giovedì 4 ottobre 2012

ERASMO SAVINO - Uranio, il caporale ai senatori: ‘Sono in fin di vita, ma per lo Stato è colpa dello stress’

ERASMO SAVINO

Il caporal maggiore capo dell’Esercito Italiano, Erasmo Savino, ha 31 anni ed è in fin di vita. E’ uno dei migliaia di soldati italiani partiti in perfetta salute per una missione e ritornati a casa con una patologia grave: il cancro. Savino ha raccontato ieri la sua storia personale di fronte alla Commissione d’inchiesta del Senato sull’uranio impoverito. In videoconferenza, perché le sue condizioni di salute non gli hanno permesso di viaggiare fino a Roma. L’esperienza di Erasmo arricchisce il racconto della “strage silenziosa” che è in corso nell’esercito italiano. Una strage alla quale, dopo tre legislature e altrettante commissioni d’inchiesta, lo Stato non è ancora in grado di dare una risposta precisa. Né sui numeri ufficiali delle persone coinvolte, né sulle cause. ”Non abbiamo numeri certi, ma sappiamo che sono tra i 2500 e i 3000″, afferma il suo avvocato, Giorgio Carta, che contesta allo Stato di aver fatto prestare servizio all’estero ai soldati in assenza di adeguate precauzioni o protezioni, in quanto non fornite dall’amministrazione, la quale avrebbe anche omesso di informarli dei rischi per la salute cui andava incontro. Ma secondo le testimonianze raccolte dalla Commissione non sarebbe solo l’uranio impoverito a uccidere, ma anche i cicli forsennati di vaccinazioni a cui i soldati sono sottoposti obbligatoriamente. “Intanto l’unica risposta ufficiale dello Stato – spiega Carta – è questa: vi siete ammalati per conto vostro”  di Tommaso Rodano

Fonte: Il Fatto Quotidiano


                       

mercoledì 3 ottobre 2012

ANGELA RENDO - RADIO NUMBER ONE

TUTTI I MARTEDI E GIOVEDI SU RADIO NUMBER ONE A PARTIRE DALLE 21 ALLE 13 TROVERETE IL DJ ANGELA RENDO ( NOME D'ARTE ANGY ) E' UNA TRAMISSIONE SUL SOCIALE CON INSERITA BUONA MUSICA....ASCOLTATELA VI PIACERA'

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VI ASPETTIAMO

                                                  

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VIOLENTA A 15 ANNI LA SUA EDUCATRICE: BABY STUPRATORE ARRESTATO A PESCARA



L'accusa per un ragazzo di 15 anni di origine albanese è di violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane, già con precedenti, è stato arrestato nella serata di ieri dai carabinieri della Compagnia di Penne (Pescara), diretti dal capitano Massimiliano Di Pietro, e rinchiuso nel carcere minorile dell'Aquila.

Il 15enne era già sottoposto a misura cautelare in comunità per una rapina compiuta un mese fa ad Avezzano (L'Aquila). Il ragazzo è accusato di aver violentato l'educatrice di un centro per minori di Penne (Pescara) dove era stato collocato subito dopo la rapina dell'agosto scorso. Come ricostruito dagli inquirenti, ieri pomeriggio il giovane, avvertendo un lieve stato di malessere ed agitazione, aveva chiesto alla propria educatrice di visitare l'oasi naturalistica di Penne (Pescara) in località «Cascatelle» per una passeggiata che avrebbe dovuto aiutarlo a ristabilirsi. Una volta giunti nell'oasi con il furgone della comunità, il ragazzo ha subito manifestato l'intento di un approccio sessuale con la donna, ma visto il netto rifiuto della stessa ed il suo tentativo di ricondurlo in comunità senza suscitare le sue ire, in preda ad un profondo stato di collera e agitazione, il ragazzo l'ha aggredita e percossa e, stringendole una cinta al collo, l'ha costretta con violenza ad un rapporto sessuale all'interno dello stesso furgone. La poveretta, in stato di choc per la violenza subita, è stata nuovamente percossa e minacciata di morte per non rivelare quanto accaduto e poi costretta a mettersi alla guida del veicolo ed a fare rientro in comunità dove i carabinieri, nel frattempo intervenuti su segnalazione di altro educatore, allarmatosi per il ritardo della collega, hanno bloccato il 15enne albanese che ha tentato una inutile fuga.

Nella violenta colluttazione con i militari dell'Arma, il giovane, molto prestante fisicamente, e probabilmente sotto l'effetto di sostanze psicotrope, si è armato di coltello brandendolo ripetutamente nei confronti dei militari che poco dopo sono riusciti a neutralizzarlo con l'aiuto dei componenti di un' altra pattuglia intervenuta. Il veicolo, nel quale sono state rinvenute evidenti tracce della violenza, il coltello e gli abiti del giovane e della educatrice sono stati posti sotto sequestro. La vittima della violenza è stata medicata presso l'ospedale di Penne (Pescara) dove i sanitari hanno attestato l'avvenuta violenza sessuale e lesioni traumatiche e contusive. Ferite lievi anche per i due militari intervenuti per bloccare il 15enne.

Fonte:Leggo

TRAPANI, RAGAZZINA STUPRATA A SCUOLA PER 5 ANNI DALLA PRESIDE E DAL BIDELLO



Abusi sessuali su una studentessa minorenne: la preside ed un bidello di una scuola di Marsala sono stati arrestati stamani dalla Squadra mobile di Trapani per violenza sessuale sulla ragazzina. Al momento non si conoscono altri particolari sulla vicenda.
La preside e il bidello lavorano all'Istituto «Rubino» di Marsala che si occupa di assistere anche studenti disagiati, su segnalazione del Tribunale dei minori di Palermo. I due sono indagati per il reato continuato di violenza sessuale di gruppo aggravata in danno di minorenne. Gli abusi, cominciati nel 2004 quando la vittima aveva appena 14 anni, sarebbero proseguito fino al 2009.
Secondo le indagini della polizia la ragazzina, che frequentava il doposcuola, sarebbe stata invitata in diverse occasioni dalla preside dell’istituto nella sua stanza dove si trovava anche il bidello. Entrambi avrebbero abusato sessualmente della minore.
La vicenda è venuta alla luce dopo che la studentessa, oggi maggiorenne, ha confidato le violenze ad un amico di famiglia che ha informato la polizia. Gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione dei Servizi sociali del Comune di Marsala, che hanno fornito «elementi utili alle indagini». Gli indagati sono stati posti agli arresti domiciliari.

Fonte:Leggo

ANTONIO PIAZZA POLITICO COSTRETTO A SPOSTARE LA SUA JAGUAR: BUCA LE GOMME AL DISABILE



Aveva parcheggiato la sua Jaguar nel posto riservato ai disabili proprio di fronte alla sede dell'Aler di Lecco, l'Azienda lombarda per l'edilizia residenziale di cui è presidente. Antonio Piazza, però, è stato costretto a spostare l'auto e a pagare la rispettiva multa da un disabile che, seccato dal trovare il proprio posto occupato impropriamente, aveva subito allertato i vigili urbani. Ma una volta allontanatisi gli agenti, Piazza non ha esitato a vendicarsi bucando le gomme all'auto dell'invalido.

DIMISSIONI PDL La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona e il presidente dell'Aler è stato sollecitato dal suo partito, il Pdl, a dimettersi suo malgrado: «Le mie dimissioni - si è giustificato il numero uno dell'Aler lecchese - non sono assolutamente giuste. Non le ho certo date volontariamente. Il mio comportamento è sempre stato improntato nella massima correttezza nel ruolo che ho svolto fino ad oggi nell'azienda lombarda per l'edilizia residenziale. Spero che l'assessore lombardo nelle prossime ore le respinga».

Fonte:Leggo

martedì 2 ottobre 2012

Sindrome da Regressione Caudale - CONDIVIDETE


La  regressione caudale è un raro disturbo dello sviluppo dei segmenti  spinali distali unilaterali. Ci sono cinque tipi di agenesia sacrale:


1. Totale o parziale agenesia sacrale unilaterale.

2. Agenesia sacrale totale, agenesia lombare variabile, articolazione dell'ileo con il margine laterale di una vertebra bassa.
 3. Agenesia sacrale totale, agenesia lombare variabile, fusione dell'ileo al piatto vertebrale inferiore dell'ultima vertebra.
4. Tessuti molli di entrambe le anche tra loro fusi, due femori e due tibie con un'unica fibula mediana.
5. Singoli femore e tibia: sirenomelia

Spesso l'agenesia sacrale è associata a diabete materno in gravidanza e a spina bifida.

L'agenesia sacrale è classificata come malattia

La  regressione caudale si manifesta con un totale deficit neurologico nei  segmenti distali dei tratti genitourinari e anorettali. Difetti spinali  più prossimali causano ipoplasia degli arti inferiori. La forma più  grave è detta sirenomelia, cioè "arto da sirena".
Può essere anche associata a scoliosi e/o difetti cardiaci

Salve a tutti, il gruppo e' stato creato per avere piu' informazioni possibili in riguardo a questa malattia rara.
Il mio bambino nato con malformazione anorettale palatoschisi agenesia coccigea
malformazione del sacro, mono rene, midollo ancorato. Tutto cio' oggi diagnosticato come sindrome da regressione caudale di tipo 2 . Io ringrazio fin d'ora tutti coloro che potranno darmi informazioni e poter anche conoscere famiglie coinvolte nello stesso problema per poter scambiare utili informazioni.


Che cosa è la sindrome di regressione caudale?
Sindrome di regressione caudale è un disturbo che altera lo sviluppo del basso (caudale) metà del corpo. Zone colpite possono includere la schiena e degli arti, del tratto genitourinario, e il tratto gastrointestinale.
In questo disturbo, le ossa della colonna vertebrale inferiore (vertebre) sono spesso deformi o mancanti, e le sezioni corrispondenti del midollo spinale sono irregolari o mancanti. Individui affetti possono avere chiusura incompleta delle vertebre intorno al midollo spinale, un sacco pieno di liquido sul retro coperto da pelle che possono o non possono contenere parte del midollo spinale, o ciuffi di capelli alla base della colonna vertebrale. Le persone con sindrome di regressione caudale può anche avere un anomalo da lato a lato curvatura della colonna vertebrale (scoliosi). Le anormalità spinali possono influenzare la dimensione e la forma del torace, causando problemi respiratori in alcuni individui.
Gli individui con la sindrome di regressione caudale possono avere ossa del bacino di piccole dimensioni con una gamma limitata di movimento. Le natiche tendono ad essere piatta e fossette. Le ossa delle gambe sono in genere poco sviluppati, più frequentemente le ossa delle gambe superiori (femore). In alcuni individui, le gambe piegate, le ginocchia che punta verso l'esterno ei piedi nascosto sotto le anche (a volte chiamato una rana gamba-come posizione). Gli individui affetti possono nascere con i piedi verso l'interno e verso l'alto, che gira (piede torto), e dei piedi possono essere verso l'esterno e verso l'alto-tornitura (calcaneovalgus). Alcune persone sperimentano diminuzione della sensibilità agli arti inferiori.
Anomalie del tratto genito-urinario nella sindrome di regressione caudale sono estremamente vari. Spesso i reni sono malformati; difetti includono un rene mancante (agenesia renale monolaterale), reni che si fondono insieme (rene a ferro di cavallo), o la duplicazione dei tubi che trasportano l'urina da ciascun rene alla vescica (duplicazione ureterale). Queste anomalie renali possono portare a frequenti infezioni delle vie urinarie e insufficienza renale progressiva. Inoltre, gli individui affetti possono avere protrusione della vescica attraverso un'apertura nella parete addominale (estrofia vescica). I danni ai nervi che la funzione di controllo della vescica, una condizione chiamata vescica neurogena, causa individui affetti di avere difficoltà progressiva controllare il flusso di urina. Anomalie genitali nei maschi possono includere l'apertura dell'uretra sulla parte inferiore del pene (ipospadia) o testicoli ritenuti (criptorchidismo). Le femmine possono avere una connessione anormale tra il retto e la vagina (fistola retto-vaginale). Nei casi più gravi, sia i maschi che le femmine hanno una mancanza di sviluppo dei genitali (agenesia genitale).
Le persone con la sindrome di regressione caudale può avere torsione anomala (malrotazione) del grosso intestino, una ostruzione dell'apertura anale (ano imperforato), estroflessioni morbidi al basso ventre (ernie inguinali), o di altre malformazioni del tratto gastrointestinale. Gli individui affetti sono spesso stitico e può verificare la perdita di controllo della vescica e la funzione intestinale.
Quanto è diffusa la sindrome da regressione caudale?
Sindrome da regressione caudale è stimato in 1-2,5 ogni 100.000 neonati. Questa condizione è molto più comune nei bambini nati da madri affette da diabete, che colpisce 1 su 350 di questi neonati.
Quali geni sono legati alla sindrome da regressione caudale?
Sindrome da regressione caudale è una condizione complessa che può avere cause diverse in persone diverse. La condizione è probabilmente causato dall'interazione di molteplici fattori genetici e ambientali. In molti individui, lo sviluppo della sindrome da regressione caudale sembra essere influenzata dalla presenza di diabete nella madre. Si pensa che un aumento dei livelli di zucchero nel sangue e altri problemi metabolici legati al diabete può avere un effetto nocivo sul feto in via di sviluppo, aumentando la probabilità di sviluppare la sindrome caudale di regressione. I rischi per il feto sono ulteriormente aumentate se il diabete della madre è mal gestito. Sindrome da regressione caudale si verifica anche nei neonati di madri non-diabetici, in modo che i ricercatori stanno cercando di identificare i fattori che contribuiscono allo sviluppo di questa malattia complessa.
Alcuni ricercatori ritengono che una perturbazione dello sviluppo fetale circa 28 ° giorno di gravidanza provoca la sindrome di regressione caudale. Il problema dello sviluppo è pensato per interessare lo strato intermedio di tessuto embrionale noto come il mesoderma. Interruzione dello sviluppo mesoderma normale compromette la normale formazione di parti dello scheletro, sistema gastrointestinale, e del sistema genito-urinario.
Altri ricercatori pensano che i risultati di regressione caudale sindrome dalla presenza di un'arteria anormale nell'addome, che devia il flusso di sangue lontano dalle zone più basse del feto in via di sviluppo. Riduzione del flusso ematico a queste aree è stato concepito per interferire con il loro sviluppo e indurre i segni ei sintomi della sindrome da regressione caudale.
Alcuni scienziati ritengono che lo sviluppo anormale del mesoderma provoca la riduzione del flusso di sangue, mentre altri scienziati ritengono che la riduzione del flusso sanguigno provoca lo sviluppo anormale mesoderma.Molti scienziati pensano che la causa della sindrome di regressione caudale è una combinazione di sviluppo mesoderma anormale e diminuzione del flusso di sangue alle aree caudale del feto.
Come fanno le persone ereditano sindrome da regressione caudale?
Sindrome da regressione caudale si verifica sporadicamente, il che significa che si verifica in persone senza storia della condizione nella loro famiglia. Molteplici fattori genetici e ambientali possono svolgere un ruolo nel determinare il rischio di sviluppare questa condizione.
Dove posso trovare informazioni su diagnosi e trattamento della sindrome di regressione caudale?
Queste risorse affrontare la diagnosi o la gestione della sindrome da regressione caudale e può includere i fornitori di trattamento.
Enciclopedia MedlinePlus: estrofia della vescica di riparazione
MedlinePlus Encyclopedia: piede torto
MedlinePlus Encyclopedia: ernia inguinale Riparazione
MedlinePlus Encyclopedia: neurogena della vescica


 Per aderire AL GRUPPO fate richiesta di iscrizione CLICCATE SINDROME DA REGRESSIONE CAUDALE


lunedì 1 ottobre 2012

FRANCO MASTROGIOVANNI - Morì in reparto psichiatria la sorella: "Trattato come una bestia"

FRANCO MASTROGIOVANNI




Chiede giustizia la famiglia di un maestro elementare morto 3 anni fa all'ospedale San Luca di Vallo della Lucania
"Troppa disumanità in questa storia, mio fratello è stato trattato come una bestia e condannato a morte". A Tgcom24 parla Caterina Mastrogiovanni, la sorella del maestro elementare Franco Mastrogiovanni morto tre anni fa in circostanze poco chiare nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania (Salerno) dove era stato ricoverato, quattro giorni prima, per un trattamento sanitario obbligatorio.

"La nostra è una battaglia, perché non accadano più cose del genere - spiega la donna - c'è troppa disumanità in questa storia, non si riesce a capire come si può trattare un essere umano in questo modo, legato mani e piedi, senza acqua, senza essere lavato, senza avere l'affetto dei suoi familiari. Una persona è assistita durante la morte e mio fratello lo hanno fatto morire come una bestia. Come si fa a portare da mangiare ad una persona legata e poi riprendersi quel vassoio dopo quattro ore? Al capezzale si sono avvicendate 18 persone, nessuno ha avuto un gesto di umanità".

"Mio fratello - conclude - non aveva commesso nessun reato, perché lo hanno condannato a morte in questo modo? Ormai lui è morto, ma non accadano mai più fatti del genere, perché a tutti può capitare di avere un attimo di fragilità, un pò di esaurimento: ci portano lì e ci ammazzano".

Il 4 agosto 2009, Mastrogiovanni è morto in circostanze poco chiare nel reparto di psichiatria dell'ospedale San   Luca di Vallo della Lucania (Salerno) dove era stato ricoverato quattro giorni prima per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso).

Dalla vicenda scaturì un'inchiesta: i magistrati sospettano che l'insegnante sia morto in seguito a contenzione farmacologica e fisica durata oltre ottanta ore.
Nei giorni scorsi si è tornati a parlare del caso con un video che l'Espresso, in collaborazione con l'associazione "A buon diritto" di Luigi Manconi e con l'accordo dei familiari di Mastrogiovanni, ha mostrato per la prima volta in esclusiva on line sul proprio sito: il filmato integrale registrato dalle telecamere di sorveglianza all'ospedale San Luca.

Fonte Articolo: Repubblica
Fonte Video Rai tre
                 

               

domenica 30 settembre 2012

NEW YORK, PIZZA BOY 16ENNE STUPRA UNA DONNA ACCANTO ALLA FIGLIA DI 7 ANNI



 Pizza boy 16enne sequestra e violenta una donna di 35 anni: «Mi ha stuprato con la mia bambina che dormiva accanto a me».
È accaduto ieri a Manhattan, nella Upper West Side, in pieno giorno.
Cesar Lucas, 16 anni, è accusato di essersi introdotto nell'appartamento di una donna di 35 anni e di averne abusato sessualmente, nel letto in cui dormiva anche la figlioletta di 7 anni.
La 35enne abita nello stabile in cui Lucas aveva appena consegnato un ordine per conto della pizzeria, la Sal's Pizzeria della 10th Ave, in cui lavora. Un impiego ottenuto nonostante la denuncia per rapina contestatagli solo l'agosto scorso: in quell'occasione, il ragazzo si era introdotto in un appartamento e aveva rubato alcune carte di credito.
Ma stavolta, la violazione di domicilio è degenerata in aggressione e violenza sessuale.

LA DINAMICA DELL'AGGRESSIONE. La donna stava dormendo: madre e figlia si erano coricate circa 90 minuti prima dell'assalto del folle, intorno a mezzogiorno e mezza, ora americana di sabato.
Lucas arriva nel palazzo in cui vive la sua futura vittima per consegnare ad un cliente una pizza. Questi abita al decimo piano. Ma dopo aver eseguito la sua consegna, il ragazzo nota che la porta dell'appartamento vicino è aperta: entra e violenta la donna.
«Mi sono accorta che qualcuno si era introdotto in casa nel giro di 30 secondi» ha raccontato la donna in lacrime che lavora come agente per modelle «Ma lui era già su di me. Ho detto: "Vattene via" e l'ho spinto come ho potuto. Ho urlato. Ero isterica. Ma lui ha risposto: "Mi dispiace" ed ha continuato».
E quando la ragazza si dimena e cerca aiuto, l'uomo tenta di azzittirla, premendole la mano sulla bocca.
«Ringrazio il cielo giusto che mia figlia non si sia svegliata» ha ammesso sconvolta la donna «e che non abbia assistito a quella scena tremenda e alla mia crisi isterica».
L'aggressione avviene all'interno di una stanza da letto ingombra di bambole di porcellana e di giocattoli per i giochi innocenti di quella piccola.
La bambina era stata consegnata alla madre dal compagno: la piccola aveva disertato la lezione di danza per trascorrere quel pomeriggio insieme alla mamma.
E dopo lo stupro, la vittima denuncia anche la scomparsa del suo iPhone.
Poi, lo choc nello choc, quando la vittima apprende che il suo stupratore ha solo 16 anni: «Oh mio Dio. È sconvolgente che sia così giovane. Cosa ha potuto fare prima di questo?».
Ma come ha fatto il ragazzo ad introdursi nella casa della vittima? La donna spiega che di fronte all'appartamento in cui vive sorge un altro appartamento di sua proprietà: «Mi sentivo sicura e, per passare da una casa all'altra con maggiore facilità, lasciavo per abitudine la porta aperta».

L'ARRESTO. Lucas viene rintracciato grazie al portiere dello stabile e al cliente che ha ricevuto la consegna dalla pizzeria.
Il ragazzo viene arrestato in tempo da record con l'accusa di stupro e sequestro di persona.
L'amministratore del palazzo in cui vive, nel Bronx, lo descrive come una persona tranquilla, rispettosa e di buona famiglia: «Sembra un ragazzo che ha paura della sua ombra» ha dichiarato alla Stampa l'uomo «è questo che è davvero scioccante: Lucas non è di quei ragazzi arroganti che alzano la voce».
La vittima, però, non potrà dimenticare. E oltre all'umiliazione e al dolore, nella sua mente rimarrà scolpita quella frase: «Deve andare in prigione per avermi violentato e per aver avuto il coraggio di dirmi "Mi dispiace" mentre faceva quello che ha fatto con mia figlia che dormiva lì, accanto a me».

Fonte:Leggo

USA: POLIZIOTTO PICCHIA UN DISABILE MA LE TELECAMERE LO "INCASTRANO" -GUARDA



Sono immagini scioccanti quelle di un video diffuso in rete che mostra due agenti della polizia accanirsi in modo violento contro un disabile.
L'uomo, di 50 anni, viene inizialmente strattonato e successivamente viene colpito ripetutamente con pugni che lo fanno cadere dalla sedia a rotelle.
L'ufficiale che aveva già dei precedenti, è stato identificato grazie alle telecamere di sorveglianza,  e congedato immediatamente. Ora si indaga sul motivo di tale violenza.

Fonte:Leggo
 

  

sabato 29 settembre 2012

ORECCHIO CRESCIUTO NEL BRACCIO PER 4 MESI. "È STATO IMPIANTATO DOPO IL CANCRO"




Sembrerebbe un errore o la conseguenza di una distrazione in sala operatoria, ma non è così. Sherry Walters aveva un orecchio nell'avambraccio. Nel 2010 le avevano diagnosticato un grave carcinoma alla base del cranio, motivo per il quale ha subito un delicato intervento chirurgico. I medici del John Hopkins Hospital di Baltimora hanno dovuto asportarle un intero orecchio perché il cancro aveva ormai infettato i tessuti circostanti.
Il Dott.Byrne, chirurgo plastico a capo dell'equìpe di dottori che l'hanno operata, le ha proposto una soluzione innovativa per ricostruirle l’orecchio: impiantarle un padiglione auricolare nell’avambraccio sinistro, per far si che la pelle gli crescesse intorno, e poi asportarlo. L’orecchio è ‘cresciuto’ nel suo braccio per oltre quattro mesi e i medici lo hanno posizionato al suo posto attraverso un secondo intervento.
La paziente felice ha commentato: «Mi sono sentita come se fossi un esperimento. Quando me l’hanno detto mi sembrava un po’ strano ma avevo voglia di provare».

Fonte:Leggo