Milano, Vicenza, Viterbo, Roma e Napoli. Quindi nord, centro e sud Italia: le proteste contro Equitalia si estendono a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale. Con modalità e tempistiche che evidenziano un’escalation di violenza che solo la settimana scorsa ha portato al sequestro di 12 persone nella sede dell’agenzia a Romano di Lombardia. Quella di oggi, però, è una giornata ancor più tesa su questo fronte. A Melegnano, nel Milanese, due dipendenti dell’ente sono stati feriti durante un’aggressione; a Napoli la sede cittadina è stata assediata da manifestanti e ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, venerdì prossimo è già in programma un’altra iniziativa; nel vicentino sono comparse scritte minatorie sui muri dell’edificio cittadini dell’agenzia; a Viterbo è intervenuta la polizia per arrestare un uomo che minacciava di uccidere alcuni impiegati di Equitalia. Un bollettino da guerra. Nella capitale, invece, è stato inviato un pacco bomba alla direzione generale dell’agenzia di riscossione. A Schio sui muri della sede cittadina sono apparse scritte minatorie come “Infami” o “Io uccido”. Giovedì 17 maggio, alle ore 9, il premier Mario Monti parteciperà a un incontro con la dirigenza dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Che si difende con un lungo comunicato: “E’ inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica. Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte. La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie, come quella odierna organizzata contro gli sportelli di Napoli, in minacce, come l’ennesimo pacco bomba intercettato nella sede della capogruppo a Roma, e in aggressioni fisiche a dipendenti impegnati nel proprio lavoro, come accaduto stamane a Melegnano. Nel sottolineare la propria preoccupazione per questi episodi – conclude il testo del comunicato – Equitalia esprime massima solidarietà a tutto il personale e auspica che tutti, istituzioni, media, società civile e mondo imprenditoriale, si impegnino per ripristinare quel clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tali tensioni”. ROMA - Un pacco bomba è stato inviato alla direzione generale di Equitalia in via Grezzar a Roma. Secondo quanto si apprende il pacco conteneva poca polvere pirica ed era senza innesco. Sul posto sono intervenuti la Guardia di finanza e gli artificieri della polizia. Indaga la Digos. MILANO - Un imprenditore edile, Giuseppe Neletti, 50enne originario di Gela, presente nello studio, ha malmenato due ispettori arrivati per una verifica fiscale. L’aggressore avrebbe un debito di 250mila euro con l’agenzia entrate. Alcuni testimoni presenti fuori dallo studio del commercialista hanno raccontato che il litigio è proseguito fuori dallo studio. L’imprenditore ha urlato: “Mi avete dissanguato, mi avete rovinato”. NAPOLI - Circa 200 manifestanti, riuniti sotto la sigla Realtà (espressione dell’ala antagonista cittadina), sono scese in piazza per manifestare davanti alla sede di Equitalia, in corso Meridionale ed è stata subito tensione. Il presidio è stato organizzato dopo i sette suicidi registrati in Campania a causa della crisi. Le serrande degli uffici dell’agenzia sono state abbassate, la polizia ha protetto l’edificio e dopo diversi lanci di pietre e alcuni incendi di cassonetti sono partite le cariche di alleggerimento della celere, accompagnate dall’uso di lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno provato a sfondare i cordoni delle forze dell’ordine per irrompere negli uffici di riscossione, ma sono stati respinti. Si sono sentite anche due esplosioni, forse petardi o bombe carta. Un agente è rimasto ferito ad una caviglia a seguito del lancio di una pietra e c’è stato un contuso anche fra i manifestanti: si tratta di un un giovane colpito alla testa da una manganellata. Nella zona adiacente alla sede di Equitalia, inoltre, presenti diversi blocchi stradali. Verso le 11 la polizia ha riaperto al traffic rimuovendo i contenitori della nettezza urbana messi di traverso in strada dai manifestanti, controllati dall’alto da un elicottero della polizia che ne sta monitorando gli spostamenti. Secondo i manifestanti, gli incidenti sarebbero scoppiati per il rifiuto dei responsabili di Equitalia di chiudere oggi gli uffici in segno di lutto per gli ultimi suicidi avvenuti nel napoletano in seguito alla consegna di cartelle della società di riscossione. Contro la facciata dell’edificio è stata lanciata vernice rossa. Le forze dell’ordine hanno identificato e denunciato sette persone. Sono accusati di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma le indagini proseguono per cercare di identificare altri partecipanti agli scontri.
venerdì 11 maggio 2012
Da nord a sud esplode la violenza contro Equitalia. L’ente si difende: “Inaccettabile” VIDEO
Milano, Vicenza, Viterbo, Roma e Napoli. Quindi nord, centro e sud Italia: le proteste contro Equitalia si estendono a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale. Con modalità e tempistiche che evidenziano un’escalation di violenza che solo la settimana scorsa ha portato al sequestro di 12 persone nella sede dell’agenzia a Romano di Lombardia. Quella di oggi, però, è una giornata ancor più tesa su questo fronte. A Melegnano, nel Milanese, due dipendenti dell’ente sono stati feriti durante un’aggressione; a Napoli la sede cittadina è stata assediata da manifestanti e ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, venerdì prossimo è già in programma un’altra iniziativa; nel vicentino sono comparse scritte minatorie sui muri dell’edificio cittadini dell’agenzia; a Viterbo è intervenuta la polizia per arrestare un uomo che minacciava di uccidere alcuni impiegati di Equitalia. Un bollettino da guerra. Nella capitale, invece, è stato inviato un pacco bomba alla direzione generale dell’agenzia di riscossione. A Schio sui muri della sede cittadina sono apparse scritte minatorie come “Infami” o “Io uccido”. Giovedì 17 maggio, alle ore 9, il premier Mario Monti parteciperà a un incontro con la dirigenza dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Che si difende con un lungo comunicato: “E’ inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica. Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte. La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie, come quella odierna organizzata contro gli sportelli di Napoli, in minacce, come l’ennesimo pacco bomba intercettato nella sede della capogruppo a Roma, e in aggressioni fisiche a dipendenti impegnati nel proprio lavoro, come accaduto stamane a Melegnano. Nel sottolineare la propria preoccupazione per questi episodi – conclude il testo del comunicato – Equitalia esprime massima solidarietà a tutto il personale e auspica che tutti, istituzioni, media, società civile e mondo imprenditoriale, si impegnino per ripristinare quel clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tali tensioni”. ROMA - Un pacco bomba è stato inviato alla direzione generale di Equitalia in via Grezzar a Roma. Secondo quanto si apprende il pacco conteneva poca polvere pirica ed era senza innesco. Sul posto sono intervenuti la Guardia di finanza e gli artificieri della polizia. Indaga la Digos. MILANO - Un imprenditore edile, Giuseppe Neletti, 50enne originario di Gela, presente nello studio, ha malmenato due ispettori arrivati per una verifica fiscale. L’aggressore avrebbe un debito di 250mila euro con l’agenzia entrate. Alcuni testimoni presenti fuori dallo studio del commercialista hanno raccontato che il litigio è proseguito fuori dallo studio. L’imprenditore ha urlato: “Mi avete dissanguato, mi avete rovinato”. NAPOLI - Circa 200 manifestanti, riuniti sotto la sigla Realtà (espressione dell’ala antagonista cittadina), sono scese in piazza per manifestare davanti alla sede di Equitalia, in corso Meridionale ed è stata subito tensione. Il presidio è stato organizzato dopo i sette suicidi registrati in Campania a causa della crisi. Le serrande degli uffici dell’agenzia sono state abbassate, la polizia ha protetto l’edificio e dopo diversi lanci di pietre e alcuni incendi di cassonetti sono partite le cariche di alleggerimento della celere, accompagnate dall’uso di lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno provato a sfondare i cordoni delle forze dell’ordine per irrompere negli uffici di riscossione, ma sono stati respinti. Si sono sentite anche due esplosioni, forse petardi o bombe carta. Un agente è rimasto ferito ad una caviglia a seguito del lancio di una pietra e c’è stato un contuso anche fra i manifestanti: si tratta di un un giovane colpito alla testa da una manganellata. Nella zona adiacente alla sede di Equitalia, inoltre, presenti diversi blocchi stradali. Verso le 11 la polizia ha riaperto al traffic rimuovendo i contenitori della nettezza urbana messi di traverso in strada dai manifestanti, controllati dall’alto da un elicottero della polizia che ne sta monitorando gli spostamenti. Secondo i manifestanti, gli incidenti sarebbero scoppiati per il rifiuto dei responsabili di Equitalia di chiudere oggi gli uffici in segno di lutto per gli ultimi suicidi avvenuti nel napoletano in seguito alla consegna di cartelle della società di riscossione. Contro la facciata dell’edificio è stata lanciata vernice rossa. Le forze dell’ordine hanno identificato e denunciato sette persone. Sono accusati di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma le indagini proseguono per cercare di identificare altri partecipanti agli scontri.
ROBERTA RAGUSA, SPUNTA UN DIARIO."SONO CADUTA DALLE SCALE, TRAGEDIA"
Un nuovo particolare va ad infittire il caso, già complicato, di Roberta Ragusa, la 45enne scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio scorsi dalla sua abitazione di Gello, frazione di San Giuliano Terme (Pisa). È stato infatti trovato il diario personale della donna, ora al vaglio degli investigatori.
Secondo quanto trapela tra le pagine esaminate ci sarebbe una annotazione che conferma quanto dichiarato agli inquirenti dal marito, e relativa al ferimento della donna qualche giorno prima della sua scomparsa. «Sono caduta dalle scale della soffitta. Tragedia», annota la Ragusa il 10 gennaio.
La 45enne ha riportato delle contusioni al braccio e alla testa, a seguito della caduta dalle scale della soffitta della sua abitazione. Proseguono intanto le indagini, che al momento vedono come unico indagato, con l'ipotesi di reato di omicidio volontario, il marito Antonio Logli.
A suo carico però non sono emersi finora riscontri significativi. Intorno a metà del mese, quindi tra qualche giorno dovrebbero essere pronti i risultati degli esami del dna sulle tracce ritrovate sui sedili dell'auto di un uomo di Pontedera, che ha affermato di aver dato un passaggio alla Ragusa dall'autogrill della superstrada Firenze-Pisa-Livorno fino alla stazione ferroviaria di Pontedera.
Fonte: http://www.leggo.it/news/cronaca/roberta_ragusa_spunta_un_diari%20_sono_caduta_dalle_scale_tragedia/notizie/179249.shtml
Scontri a Napoli davanti a sede di Equitalia. Busta sospetta recapitata a Roma
Violenti scontri questa mattina davanti alla sede di Equitalia al corso Meridionale a Napoli nel corso di una manifestazione, non autorizzata, contro l'agenzia di riscossione.
Circa 600 le persone che hanno partecipato alla protesta, si tratta di esponenti di tutta l'area antagonista tra cui i precari Bros del coordinamento di lotta per il lavoro e i collettivi studenteschi. Prima i dimostranti hanno messo in atto un blocco stradale poi hanno iniziato a lanciare uova, vernice, bottiglie e sampietrini sia contro l'edificio di Equitalia che contro i poliziotti in assetto anti guerriglia. Gli agenti hanno dovuto compiere un paio di cariche per tenere a distanza i manifestanti che hanno utilizzato anche i cassonetti della spazzatura come ariete per sfondare il cordone della polizia sistemata a protezione di Equitalia. Nel corso dei disordini 10 agenti sono rimasti feriti e sono finiti all'ospedale.
Dopo gli incidenti l'agenzia è stata chiusa, ed è protetta da quattro blindati della polizia. Corso Meridionale è stato riaperto al traffico dopo la rimozione dei contenitori della Nettezza urbana, ma la tensione resta alta in buona parte del quartiere Arenaccia. Un elicottero del sesto Reparto volo si è alzato in cielo per controllare i dimostranti dall'alto che, dopo essere stati dispersi dalla polizia, si sono spostati a gruppi in alcune strade vicine. Grazie alle foto e alle riprese eseguite con telecamere digitali la polizia potrà identificare numerosi manifestanti.
Intanto, una busta sospetta è stata recapitata alla sede di Equitalia di Roma, in via Giuseppe Grezar. La polizia sta esaminando il plico. Da una prima analisi all'interno ci sarebbe polvere ma nessun innesco.
Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Scontri-a-Napoli-davanti-a-sede-di-Equitalia-Busta-sospetta-recapitata-a-Roma_313292258364.html
Pompei - Suicidio imprenditore, il Vescovo Liberati: "ha cercato conforto nella Vergine"
Sgomento e rabbia. Queste le emozioni che hanno provato in tanti nell'apprendere la notizia della morte di Arcangelo Arpino, imprenditore di Vico Equense. L'uomo, padre di tre figli, si è tolto la vita alle tre del pomeriggio, a Pompei, nel parcheggio del santuario. Con una pistola calibro 7.65, regolarmente detenuta, ha deciso di porre fine alle tribolazioni legate alla sua attività. Infatti, il 63enne avrebbe ricevuto delle cartelle esattoriali da Equitalia. Alle difficoltà economiche non ha trovato altra via risolutiva, se non il suicidio, lucido e calcolato, accompagnato da una lettera di scuse ai familiari.
"Appena appreso della scomparsa dell'imprenditore Arcangelo Arpino - ha detto Mons. Carlo Liberati, vescovo di Pompei - mi sono recato sul posto e poi presso la Stazione dei Carabinieri di Pompei, dove ho incontrato i suoi familiari affranti dal dolore. Ho manifestato loro la mia solidarietà e vicinanza, provando a confortarli. Alla moglie e ai figli ho detto che avrei celebrato una santa Messa in suffragio del defunto (celebrata alle ore 19.00, N.d.R.). Sicuramente Arcangelo, recandosi a Pompei dalla vicina Vico Equense, dove abitava, ha cercato conforto nella Vergine di Pompei. La morte di Arcangelo è un evento tragico
che deve farci riflettere profondamente su quanto, in questo momento così difficile e drammatico per il nostro Paese, dobbiamo essere tutti solidali e, soprattutto, affidarci alla Divina Provvidenza senza lasciarci prendere dallo sconforto. La vita è dono di Dio, un dono prezioso. Invito tutti ad avere più fiducia in noi stessi e, soprattutto, in Gesù che ha avuto per noi il gesto più profondo di amore: quello di donare la propria vita per realizzare la nostra salvezza. La gente si sente abbandonata. Anche io, durante la Supplica di martedì 8 maggio, ho detto di sentirmi abbandonato dalle istituzioni. Anche Gesù sulla croce si è lamentato: sono vicino e solidale ai familiari di quest'uomo. Comprendo il loro profondo dolore".
"Credo che questa morte sia sangue che macchia azioni di governo esasperanti e non sufficienti - dice Flora Beneduce -. È ora che si rifletta su quanto sta accadendo, sul sacrificio economico e umano che si esige dai cittadini. Questi suicidi dovrebbero aiutarci a scegliere strade che non si limitino ad un aumento spasmodico delle tasse, ma che, invece, diano seconde chance per crescere e guardare al futuro. Abbraccio i familiari e porto nel cuore l'immenso dolore di una vita che sceglie di spegnersi".
Fonte: http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=31232
Fonte: http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=31232
giovedì 10 maggio 2012
Roma: AIPD, spariscono le agevolazioni per i disabili sui bus. Violato diritto all’autonomia
“Niente più autobus a tariffe agevolate per i disabili a Roma. A partire da questo mese, entra in vigore nella totale indifferenza la Deliberazione Comunale n. 53 del 29 febbraio 2012 che stabilisce il passaggio tariffario dagli attuali 4 euro mensili a 250 euro l’anno per la tessera Atac-Trambus. Una grave discriminazione per i portatori di handicap rispetto al diritto all’autonomia e al movimento”.
E’ la denuncia dell’Associazione Italiana Persone Down- sezione di Roma che in un comunicato afferma: “Le persone con sindrome di Down ed in particolare le persone maggiorenni, la cui invalidità riconosciuta è del 100 per cento, utilizzano infatti i mezzi pubblici, non essendo in condizione di conseguire una licenza di guida, e non godono di agevolazioni per i taxi. Hanno necessità di muoversi per godere delle pur scarse opportunità di occupazione e lavoro loro offerte, nonché delle attività di tempo libero e di relazioni sociali, oltre che per la frequentazione integrata della scuola e per gli spostamenti verso le sedi semiresidenziali organizzate in città”.
“In questi anni l’AIPD di Roma si è molto impegnata a supportare, grazie anche a convenzioni comunali, l’educazione all’autonomia, in larga parte sviluppata intorno all’uso autonomo dei mezzi pubblici. Un impegno – continua la nota – vanificato dal recente provvedimento comunale, che colpisce indiscriminatamente le Persone con sindrome di Down e i familiari, prevedendo agevolazioni solo per situazioni economiche tra i 10 mila a 20 mila euro di reddito ISEE, e uno sconto di soli 25 euro nel caso di nuclei con quoziente familiare. I familiari del resto non godono del contrassegno per il parcheggio per disabili, non essendo contemplata questa tipologia nell’elenco delle invalidità riconosciute”.
“E’ ulteriormente vergognoso che al disabile e/o al familiare venga chiesto di portare di persona, entro 11 giorni, la documentazione necessaria per godere delle (misere) agevolazioni, quando gli stessi uffici municipali già sono in possesso, per altri servizi, dei medesimi atti.
Questo trattamento non è degno di un Paese civile. Chiediamo con forza di rivedere rapidamente le agevolazioni tariffarie e i tempi e modalità di registrazione, anche alla luce dei recenti decreti governativi in fatto di semplificazione amministrativa. Non si possono risolvere i problemi di bilancio battendo cassa fra i più deboli, e sfruttando l’irrinunciabile esigenza di mobilità delle Persone con sindrome di Down”, conclude l’associazione.
Solo dieci domande semplici, semplici, caro Monti
Egregio presidente del Consiglio, più passa il tempo e più crescono i miei dubbi, che solo alcune risposte chiare e nette potrebbero fugare. Facciamo finta che sia un'intervista, tanto so già che non riceverò una risposta immediata, mi basterebbe, in fin dei conti, vedere che i fatti riescono a mettere in fuga le paure. E dunque, ecco le domande…
1. Come pensa che le famiglie delle persone con disabilità possano affrontare un eventuale ulteriore carico di spesa, in caso di riduzione delle agevolazioni sinora previste? Con quali risorse economiche?
2. Come mai ritiene sensato che ci sia un leggero beneficio nel pagamento dell'IMU [Imposta Municipale Unica, N.d.R.] solo per quelle famiglie in cui vivono persone non autosufficienti, ma più giovani di 26 anni? Lei ritiene che al compimento del ventiseiesimo anno, improvvisamente, la disabilità sparisca?
3. Perché nella riforma del lavoro non ha pensato di inserire in modo ragionato e nuovo l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità? Per caso pensa che sia tutto a posto? Ha una vaga idea di quante siano le persone disabili senza lavoro?
4. Non crede che sia il caso di interrompere il piano straordinario di controlli dell'INPS sulle certificazioni di invalidità che, dati alla mano, si è rivelato un clamoroso fiasco, con notevole spesa pubblica e percentuali altissime di ricorsi (vinti dalle persone disabili)?
5. Come pensa di controllare per davvero l'efficacia in Italia della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità? Con un Osservatorio senza poteri e che non si sa neppure quando e se viene convocato? A proposito: lei l'ha mai letta?
6. Come ritiene di valorizzare il percorso di istruzione delle persone con disabilità, premessa minima per costruire dei Cittadini alla pari, se nel frattempo la scuola riduce tempi e numeri del sostegno, e aumenta invece il numero degli alunni per classe, mentre diminuiscono i fondi per garantire i servizi di appoggio? Oppure anche lei ritiene che il modello italiano di integrazione scolastica sia superato, e si debba tornare alle "scuole speciali", magari camuffate dalle tecnologie?
7. Le faccio un piccolo test: lei, caro premier, ha una vaga idea di che cosa si intenda per "Vita Indipendente"? Domanda di riserva: le dice niente la Legge 162/98? E se le dico le sigle LEA o LIVEAS [rispettivamente Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria e Livelli Essenziali di Assistenza Sociale, N.d.R.], si accende qualche lampadina? Le lascio qualche giorno per consultarsi con i "tecnici".
8. Visto che sui numeri lei indubbiamente è forte, mi spiega in che modo i Comuni dovrebbero far fronte alle spese per i servizi destinati alle persone con disabilità, se nel frattempo i fondi stanziati dallo Stato, attraverso le Regioni, sono stati tagliati dell'85 per cento?
9. Non crede che l'ansia e l'angoscia di tante famiglie, che addirittura decidono di scendere in piazza, e di manifestare pubblicamente, siano un motivo sufficiente per ripensare, seriamente, alle misure di welfare che il suo Governo, peraltro sulla scia del precedente, sta prendendo? Che cosa dovrebbe succedere di peggio?
10. Sinceramente non l'ho mai sentita neppure lontanamente accennare al tema della disabilità e dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità in Italia. Capisco che non è un tema nelle sue corde, ma mi piacerebbe sapere che idea se n'è fatta, di questo mondo. Crede che i disabili italiani siano un peso, un fardello costoso, oppure una risorsa da valorizzare, un mondo da esplorare?
Caro Monti, non voglio metterla in difficoltà. Però ci pensi: sono domande semplici, persino banali per chi vive sulla propria pelle questi problemi. Stiamo parlando di tre milioni di italiani, più le famiglie. Come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi. Grazie per l'attenzione. Buon lavoro…
AREZZO, MOLESTIE A QUATTRO RAGAZZINE DI 13 E 14 ANNI: A PROCESSO UN ANZIANO
È accusato di aver molestato quattro ragazzine in età compresa tra i 13 e i 14 anni. Per questo motivo un 70enne aretino è finito sotto processo con l'accusa di violenza sessuale, ma l'udienza, in programma questa mattina davanti al gup del Tribunale di Arezzo è stata rinviata per un difetto di notifica. L'uomo, collaboratore di un circolo ricreativo di Arezzo, secondo quanto riferito da una 14enne alla madre, l'avrebbe palpeggiata nei pressi del locale. Dopo la denuncia le indagini delle forze dell'ordine avrebbero messo insieme elementi a carico dell'indagato anche per quanto riguarda altre tre coetanee della 14enne. Gli episodi si sarebbero verificati in un arco temporale che va dal gennaio all'ottobre del 2011. Il gip Giampiero Borraccia ha disposto, al termine delle indagini, il giudizio immediato. I legali del 70enne, che respinge ogni accusa, hanno invece chiesto il rito abbreviato.
Fonte: http://www.leggo.it/news/cronaca/arezzo_molestie_a_quattro_ragazzine_di_13_e_14_anni_a%20processo_un_anziano/notizie/179162.shtml
Adozioni, sì della Corte d’Appello ai genitori di disabili
I genitori con un figlio disabile avranno la possibilità di adottare un bambino. Ecco quanto ha stabilito la corte d’ Appello di Milano opponendosi al tribunale dei Minorenni che ha negato a una coppia la possibilità di adottare un bambino, poiché aveva già un figlio disabile. I giudici di secondo grado, considerando i due coniugi già preparati alla “diversità” e di conseguenza più predisposti nell’affrontare i possibili problemi legati all’adozione, non hanno creato ostacoli per l’adozione. La coppia originaria di Varese, con un figlio affetto dalla Sindrome di Dravet, rara forma di epilessia, é stata considerata idonea anche dall’ Asl e dai servizi sociali. Per questi infatti, la presenza di un bimbo disabile, non ha rappresentato alcun tipo di ostacolo.
L’azione legale dei coniugi è stata affrontata con il supporto di Ledha (lega per i diritti delle persone con disabilità) ed Elo “Epilessia Lombarda” elaborando un atto di intervento pronto a dimostrare che il provvedimento del Tribunale dei minorenni di Milano sia basato «su un approccio alla disabilità ormai superato e contrastante con i nuovi principi giuridici introdotti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con Legge 18/2009». Per Fulvio Santacroce, presidente di Ledha «Si è di fronte a una vittoria importante per quanto riguarda i diritti dei disabili. Il riconoscimento del diritto ad adottare un figlio, anche se già nel nucleo familiare vi è un disabile, è un passo avanti e significativo. La presenza di un bambino con disabilità deve essere considerato un valore positivo e non un impedimento».
di Sabrina Rufolo
EQUITALIA, ALLARME BOMBA RIENTRATO A GENOVA. OCCUPATA AGENZIA DELLE ENTRATE
Allarme rientrato a Genova, dove una telefonata anonima aveva segnalato la presenza di una bomba in un palazzo in cui hanno sede alcuni uffici di Equitalia. Le forze dell'ordine, che avevano fatto evacuare il palazzo, hanno effettuato un sopralluogo, hanno accertato che si è trattato di una falsa segnalazione, quindi hanno permesso agli impiegati di rientrare al lavoro.
L'allarme bomba è scattato in un palazzo dove si trovano alcuni uffici di Equitalia. Una telefonata anonima ha segnalato nel palazzo tra via Galaventa e via delle Casacce la presenza di una bomba. Sul posto sono intervenuti gli artificieri. Un centinaio di persone sono in strada. Le forze dell'ordine hanno bloccato il traffico nella zona di via Galaventa e via delle Casacce, dove una telefonata anonima ha segnalato la presenza di una bomba. È stata chiusa alla circolazione anche l'adiacente via D'Annunzio, dove si trovano altri uffici di Equitalia. Molta gente in strada, molta confusione.
TERMINI IMERESE, OPERAI OCCUPANO AGENZIA DELLE ENTRATE - «Da qui parte una battaglia, colpiremo altri obiettivi simbolici. Siamo pronti a tutto, ora basta. Difenderemo le nostre famiglie senza guardare in faccia nessuno, dai politici ai sindacalisti nazionali: Bonanni e Angeletti hanno firmato gli accordi, fateli rispettare e subito. Non si scherza col pane dei nostri figli». Vincenzo Capizzi, operaio della Magneti Marelli, è tra i più animati. Dentro la sede dell'Agenzia delle Entrate di Termini Imerese ci sono decine di lavoratori della Fiat e delle aziende dell'indotto. La polizia sta tenendo la situazione sotto controllo con una decina di agenti all'interno della sede, ma all'interno dei locali c'è molta tensione. Il personale è rimasto chiuso negli uffici. Michele Russo, operaio della Bienne Sud: «Non ce la facciamo più, abbiamo quattro soldi della cassa integrazione ma non abbiamo più un posto di lavoro e lo Stato pretende il pagamento delle tasse». I più disperati sono gli interinali, una cinquantina di operai che dal primo settembre non avranno più l'indennità di disoccupazione. Tra i lavoratori che hanno occupato l'Agenzia c'è un gruppo di «esodati», operai che hanno accettato l'accompagnamento alla pensione ma che al momento rimangono in un limbo.
Fonte: http://www.leggo.it/news/cronaca/equitalia_allarme_bomba_rientrato_a_genova%20occupata_agenzia_delle_entrate/notizie/178943.shtml
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