalo dalla oggettiva complicità dell’istituzione, la Chiesa, da loro indegnamente oltraggiata.
Per l’eliminazione dell’eventuale cadavere di Emanuela e di Mirella, due casi andati a male, a un mese di distanza, forse per una partita di droga maledetta, non c’è solo, a mo’ di riflesso pavloviano, l’idea che vi abbiano provveduto Enrico De Pedis o i suoi amici della banda della Magliana. Non ha infatti pensato per nulla a loro Ercole Orlandi, padre di Emanuela, quando nel 2001-2002 mi ha detto che assieme all’avvocato Gennaro Egidio ha tenuto d’occhio per un pezzo l’auto, compreso il portabagaglio, dell’allora vice capo della Vigilanza vaticana, ingegner Raoul Bonarelli. Ripeto: non la banda della Magliana e il suo “capo” De Pedis, ma la Vigilanza vaticana e il suo vice capo Bonarelli.
Sono sospetti, come ho rilevato sopra, che quadrano con la denuncia anonima ma precisa di padre Amorth e quadrano anche con il pensiero, messo nero su bianco, della magistratura italiana. Peccato però che i magistrati di questi sospetti e verifiche tentate da Ercole ed Egidio non ne abbiano mai saputo nulla. Neppure quando, partendo da tutt’altra faccenda, quella di Mirella Gregori, hanno scoperto che Bonarelli, da loro convocato come testimone, aveva ricevuto dal Vaticano l’ordine di tacere e di tacere proprio riguardo la Orlandi. Motivo per cui venne indiziato del reato di concorso in sequestro di persona dal giudice istruttore Adele Rando. Poi la cosa cadde, per problemi legati al cambio della procedura penale proprio in quel periodo.
Intanto, la Procura della Repubblica di Roma ha dichiarato ufficialmente conclusa la lunga ispezione, condotta anche con l’uso di martelli pneumatici, nei sotterranei della basilica di S. Apolinare per appurare se oltre alla salma di Enrico De Pedis, ormai identificato, a torto o ragione, con il Dandy della saga di Romanzo criminale, nascondesse anche i resti della ragazza vaticana Emanuela Orlandi. La stessa Procura ha però specificato che “l’esito definitivo delle operazioni è atteso per la fine dell’estate con il deposito della consulenza tecnica disposta dall’ufficio”.
Anche se non è specificato quale sia l’oggetto della consulenza tecnica – ossa umane o reperti d’altro tipo? – tanto è bastato per ridar fiato alle ipotesi sul ritrovamento di “ossa umane di 30-40 anni fa”: modo indiretto per alludere alla possibilità che siano della Orlandi. La speranza dei colpevolisti si aggrappa al ritrovamento di 20-30 ossa, che a differenza di tutte le altre dei 600 defunti del vecchio cimitero sotterraneo non è stato possibile datare con certezza come antiche e che bisogna capire a quante persone siamo appartenute per poter dare a ciascuna la sua sepoltura. Il medico legale Cristina Cattaneo e i magistrati hanno ritenuto opportuno fare approfondire la questione alla polizia scientifica di Milano, che se ne occuperà con i tempi non brevi imposti anche dalle vacanze estive. Se necessario, i DNA di quel gruppo d’ossa verranno comparati non solo con il DNA degli Orlandi, ma anche con quello dei familiari di Mirella Gregori, la ragazza sparita tre settimane prima di Emanuela, scomparsa che si usa collegare a quella della ragazza vaticana. “Per eliminare eventuali dubbi residui, le comparazioni dei DNA siamo pronti a farle fare nei migliori laboratori degli Stati Uniti”, fanno sapere i magistrati, decisi a non lasciare nulla in sospeso e farla finita con le incertezze e i sospetti indebiti.

Fonte: Blizt quotidiano

TERREMOTO IN EMILIA: QUELLO CHE NESSUNO VI DICE




Cari amici, dopo l'ennesima forte scossa di stanotte non posso tacere sulle notizie concrete che tutti i mass media giornali e tv tacciono, parlando di tutto e del contrario di tutto senza minimamente toccare la vera questione, addirittura se qualche geologo innavertitamente sta andando sul discorso gli viene improvvisamente tolta la parola in diretta. Si tratta del fenomeno sempre più diffuso in pianura padana da almeno 2/3 anni, il fenomeno fracking che consiste, fondamentalmente, in perforazioni idrauliche le quali una volta arrivate in profondità piegano e corrono parallelamente al terreno; nei buchi creati, viene pompato ad alta pressione un po’ di tutto, a seconda della “ricetta” del perforatore, che, essendo segreto commerciale, non si può sapere. Si parla di svariate centinaia di perforazioni per verificare e a volte poi estrarre il gas dalla pianura padana, oltre al fatto che ci sono gia’ stati casi di subsidenza indotta. Nessuno sa che il nostro amato governo ha dato in mano ai texani di Dallas la concessione di questa tecnica perforativa che tra l'altro è vietata in tanti paesi europei proprio per gli effetti collaterali, ad es. in Inghilterra la stanno togliendo perché ha fatto più danni che benefici. Nel caso i texani trovassero delle risorse estrattive al nostro governo andrà il 7% degli introiti, peccato che ai nostri politici sia sfuggito un particolare e cioè che la pianura padana sia strapiena di gente, case, capannoni, chiese, paesi e che se l'americano texano toglie il gas che per millenni si è sedimentato nel nostro sottosuolo per sostenere come un cuscinetto la nostra pianura padana, se lo toglierà tutto collasserà, è una cosa che capiscono in modo elementare anche i bambini. Ci sono già nei paesi colpiti segni evidenti di collassamento del terreno, come ad es. quando una torta fuori dal forno collassa e si stacca dalle pareti, ecco la stessa cosa.
Ecco perché non vogliono che si sappia questa verità perché già alla gente il governo non sta simpatico, figuriamoci se si dovesse prendere carico anche di questo errore astronomico cosa succederebbe? Minimo non verrebbero più pagate le tasse e gli americani estrattori verrebbero presi a calci nel sedere..
Perciò la tecnica sarà sempre la stessa, ovvero parlare degli sfollati, intervistare geologi per non dire la verità, parlare di calciopoli e altri scandali per tentare di distrarci, come dire a Monti e compagnia proprio non ci voleva questa gatta da pelare.. Insomma la solita accozzaglia di gente che omette la verità come sistema, dimenticando che l'omissione ha lo stesso peso della menzogna, e vorrei ricordare loro che tutti questi furbetti o furboni un giorno dovranno spiegare bene alla Vita il loro operato ed il loro schieramento...A riprova di ciò un lettore su internet fa sapere che in uno dei maggiori comuni colpiti oggi c'era affisso il seguente bando di gara: “Procedura aperta per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione rete di teleriscaldamento e indagine geologica esplorativa inerente un pozzo geotermico comprensive dei lavori strutturalmente e direttamente collegati”.
E vogliamo ancora credere alle montagne di cavolate che ci raccontano nel mentre ci devastano pure il territorio...fate girare, la conoscenza è un diritto di tutti!!!

Fonte:Questa è L ' Italia