domenica 7 ottobre 2012
L'assessore senza vergogna: "Come faccio a vivere con meno di 8mila euro?"
L’assessore Cattaneo si sfoga su Twitter. Ma l’effetto boomerang potrebbe essergli fatale. «Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30.11 e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?». E’ il primo tweet di una lunga serata per Cattaneo, che in risposta alla sua onesta ma sconcertante confessione ha ricevuto risposte ironiche, risentite, ben poco comprensive. Il secondo tweet pare la confessione di un uomo sull’orlo del tracollo finanziario: «Dunque: non rubo e quindi non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, ecc non so come fare».
Il problema, se di problema si tratta, è che Cattaneo (assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, PDL, formigoniano, sposato felicemente con 3 figli, interista, di Varese come si auto descrive nel profilo Twitter) a settembre ha guadagnato 6420 euro netti. Lo dice sempre lui. In un altro tweet. Anzi fa di più: allega la foto dello statino del mese. E confessa: mediamente guadagno 8mila euro al mese per 12 mensilità.
Scontate le reazioni del popolo della rete: «Spero che un hacker si sia impossessato del suo twitter o altrimenti davvero manca di rispetto a milioni di italiani davvero in crisi», scrive Davide D’Antoni. E poi aggiunge con ironia: «Politico “coraggioso” che lamenta di non poter più arrivare a fine mese con tagli governo Monti ... propongo una colletta!!». Infuriato e artimeticamente delirante il commento di un altro lettore: «Quel che fra un mese verrà dimezzato è comunque cinque volte di più di uno stipendio medio italiano. Faccia il favore». Nelle tre ore di discussione frenetica sul social network che sono seguite al goffo appello dell’assessore contro l’azione del governo, lui non ha ritrattato sulla sua posizione di un millimetro. «La verità scomoda è: uno che fa l’amministratore pubblico seriamente può continuare o deve pensare di andare nel privato?». E ancora: «Lasciatemi in mutande ma lasciatemi la libertà di fare politica!». Cattaneo mette in guardia i cittadini: «Ogni dittatore diventa tale a furor di popolo. È solo dopo che il popolo si accorge del mostro che ha generato!». Peccato che nel conto delle sue entrate mensili l’assessore abbia dimenticato di inserire gli emolumenti come consigliere della Sea e di Infrastrutture Lombarde Spa.
Fonte: Libero
CINA, STOP ALLA PRODUZIONE DI IPHONE5:SCIOPERO NELLA 'FABBRICA DEI SUICIDI'
Niente più iPhone 5. Gli operai della fabbrica della Foxconn in Cina hanno deciso di scioperare per rivendicare i loro diritti di lavoratori. Lo stop ha così bloccato la produzione dei nuovi prodotti dell'Apple. La notizia arriva dal gruppo di esuli cinesi China Labor Watch, ma viene smentita dalla stessa azienda.
Lo sciopero ha coinvolto migliaia di operai e viene a poche settimane dal lancio del nuovo smartphone della Apple e potrebbe danneggiarne gravemente le vendite. Labor Watch afferma che lo sciopero è stato provocato dalla richiesta dell'azienda di lavorare durante la settimana di vacanza legata alla festa della Repubblica del primo ottobre.
LA FABBRICA DEI SUICIDI La Foxconn Technology Group, di proprietà della taiwanese Hon Hai Precision Industry Co., impiega oltre 1,3 milioni di persone con diversi impianti di produzione in Cina e in altri paesi, lavorando per primarie società mondiali come Apple, Sony, Nokia e altri. Negli anni scorsi è stata scossa da una serie di suicidi fra i suoi dipendenti a causa delle pessime condizioni di lavoro
L'AZIENDA SMENTISCE La Foxconn, una multinazionale taiwanese, produce nelle sue fabbriche cinesi componenti per alcune delle principali imprese elettroniche globali, tra cui, oltre alla Apple, la Sony, la Nokia e la Dell. L'azienda ha smentito che nella sua fabbrica di Zhengzhou sia in corso uno sciopero e che la produzione dello smart phone della Apple sia bloccata, come sostenuto dal China Labor Bullettin. In un comunicato diffuso a Taipei, la Foxccon ammette che nell'impianto ci sono stati "due problemi" con un "piccolo gruppo" di lavoratori, ma aggiunge che sono stati risolti e che la produzione si svolge normalmente.
Fonte:Leggo
MUORE A 21 ANNI PER MENINGITE FULMINANTE
Stroncata a 21 anni da una meningite fulminante, Nike Sziklai, ragazza di origini ungheresi che lavorava come ragazza alla pari in una famiglia romana, grande conoscitrice della lingua inglese.
Il suo però è divenuto quasi un caso nazionale, perchè prima di essere ricoverata nell'ospedale di Monterotondo la ragazza aveva viaggiato su un treno che l'ha portata da Roma a Padova e poi a Jesolo. I suoi spostamenti hanno di conseguenza reso necessaro l’allarme sanitario previsto in tutti i casi di infezione da meningococco anche a Padova e nella località turistica in provincia di Venezia e sembra che il contagio sia avvenuto proprio in uno dei due luoghi.
La ventunenne era entrata in contatto con una famiglia di Padova proprietaria di una casa a Jesolo. Lo scorso fine settimana era stato fissato l’incontro, un modo per conoscersi, per comprendere bene richieste e disponibilità. La ragazza voleva trasferirsi per amore: «Ci eravamo sentiti domenica pomeriggio, era molto contenta, diceva di aver trovato una famiglia simpatica. Anch’io ero al settimo cielo perché dopo mesi trascorsi prevalentemente al telefono il nuovo lavoro tra Padova e Jesolo ci avrebbe concesso di trascorrere più tempo insieme», racconta a Il mattino di Padova, «Quel terribile virus me l’ha portata via nel momento più bello della nostra vita»
Fonte:Leggo
LETTERA APERTA AL GOVERNO ITALIANO
Dalle 9,30 di Mercoledi’ 10 Ottobre 2012, i componenti del Comitato 14 Settembre, nato per la difesa dei diritti delle persone disabili e delle loro famiglie, saranno in Piazza Montecitorio a Roma con un presidio nel corso del quale quattro persone, di cui due gravemente disabili, faranno lo sciopero della fame fino a che il Presidente del Consiglio ed i Ministri coinvolti, non apriranno un tavolo di lavoro. Lo scopo è quello di analizzare e risolvere insieme, in totale spirito di collaborazione, la drammatica emergenza di una delle fasce più fragili della popolazione, tra le più colpite dalle recenti spending review.
«Siamo certi che, con spirito di servizio ed onestà intellettuale e politica, si potranno trovare soluzioni coerenti con l’austerità che il nostro Paese è costretto ad affrontare – afferma il Presidente Michele Colangelo - e perché alle persone disabili e alle loro famiglie, che non vogliono più essere considerati solamente un centro di costo, venga restituita la loro dignità di cittadini e, soprattutto di persone.»
Il Comitato 14 Settembre si mette quindi a disposizione per un confronto sereno e costruttivo che possa rappresentare una svolta di moralizzazione per la classe dirigente italiana, politica e non, e perché l’auspicata attenzione sociale riporti il nostro paese a considerare al centro di tutte le politiche solo ed unicamente la “persona”.
I colleghi giornalisti sono vivamente pregati di dare il massimo risalto per una pronta soluzione alla tragica situazione attuale delle persone disabili e di chi di loro si cura.
Info: comitato14settembre@famigliedisabili.org
• Michele Colangelo, Presidente Comitato “14 Settembre”, tel. 334 8400885
• Paola Fanzini, Segreteria Organizzativa, tel. 338 1888351
• Maria Simona Bellini, Ufficio Stampa, tel. 333 9294288
Tutte le Associazioni e i Gruppi Facebook che volessero aderire al Comitato, condividendone gli obiettivi, possono farlo scrivendo una mail a: comitato14settembre@famigliedisabili.org
Per l'adesione e la partecipazione alle attività del Comitato non è prevista alcuna quota associativa
Gruppo Facebook: COMITATO 14 SETTEMBRE
Autore: Angela Rendo
sabato 6 ottobre 2012
Telefonano ai malati di tumore per chiedere il voto, è bufera su una clinica catanese
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| Il candidato dell'Udc Luca Sammartino |
Provate ad immaginare l’iniziativa più disgustosa che un candidato alle elezioni o chi lo sostiene possa intraprendere per raccogliere voti. Ci avete pensato? Bene, adesso leggete cosa è successo nei giorni scorsi a Catania ad una donna ammalata di tumore. Si chiama Rosa Oliva e questa è la sua testimonianza:
“Squilla il cellulare, il numero non mi ricorda nulla, qualche giorno prima ho fatto la scintigrafia per verificare che nessuna “metastasi” sia in circolazione. Sono un po’ stanca, piena di malesseri ma il cellulare continua a squillare. Mi alzo stancamente e rispondo”.
Dall’altra parte del telefono, una voce femminile: “Pronto? qui la Clinica Humanitas (Centro di oncologia di Catania ndr), telefono per conto del professor… “
La clinica oncologica? Cosa vorrà mai? “Non sento più niente -racconta Rosa- le orecchie incominciano a ronzare, mi gira la testa e sudo freddo”
La centralinista della clinica continua a parlare: “Sa, il centro ha attrezzature sofisticate. La sanità però al giorno d’oggi fa miracoli”
Il candidato Sammartino con Casini
Rosa continua a non capire, è terrorizzata: “Che dice questa? Cosa hanno trovato? Dovrò fare un’altro intervento? Ho le ore contate? Vabbè stavolta non me la cavo. Questa parla ancora. Mi sento male, ho voglia di urlare, piangere. Mannaggia, quanto ci sta a dirmi cosa hanno trovato?”
A quel punto, la centralinista della clinica va al sodo: “…Pertanto, visto che è una nostra paziente il “professore” la invita a votare per l’onorevole Sammartino”.
Luca Sammartino (nella foto), 27 anni, medico odontoiatra, è un rampante candidato dell’Udc alle elezioni regionali siciliane del prossimo 28 ottobre, ammanigliatissimo con gli ambienti della sanità catanese. Pare inoltre che la clinica in questione sia gestita dalla famiglia del candidato. In particolare, la direttrice sanitaria della clinica, Annunziata Sciacca, è la madre del Sammartino.
A quel punto Rosa sbotta: “Signorina si vergogni lei ed il professore. Sappia che ha violato la privacy, mi ha sottoposto ad una stress psicologico, ad una grandissima violenza. Sappia che è vero, sono in un stato di bisogno ma la mia dignità mi impedirà di stare zitta.”
E infatti Rosa racconta tutto sulla sua bacheca Facebook, in attesa che l’ordine dei medici e le altre autorità competenti non intervengano per sanzionare gli autori di questa vigliaccata compiuta, ancora una volta, per raccogliere consenso sulla pelle dei cittadini.
Abbiamo ricevuto segnalazioni da altri pazienti che hanno ricevuto telefonate elettorali dalla clinica Humanitas. Se volete manifestare la vostra contrarietà nei confronti di questo atto di sciacallaggio ecco il numero della clinica Humanitas Tel. 095.7339000
Fonte: Il PostViola
giovedì 4 ottobre 2012
ERASMO SAVINO - Uranio, il caporale ai senatori: ‘Sono in fin di vita, ma per lo Stato è colpa dello stress’
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| ERASMO SAVINO |
Il caporal maggiore capo dell’Esercito Italiano, Erasmo Savino, ha 31 anni ed è in fin di vita. E’ uno dei migliaia di soldati italiani partiti in perfetta salute per una missione e ritornati a casa con una patologia grave: il cancro. Savino ha raccontato ieri la sua storia personale di fronte alla Commissione d’inchiesta del Senato sull’uranio impoverito. In videoconferenza, perché le sue condizioni di salute non gli hanno permesso di viaggiare fino a Roma. L’esperienza di Erasmo arricchisce il racconto della “strage silenziosa” che è in corso nell’esercito italiano. Una strage alla quale, dopo tre legislature e altrettante commissioni d’inchiesta, lo Stato non è ancora in grado di dare una risposta precisa. Né sui numeri ufficiali delle persone coinvolte, né sulle cause. ”Non abbiamo numeri certi, ma sappiamo che sono tra i 2500 e i 3000″, afferma il suo avvocato, Giorgio Carta, che contesta allo Stato di aver fatto prestare servizio all’estero ai soldati in assenza di adeguate precauzioni o protezioni, in quanto non fornite dall’amministrazione, la quale avrebbe anche omesso di informarli dei rischi per la salute cui andava incontro. Ma secondo le testimonianze raccolte dalla Commissione non sarebbe solo l’uranio impoverito a uccidere, ma anche i cicli forsennati di vaccinazioni a cui i soldati sono sottoposti obbligatoriamente. “Intanto l’unica risposta ufficiale dello Stato – spiega Carta – è questa: vi siete ammalati per conto vostro” di Tommaso Rodano
Fonte: Il Fatto Quotidiano
mercoledì 3 ottobre 2012
ANGELA RENDO - RADIO NUMBER ONE
TUTTI I MARTEDI E GIOVEDI SU RADIO NUMBER ONE A PARTIRE DALLE 21 ALLE 13 TROVERETE IL DJ ANGELA RENDO ( NOME D'ARTE ANGY ) E' UNA TRAMISSIONE SUL SOCIALE CON INSERITA BUONA MUSICA....ASCOLTATELA VI PIACERA'
LA RADIO LA TROVATE ANCHE NEL BLOG
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VI ASPETTIAMO
HO CLICCANDO SUL LINK : http://www.radionumberone.playtheradio.com/
PER CONTATTARE ANGELA RENDO PROFILO FACEBOOK
VIOLENTA A 15 ANNI LA SUA EDUCATRICE: BABY STUPRATORE ARRESTATO A PESCARA
L'accusa per un ragazzo di 15 anni di origine albanese è di violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane, già con precedenti, è stato arrestato nella serata di ieri dai carabinieri della Compagnia di Penne (Pescara), diretti dal capitano Massimiliano Di Pietro, e rinchiuso nel carcere minorile dell'Aquila.
Il 15enne era già sottoposto a misura cautelare in comunità per una rapina compiuta un mese fa ad Avezzano (L'Aquila). Il ragazzo è accusato di aver violentato l'educatrice di un centro per minori di Penne (Pescara) dove era stato collocato subito dopo la rapina dell'agosto scorso. Come ricostruito dagli inquirenti, ieri pomeriggio il giovane, avvertendo un lieve stato di malessere ed agitazione, aveva chiesto alla propria educatrice di visitare l'oasi naturalistica di Penne (Pescara) in località «Cascatelle» per una passeggiata che avrebbe dovuto aiutarlo a ristabilirsi. Una volta giunti nell'oasi con il furgone della comunità, il ragazzo ha subito manifestato l'intento di un approccio sessuale con la donna, ma visto il netto rifiuto della stessa ed il suo tentativo di ricondurlo in comunità senza suscitare le sue ire, in preda ad un profondo stato di collera e agitazione, il ragazzo l'ha aggredita e percossa e, stringendole una cinta al collo, l'ha costretta con violenza ad un rapporto sessuale all'interno dello stesso furgone. La poveretta, in stato di choc per la violenza subita, è stata nuovamente percossa e minacciata di morte per non rivelare quanto accaduto e poi costretta a mettersi alla guida del veicolo ed a fare rientro in comunità dove i carabinieri, nel frattempo intervenuti su segnalazione di altro educatore, allarmatosi per il ritardo della collega, hanno bloccato il 15enne albanese che ha tentato una inutile fuga.
Nella violenta colluttazione con i militari dell'Arma, il giovane, molto prestante fisicamente, e probabilmente sotto l'effetto di sostanze psicotrope, si è armato di coltello brandendolo ripetutamente nei confronti dei militari che poco dopo sono riusciti a neutralizzarlo con l'aiuto dei componenti di un' altra pattuglia intervenuta. Il veicolo, nel quale sono state rinvenute evidenti tracce della violenza, il coltello e gli abiti del giovane e della educatrice sono stati posti sotto sequestro. La vittima della violenza è stata medicata presso l'ospedale di Penne (Pescara) dove i sanitari hanno attestato l'avvenuta violenza sessuale e lesioni traumatiche e contusive. Ferite lievi anche per i due militari intervenuti per bloccare il 15enne.
Fonte:Leggo
TRAPANI, RAGAZZINA STUPRATA A SCUOLA PER 5 ANNI DALLA PRESIDE E DAL BIDELLO
Abusi sessuali su una studentessa minorenne: la preside ed un bidello di una scuola di Marsala sono stati arrestati stamani dalla Squadra mobile di Trapani per violenza sessuale sulla ragazzina. Al momento non si conoscono altri particolari sulla vicenda.
La preside e il bidello lavorano all'Istituto «Rubino» di Marsala che si occupa di assistere anche studenti disagiati, su segnalazione del Tribunale dei minori di Palermo. I due sono indagati per il reato continuato di violenza sessuale di gruppo aggravata in danno di minorenne. Gli abusi, cominciati nel 2004 quando la vittima aveva appena 14 anni, sarebbero proseguito fino al 2009.
Secondo le indagini della polizia la ragazzina, che frequentava il doposcuola, sarebbe stata invitata in diverse occasioni dalla preside dell’istituto nella sua stanza dove si trovava anche il bidello. Entrambi avrebbero abusato sessualmente della minore.
La vicenda è venuta alla luce dopo che la studentessa, oggi maggiorenne, ha confidato le violenze ad un amico di famiglia che ha informato la polizia. Gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione dei Servizi sociali del Comune di Marsala, che hanno fornito «elementi utili alle indagini». Gli indagati sono stati posti agli arresti domiciliari.
Fonte:Leggo
ANTONIO PIAZZA POLITICO COSTRETTO A SPOSTARE LA SUA JAGUAR: BUCA LE GOMME AL DISABILE
Aveva parcheggiato la sua Jaguar nel posto riservato ai disabili proprio di fronte alla sede dell'Aler di Lecco, l'Azienda lombarda per l'edilizia residenziale di cui è presidente. Antonio Piazza, però, è stato costretto a spostare l'auto e a pagare la rispettiva multa da un disabile che, seccato dal trovare il proprio posto occupato impropriamente, aveva subito allertato i vigili urbani. Ma una volta allontanatisi gli agenti, Piazza non ha esitato a vendicarsi bucando le gomme all'auto dell'invalido.
DIMISSIONI PDL La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona e il presidente dell'Aler è stato sollecitato dal suo partito, il Pdl, a dimettersi suo malgrado: «Le mie dimissioni - si è giustificato il numero uno dell'Aler lecchese - non sono assolutamente giuste. Non le ho certo date volontariamente. Il mio comportamento è sempre stato improntato nella massima correttezza nel ruolo che ho svolto fino ad oggi nell'azienda lombarda per l'edilizia residenziale. Spero che l'assessore lombardo nelle prossime ore le respinga».
Fonte:Leggo
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