mercoledì 24 ottobre 2012
INFLUENZA, IL MINISTERO: "STOP AI VACCINI NOVARTIS. EFFETTI E REAZIONI INDESIDERATI"
Stop ai vaccini anti-influenzali Novartis. Il diktat arriva dal Ministero. Il Ministero della Salute e l'AIFA hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo e in attesa di ulteriori indagini dell'utilizzo di alcuni vaccini antinfluenzali Novartis. «Ai cittadini - spiega una nota - è richiesto di non acquistare e non utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione.
"DIVIETO DI ACQUISTO E UTILIZZO VACCINI ANTINFLUENZALI NOVARTIS" Il comunicato del Ministero della Salute n. 216 ha carattere d'urgenza. Il Ministero della Salute e l’AIFA hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo e in attesa di ulteriori indagini dell’utilizzo dei seguenti vaccini antinfluenzali: 1) Agrippal; 2) Influpozzi sub unità; 3) Influpozzi adiuvato; 4) Fluad. Ai cittadini è richiesto di non acquistare né utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione in proposito. I vaccini sottoposti a divieto sono prodotti dall’azienda Novartis. L’AIFA, sulla base della documentazione presentata dall’azienda, ha stabilito la necessità di ulteriori verifiche circa la qualità e la sicurezza degli stessi, dal momento che questi potrebbero presentare una aumentata reattogenicità, cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate. Il Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, sta seguendo da vicino la situazione. Ulteriori informazioni saranno diffuse nel corso della giornata.
STOP CAUTELATIVO Il divieto di acquisto e utilizzo dei vaccini antinfluenzali Novartis è stato disposto dal ministero della salute in via cautelativa, al momento in assenza di segnalazioni di reazioni avverse. Secondo quanto si apprende dal ministero l'azienda interessata e l'Aifa avrebbero avviato le procedure di allerta previste dall'Ue.
FARMACIE AVVISATE DA ALLERTA RAPIDO «È già partito l'allerta rapido a tutte le farmacie italiane»: lo ha confermato la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, subito dopo l'annuncio da parte del ministero del divieto di acquisto e utilizzo dei vaccini antinfluenzali Novartis. «Sono state contattate immediatamente le oltre 18mila farmacie italiane», ha aggiunto.
NOVARTIS, 6 MILIONI DI DOSI SU 12-14 TOTALI Si stima siano di 6 milioni le dosi di vaccino della Novartis sul mercato italiano. In tutto in Italia si utilizzano 12-14 milioni di dosi per campagna antinfluenzale. Ma, secondo quanto si è appreso, il provvedimento di divieto di acquisto e utilizzo per il momento avrebbe riguardato solo le circa 500 mila dosi attualmente distribuite. Con lo stop alla distribuzione delle 2,3 milioni di dosi dell'azienda olandese Crucell al momento quindi potrebbero mancare per l'avvio della campagna, se i provvedimenti venissero confermati, oltre 8 milioni di dosi.
Fonte:Leggo
SESSO NEI CLUB SCAMBISTI, NEONATA LASCIATA A CASA: MAMMA E PAPÀ DENUNCIATI
Hanno frequentato per quattro anni club scambisti tra Ravenna, Imola e Bologna, poi la donna si è rivolta alla polizia dicendo di essere costretta dal compagno, sotto minaccia di togliere il mantenimento a lei e ai figli piccoli e di divulgare foto e filmini osè di loro due assieme. Davanti agli inquirenti era pure emerso che in almeno un'occasione i due avevano lasciato la bimba di un anno a casa, per frequentare i club. È così che entrambi si sono ritrovati denunciati per abbandono di minorenni.
L'uomo deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia e di mancato mantenimento. Protagonisti della vicenda approdata oggi davanti al Gup Rita Clerici di Forlì sono una 38enne ora residente nel Ravennate dove si era trasferita dopo i fatti e difesa dall'avv. Manuela Mengucci. E il compagno, un 48enne residente nella stessa casa del Cesenate dove i due abitavano e difeso dall'avv. Riccardo Luzi. I tre figli sono stati a suo tempo affidati ai servizi sociali. La più piccola, attraverso l'avv. Christian Biserni per conto dei servizi sociali, si costituirà parte civile. L'udienza, a causa della giornata di astensione degli avvocati, è stata rinviata a metà dicembre. Secondo quanto finora emerso dalle indagini coordinate dal Pm Alessandro Mancini, la donna all'inizio, seppur non troppo convinta, aveva accettato quei giochi con il compagno nei club emiliano-romagnoli. Poi erano arrivate le presunte costrizioni di lui. E quando lei non voleva, l'uomo sarebbe diventato manesco picchiandola e insultandola anche davanti ai figli. Una sera la signora era tornata prima dal club perchè la bimba piangeva, determinando così l'ira del compagno. È dall' episodio che era scattata la denuncia in Commissariato.
Fonte:Leggo
CECILIA, SCOMPARSA DA UNA SETTIMANA:"AVVISTATA A PORDENONE"
Cecilia Beretta, la studentessa universitaria di 25 anni di Abbiategrasso (Milano), scomparsa da una settimana, sarebbe stata notata a Pordenone. La ragazza, che frequenta la facoltà di Farmacia all'Università di Pavia, è stata vista per l'ultima volta martedì 16 ottobre, proprio a Pavia, ma un uomo avrebbe notato nelle scorse ore la sua presenza a Pordenone. Cecilia, secondo il racconto fornito, portava degli occhiali con una montatura grande e indossava pantaloni bianchi. È una segnalazione che ora è all'esame degli investigatori, così come quella di qualche giorno fa che segnalava la presenza della studentessa a Milano, nella zona di Famagosta. Cecilia Beretta, prima di sparire, ha lasciato una lettera indirizzata ai suoi familiari ai quali ha spiegato di essersene andata perchè voleva cambiare vita. La giovane ha anche aggiunto di essere partita in compagnia di un ragazzo che aveva conosciuto sul treno.
Fonte:Leggo
martedì 23 ottobre 2012
USA, TORNA IL KU KLUX KLAN: VENTENNE NERA DATA ALLE FIAMME. È GRAVE -VIDEO
Aggressione razzista a Winnsboro, in Louisiana, dove tre militanti del Ku Klux Klan hanno dato fuoco a Sharmeka Moffit, una ragazza nera di 20 anni, che si trova in gravissime condizioni, con oltre meta’ del corpo ustionato.
Fonte:Leggo
LECCO, MEDICO ARRESTATO: MOLESTIE SESSUALI ALLE PAZIENTI IN OSPEDALE
Molestie sessuali nei confronti di alcune sue pazienti. E' con questa accusa che un medico di 59 anni che esercita all'ospedale di Merate, centro della Brianza in provincia di Lecco, è stato arrestato dai carabinieri.
L'uomo questa mattina è stato preso in consegna dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile a Calco (Lecco), in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. La delicata indagine, coordinata dalla Procura di Lecco, impegnava i militari da alcuni mesi, sulla base delle denunce di molestie sessuali formulate da alcune pazienti e che sarebbero avvenute nel corso di visite specialistiche nel suo studio privato e in ospedale. Gli investigatori, che hanno reso noto di aver avuto piena collaborazione dai vertici ospedalieri, hanno anche effettuato perquisizioni nello studio privato e in quello all'ospedale del medico.
Fonte:Leggo
SESSO ONLINE CON DUE BIMBE DI 9 E 11 ANNI DAVANTI ALL'AMICHETTA. PRESO UN 52ENNE
Immagini pornografiche, anche di autoerotismo. Atti sessuali online nei quali sono rimaste coinvolte due sorelline napoletane di 9 e 11 anni. Arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli l'autore, un pedofilo di 52 anni della provincia di Trento. Avveniva tutto attraverso il sistema di messaggistica Msn. È lì, che l'uomo ha iniziato a inviare, lo scorso mese di giugno, «incessanti» richieste di amicizia, nonostante gli iniziali rifiuti delle piccole.
Secondo quanto è stato ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, sezione reati contro le 'fasce debolì, l'uomo che dissimulava la sua identità utilizzando diversi nickname non a lui direttamente riconducibili, prima ha creato un approccio simpatico e amichevole, poi con tono sempre più perentorio e insistente, è riuscito a coinvolgere le piccole vittime in attività erotiche e ad inviare proprie immagini d'inequivocabile contenuto sessuale.
È riuscito, così, a coinvolgere le due sorelline in atti sessuali online. In un'occasione, ad assistere a tutto questo, anche un'amichetta di 13 anni. È grazie alla denuncia dei genitori delle bimbe che le indagini sono scattate. La mamma e il papà, infatti, hanno trovato nel computer utilizzato dalle figlie una conversazione telematica con un uomo in video chat dal palese contenuto sessuale che comprendeva immagini pornografiche. I carabinieri, grazie al supporto del Reparto tecnologie informatiche del Racis, sono riusciti a identificare l'uomo.
Nel corso delle indagini è emerso che l'autore del reato «dominato da una personalità caratterizzata dalla mancanza di adeguati freni inibitori e dalla compulsiva ricerca di appagamento sessuale, è intestatario di diverse utenze mobili e in contatto con numerose minorenni, sia in Italia che in altri paesi europei, coinvolte in attività sessuali».
Fonte:Leggo
lunedì 22 ottobre 2012
LA PROTESTA CHOC DI 50 MALATI DI SLA:SCIOPERO DELLA FAME PER L'ASSISTENZA
Un atto estremo per chiedere assistenza: è la protesta choc di 50 disabili gravi, malati di Sla, distrofia muscolare e sclerosi multipla, che rinunciano ad alimentarsi per denunciare la scarsa attenzione del governo verso la loro condizione di malati gravi. Lo sciopero della fame è stato indetto dal Comitato 16 Novembre onlus. Le persone affette da patologie neurodegenerative progressive, bisognose di assistenza 24 ore su 24, denunciano: «Il governo ha destinato parte dei 658 milioni della legge sulla Spending Review alla non autosufficienza, ma ancora non c'è un piano per la destinazione delle risorse», spiega Mariangela Lamanna, presidente del Comitato 16 novembre onlus.
«Lo sciopero della fame consiste in una progressiva riduzione degli alimenti. Si tratta - spiega Lamanna - di malati gravissimi, quasi tutti tracheotomizzati e allettati, tutti bisognosi di assistenza continua e vigile h24. Un'assistenza costosissima, in quanto ogni malato è attaccato a dei macchinari, ad esempio respiratori, che devono essere disponili in misura doppia, perchè se uno si ferma l'altro deve essere subito pronto». Il comitato 16 ottobre ha più volte sollecitato un piano per la assistenza ai non autosufficienti, le cui competenze sono divise tra i Ministeri dell'economia, del lavoro e della salute. « Abbiamo chiesto un incontro con tutti e tre i ministri, Fornero, Grilli e Balduzzi - spiega Lamanna -proprio per dire basta al palleggiamento delle responsabilità e delle competenze. I malati e le famiglie non possono più aspettare, l'assistenza ha dei costi altissimi». Il comitato 16 novembre ha presentato il progetto 'Restare a Casà che consiste nell'assistere al proprio domicilio i malati di questa patologie facendoli rimanere nel loro ambiente familiare ma dotandoli di tutti gli strumenti e i macchinari necessari alla sopravvivenza. Per far questo è stato richiesto da parte dello Stato un contributo di 20mila euro l'anno ad ogni famiglia dove risiede un malato grave. L'elenco dei malati che partecipano allo sciopero della fame è consultabile sul gruppo facebook Comitato 16 Novembre
Fonte:Leggo
ILVA, ESALAZIONI KILLER: MORTALITÀ ALL'11%.ALLARME DONNE: "TUMORI RADDOPPIATI"
Situazione ancora molto critica a Taranto per le esalazioni dell'Ilva . Peggiorano da +10% a più 11% nell'aggiornamento 2009 del Progetto Sentieri dell'ISS sui siti inquinati i dati della mortalità a Taranto: lo rende noto il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti.
MORTALITÀ A TARANTO Secondo i dati ufficiali del ministero si registra a Taranto +14% di mortalità per gli uomini per tutte le cause; e +8% di mortalità per le donne per tutte le cause.
TUMORI +24%, 100% NELLE DONNE Dai dati aggiornati al 2009 forniti dal ministro della Salute, Renato Balduzzi alle associazioni ambientalisti emerge per le donne a Taranto un aumento di tumori dal 24% al 100%. Lo rende noto il presidente di Pacelink, Alessandro Marescotti che partecipa all'incontro. In particolare, - secondo i dati contenuti nel progetto Sentieri aggiornato al 2003-2009 e riferiti al sito di Taranto con Statte - si registra un incremento dei tumori al fegato (+75%), linfoma non Hodgkin (+43%), corpo utero superiore (+80%), polmoni (+48%), tumori allo stomaco (+100%), tumore alla mammella (+24%). Si registra complessivamente un aumento di tutti i tumori del 30% mentre per i bambini si registrano incrementi significativi di contrazione malattie per tutte le cause nel primo anno di vita.
BALDUZZI: «A TARANTO UN PIANO MIRATO» «La situazione a Taranto è indubbiamente complessa. Credo sia necessario uno sforzo, anche da parte della sanità' pubblica per un monitoraggio sanitario costante e un piano di prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate». Lo ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi, oggi a Taranto.
«AZIENDA RESPONSABILE» «Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati l al benzopirene». Cos' è scritto nel Rapporto Sentieri presentato oggi a Taranto dal ministro Balduzzi.
ASSESSORE PUGLIA: «DATI ALLARMANTI» «I dati su Taranto sono allarmanti e ricalcano quelli già circolati: bisogna partire da questo dato di fatto per intervenire». Lo ha detto poco fa l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Ettore Attolini, dopo l'incontro a Taranto con il ministro Renato Balduzzi.
Fonte:Leggo
"NON HAI PULITO BENE" AGGREDISCE LA MOGLIE POI MASSACRA LA FIGLIA
I carabinieri della Compagnia di Verona hanno arrestato un 57enne originario della provincia di Avellino, accusato di aver picchiato la figlia e di averle procurato fratture alla mascella e al naso. L'uomo, che ora si trova in carcere, in quanto ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, si è scagliato dapprima contro la moglie ritenuta colpevole di non aver sbrigato le faccende domestiche a regola d'arte e poi, quando la figlia ha provato a difendere la madre, ha colpito la ragazza diciottenne, procurandole le fratture giudicate guaribili in 30 giorni.
Fonte:Leggo
sabato 20 ottobre 2012
Sesso e disabilità, un tabù al quadrato - testimonianza
“Vivo la mia sessualità come qualunque donna che sta bene con se stessa e ne parlo anche in modo serio per sfatare i tabù sulla sessualità e disabilità. Ne potrei parlare senza problemi anche nei convegni. Forse mi aiuta anche la mia corrente filosofica che vede il sesso in modo molto positivo e naturale, non come la religione cattolica, o come altre correnti spirituali, che lo vedono in modo negativo e peccaminoso”.
Sono affermazioni che Valeria Sirigu, ventottenne affetta da schizoencefalia, ha rilasciato al periodico della Uildm. Valeria si dichiara “atea, umanista e razionalista”, e definisce “il sesso un bisogno primario e naturale del mondo”, da praticare liberamente. Ma è conscia che alcune persone la credono asessuata in quanto disabile, e non nasconde i problemi che la sua situazione comporta: trovare un compagno, certamente, ma anche solo avvisare un’assistente o la madre che sta uscendo con un uomo.
È raro trovare affermazioni simili, in Italia. Che i grandi e piccoli mezzi di informazione non ne parlino è tutto sommato normale, tanto sono condizionati dalle paturnie della Chiesa cattolica. Che accada anche su testate che si vogliono laiche e progressiste suscita tuttavia più sorpresa: è un tabù anche per loro?
Ne scriviamo allora noi, cercando di lanciare un sasso nello stagno. Le persone disabili incontrano molte più difficoltà a trovare un partner. Ed è talmente un’evidenza che, altrove, si cerca di risolvere questo problema.
Già la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità afferma che gli stati sottoscrittori dovranno “fornire alle persone con disabilità la stessa gamma, qualità e standard di servizi e programmi sanitari, gratuiti o a costi sostenibili, forniti alle altre persone, compresi i servizi sanitari nell’area sessuale e riproduttiva”: non è molto, ma si riconosce che il problema esiste. Spetta agli stati andare oltre.
E molti l’hanno fatto. Nei Paesi Bassi l’assistenza sessuale è un servizio completamente garantito dal servizio sanitario nazionale. E la notoria tolleranza olandese ha fatto sì che alcuni comuni inglesi, avvalendosi di un apposito fondo governativo, abbiano inviato ad Amsterdam alcuni disabili al fine di permettere loro di avere rapporti sessuali. Ma anche altri paesi – non solo quelli scandinavi, ma anche la Germania, e persino la “cattolicissima” Spagna – si sono dati regolamentazioni e consentono ai portatori di handicap di avere esperienze sessuali in modo sicuro, quale servizio mutuato o dietro il corrispettivo di un prezzo calmierato. In Svizzera o due associazioni, Sexualité et Handicaps Pluriels e Fachstelle Behinderung & Sexualität, formano assistenti sessuali. Sono attivi anche nel Canton Ticino. E ricevono richieste anche dall’Italia.
Già, l’Italia. Uno dei paesi europei che meno spende per i disabili. Il nostro Stato, quando spende, lo fa “sussidiando” clericalmente i loro viaggi a Lourdes. Invece di finanziare chi per i disabili organizza pellegrinaggi, perché non li interpella direttamente offrendo loro anche la scelta dell’assistenza sessuale?
Se lo Stato finanzia i “viaggi della speranza” cattolici, è purtroppo il responsabile diretto anche di tanti altri “viaggi della speranza”, quelli verso mete più civili, quelle che non solo mettono a disposizione assistenti sessuali, ma consentono anche un ricorso “normale” alla fecondazione artificiale, un divorzio in tempi ragionevoli, un aborto terapeutico in cliniche non condizionate dalla dottrina della Chiesa cattolica. Quella stessa Chiesa un cui rappresentante, il vescovo di Viterbo Lorenzo Chiarinelli, rifiutò il matrimonio religioso a un paraplegico, in quanto “incapace di procreare”.
Dimenticando, o forse fingendo di dimenticare, che se i paraplegici non possono procreare in maniera naturale possono sempre farlo attraverso le tecniche di procreazione: proprio quelle tecniche che la sua Chiesa, tanto favorevole (a parole) alla “vita”, vuol vietare ovunque. Una Chiesa che si riempie la bocca con tante belle parole e fa, lo riconosciamo, anche tante belle cose (spesso assai noiose) per i disabili, ma i cui vertici hanno deciso di non sottoscrivere la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
Siamo ormai abituati in Italia, ad affrontare problemi serissimi in modo poco serio. L’unica iniziativa di cui siamo a conoscenza che abbia offerto una possibilità di soddisfacimento dei desideri sessuali dei disabili è stata lanciata da Federsex, l’associazione che “raccoglie e tutela i club privée”. Probabilmente perché vi avrà intravisto un business. E pensare che, sin dal 1978, esiste una pubblicazione accademica internazionale dal nome eloquente: Sexuality & Disability.
Il profumo di provincialismo si avverte sempre più forte, dalle nostre parti, quando in gioco sono i diritti dei più deboli. Ci auguriamo che questo nostro intervento serva ad avviare anche in Italia un dibattito su una questione che riguarda, ormai, oltre tre milioni di persone. Di cittadini. Perché godano anch’essi di quei diritti che mezza Europa già riconosce.
Fonte:UAAR
“Vivo la mia sessualità come qualunque donna che sta bene con se stessa e ne parlo anche in modo serio per sfatare i tabù sulla sessualità e disabilità. Ne potrei parlare senza problemi anche nei convegni. Forse mi aiuta anche la mia corrente filosofica che vede il sesso in modo molto positivo e naturale, non come la religione cattolica, o come altre correnti spirituali, che lo vedono in modo negativo e peccaminoso”.
Sono affermazioni che Valeria Sirigu, ventottenne affetta da schizoencefalia, ha rilasciato al periodico della Uildm. Valeria si dichiara “atea, umanista e razionalista”, e definisce “il sesso un bisogno primario e naturale del mondo”, da praticare liberamente. Ma è conscia che alcune persone la credono asessuata in quanto disabile, e non nasconde i problemi che la sua situazione comporta: trovare un compagno, certamente, ma anche solo avvisare un’assistente o la madre che sta uscendo con un uomo.
È raro trovare affermazioni simili, in Italia. Che i grandi e piccoli mezzi di informazione non ne parlino è tutto sommato normale, tanto sono condizionati dalle paturnie della Chiesa cattolica. Che accada anche su testate che si vogliono laiche e progressiste suscita tuttavia più sorpresa: è un tabù anche per loro?
Ne scriviamo allora noi, cercando di lanciare un sasso nello stagno. Le persone disabili incontrano molte più difficoltà a trovare un partner. Ed è talmente un’evidenza che, altrove, si cerca di risolvere questo problema.
Già la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità afferma che gli stati sottoscrittori dovranno “fornire alle persone con disabilità la stessa gamma, qualità e standard di servizi e programmi sanitari, gratuiti o a costi sostenibili, forniti alle altre persone, compresi i servizi sanitari nell’area sessuale e riproduttiva”: non è molto, ma si riconosce che il problema esiste. Spetta agli stati andare oltre.
E molti l’hanno fatto. Nei Paesi Bassi l’assistenza sessuale è un servizio completamente garantito dal servizio sanitario nazionale. E la notoria tolleranza olandese ha fatto sì che alcuni comuni inglesi, avvalendosi di un apposito fondo governativo, abbiano inviato ad Amsterdam alcuni disabili al fine di permettere loro di avere rapporti sessuali. Ma anche altri paesi – non solo quelli scandinavi, ma anche la Germania, e persino la “cattolicissima” Spagna – si sono dati regolamentazioni e consentono ai portatori di handicap di avere esperienze sessuali in modo sicuro, quale servizio mutuato o dietro il corrispettivo di un prezzo calmierato. In Svizzera o due associazioni, Sexualité et Handicaps Pluriels e Fachstelle Behinderung & Sexualität, formano assistenti sessuali. Sono attivi anche nel Canton Ticino. E ricevono richieste anche dall’Italia.
Già, l’Italia. Uno dei paesi europei che meno spende per i disabili. Il nostro Stato, quando spende, lo fa “sussidiando” clericalmente i loro viaggi a Lourdes. Invece di finanziare chi per i disabili organizza pellegrinaggi, perché non li interpella direttamente offrendo loro anche la scelta dell’assistenza sessuale?
Se lo Stato finanzia i “viaggi della speranza” cattolici, è purtroppo il responsabile diretto anche di tanti altri “viaggi della speranza”, quelli verso mete più civili, quelle che non solo mettono a disposizione assistenti sessuali, ma consentono anche un ricorso “normale” alla fecondazione artificiale, un divorzio in tempi ragionevoli, un aborto terapeutico in cliniche non condizionate dalla dottrina della Chiesa cattolica. Quella stessa Chiesa un cui rappresentante, il vescovo di Viterbo Lorenzo Chiarinelli, rifiutò il matrimonio religioso a un paraplegico, in quanto “incapace di procreare”.
Dimenticando, o forse fingendo di dimenticare, che se i paraplegici non possono procreare in maniera naturale possono sempre farlo attraverso le tecniche di procreazione: proprio quelle tecniche che la sua Chiesa, tanto favorevole (a parole) alla “vita”, vuol vietare ovunque. Una Chiesa che si riempie la bocca con tante belle parole e fa, lo riconosciamo, anche tante belle cose (spesso assai noiose) per i disabili, ma i cui vertici hanno deciso di non sottoscrivere la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
Siamo ormai abituati in Italia, ad affrontare problemi serissimi in modo poco serio. L’unica iniziativa di cui siamo a conoscenza che abbia offerto una possibilità di soddisfacimento dei desideri sessuali dei disabili è stata lanciata da Federsex, l’associazione che “raccoglie e tutela i club privée”. Probabilmente perché vi avrà intravisto un business. E pensare che, sin dal 1978, esiste una pubblicazione accademica internazionale dal nome eloquente: Sexuality & Disability.
Il profumo di provincialismo si avverte sempre più forte, dalle nostre parti, quando in gioco sono i diritti dei più deboli. Ci auguriamo che questo nostro intervento serva ad avviare anche in Italia un dibattito su una questione che riguarda, ormai, oltre tre milioni di persone. Di cittadini. Perché godano anch’essi di quei diritti che mezza Europa già riconosce.
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